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Fanida racconto di un approccio alla vita

Creato il 26 marzo 2012 da Firenze5stelle @firenze5stelle
Da oggi un appuntamento con un racconto a puntate scritto da voi.   Iniziamo la serie di appuntamenti con Miryam che offre a tutti noi il racconto di Fanida, una storia come tante … o quasi  

Fanida, approccio alla vita…

Pubblico un racconto che ho trovato su un vecchio pc, neanche corretto, ma ho voglia di condividerlo per paura che anche questo finisca chissà dove, senza che nessuno l’abbia mai letto…

Col tempo lo curerò, per ora è li che giace in attesa di essere scoperto

La storia attuale di una ragazza, di origine arabe, nata in Italia, ma non italiana

La sua adolescenza, fra pregiudizi e sensibilità, in questa difficile fase evolutiva in cui le cose possono apparire insormontabili se non vengono sfogate su  un diario….

E’ un romanzo a puntate scritto di getto è la mia prima esperienza di racconto on line, spero di ritrovare riscontro e di appassionarvi con questa storia.

Buona lettura

Miryam

Firenze, settembre 2008

Inizio del nuovo anno scolastico, nuova scuola e compagni, nuova vita…

Fanida racconto di un approccio alla vita
Anche oggi le solite battute, a scuola i miei compagni non fanno altro che prendermi in giro per le mie origini, lo chiamano bullismo ed esiste.

Io e qualche altro siamo sempre al centro degli scherzetti di un gruppo di prepotenti, che non accettano per amici chi non ha origini toscane e considerano intrusi chi ha i genitori stranieri.

Sono di origine marocchina, i miei si sono trasferiti in Italia vent’anni fa, eppure sono ancora visti come immigrati.

Anche nel condominio dove abito da qualche mese ci guardano con diffidenza e curiosità, soggetti da osservare da lontano.

Siamo quattro figli, il più grande, Samir, lavora ai mercati generali, Hanan, lavora in un supermercato, ed io, Fanida e mia sorella Ilam studiamo ancora. Siamo nate in Italia e ci consideriamo italiane,  della terra dei miei genitori non so molto, ci sono stata da piccina –

Non parlo bene l’arabo e non  sono musulmana.

Non posso identificarmi come marocchina, né come italiana, il mio nome, la mia pelle non lo permettono ma mi sento italiana.

Non trovo differenze rispetto ai miei compagni, non capisco cosa n va in me o in loro?

Anche in piscina mi sento osservata… non è facile far finta di niente.

Lunedi  

La giornata inizia con la scena di una vecchina che tira a se la borsa vedendomi salire sull’autobus, non credevo ai miei occhi, sarà la nonna di uno dei miei compagni?

Sto iniziando ora a rendermi conto di quanto sia diffusa la diffidenza. 

Da piccina ricevevo molti complimenti, se ci ripenso sembravano quelli che si fanno ad un’animale raro, forse esagero perché mi fa rabbia. 

Anche le mie amiche prima di invitarmi a pranzo fanno domande su ciò che mangio e che abitudini ho a tavola. 

Pensano che mangiamo con le mani e tutti in un piatto,  usanza araba che i miei genitori hanno perso da tempo, fra l’altro è iniziato il Ramadan e tutti sono scandalizzati se mangio nell’intervallo..            

lo sono comunque se gli dici che è tuo padre ad osservarlo.  

Non accettano le differenze e come se avessi un’etichetta per cui devo comportarmi in un certo modo e ciò che discosta dal loro prototipo è una mia forma di imitazione.

Ho 15 anni e frequento le scuole secondarie, ero contenta di questa nuova esperienza,di cambiare scuola, conoscere compagni nuovi e materie interessanti, sono ancora i primi giorni e spero che, in classe, le cose cambino con il tempo, per ora non riesco ad essere attenta, mi sento strana, chiusa in me stessa e non lego con gli altri.

Non so di chi posso fidarmi con chi potrò studiare un giorno, per ora l’unica ragazza che mi sorride è Penina una bella romena, che vive in Italia da poco e parla male italiano. Ha 17 anni ma sembra più grande e anche lei subisce lo scherno dei fiorentini puri.

Durante le lezioni ride spesso, gli altri la guardano sbalorditi per il suo modo di fare, è prepotente e non si fa calpestare da Lorenzo ed il suo gruppo. Nell’intervallo gli ha quasi messo le mani addosso per difendersi dall’ennesimo scherzo, ha trovato ,infatti,  tutto il banco con scritte a matita che le davano della zingara e un campo rom disegnato su un foglio attaccato alla sua sedia. 

I prof. hanno fatto una ramanzina a tutta la classe di 10 minuti, che si è conclusa con un falso buonismo su quanto sia utile accettare e aiutare chi sta peggio. Anche loro hanno pregiudizi e non hanno preso provvedimenti. 

Penina sa bene chi è stato, le battute che riceve ogni giorno no le lasciano dubbi, anche io lo so, non aveva senso accusarli, siamo solo due su 25 alunni, meglio per ora aspettare.

Martedi  

Oggi ho provato a sedermi con Penina ma è troppo distratta e non mi lascia seguire, spero che non si offendi se domani torno al mio posto. Inoltre sembra che ci siamo ghettizzate da sole invece dobbiamo dimostrare ai compagni che non siamo differenti da loro. Nell’intervallo, Penina mi ha parlato della suafamiglia, sono 6 fratelli e uno in arrivo.

Ha detto che la sua mamma farà quanti figli quanto ne manda Dio, ora non è che ne sappia molto però ho già sentito parlare di come si fanno i bambini e mi sa che anche lei sa qualcosa, ma gli anticoncezionali non li ha mai sentiti nominare.

Quest’estate, al parco, fra ragazze se n’è parlato un po’ , siamo anche andate su internet per capire meglio, mi sa che se non vuoi figli puoi anche scegliere, però non ne conosco i metodi. Maria che è un po’ più grande, ha 18 anni, ci detto molte cose in merito, senza entrare troppo nei particolari.

Mercoledì  

Sono curiosa di conoscere le origini di Penina, che è molto contenta e parla di continuo di se e della sua gente, raccontandomi anche cose poco gradite.

Mi ha detto che loro si sposano presto,  fanno tanti figli e stanno in casa. 

In Italia vanno in giro da una Caritas all’altra per vestiti ed aiuti vari, raccolgono molta roba e la spediscono a casa, dove tanti altri parenti hanno bisogno.

Un romeno con un grande furgone fa il carico e va su e giù dalla Romania, viene pagato un tot per ogni scatola spedita. Ha potuto così mandare dei giochi alla sua cuginetta ammalata, non mi ha saputo dire che tipo di malattia abbia, dice che lì è comune avere un braccio o una gamba sottile, che non funziona bene, la poliomielite.

Penina ha già il ragazzo, i suoi genitori non vogliono le due famiglie hanno litigato, forse scapperà di casa con lui così potrà sposarsi. Stiamo diventando amiche e mi racconta molte cose, non è affatto riservata e penso che le direbbe anche in autobus…

Io sono più chiusa, parlo poco, lei sembra già grande e pensa a cose che non mi sono mai sfiorate per la mente.

Non ho il fidanzato e non mi interessa nessuno, sono curiosa e voglio uscire spesso ma non per i ragazzi. 

I miei genitori mi permettono di andare in centro solo con mia sorella, non è divertente, i suoi amici sono noiosi e mi trattano come una bimba, nessuno mi prende sul serio.

Giovedi  

Oggi ho rivisto le mie vecchie compagne, vivono vicino  casa mia ma con tutti i compiti che bisogna fare non riusciamo a beccarci.

Irene ha trovato il fidanzato, che è anche venuto al parco con noi, è carino e simpatico sono contenta per loro ma penso che inizieranno ad uscire per conto loro e la vedrò pochissimo. 

Marta è sempre uguale, cicciottella e un po’ maschietto, anche i suoi compagni non sono molto simpatici, non ho avuto il coraggio di raccontargli che subisco del razzismo, con loro non è mai successo, forse perché ci conosciamo da sempre.

Nel gruppo c’è anche Maria, di origini meridionali, che sfodera ogni tanto qualche termine dialettale, orgogliosa di non essere capita, le ho detto di Penina e ha risposto che da quando ci sono i romeni anche i meridionali sono considerati italiani, abbiamo riso e continuato altri discorsi da ragazze. 

Ora vado a letto domani ho un compito e spero di riuscire a prendere un buon voto.

Fanida racconto di un approccio alla vita

Venerdì

Penina era davanti al cancello, ma non è entrata a scuola, non voleva fare il compito mi ha detto che non ha potuto studiare, a casa ha troppo da fare e i fratellini fanno troppo rumore. 

Il compito è andato bene, penso di aver fatto un bel lavoro, speriamo…..

Nell’intervallo, mi si sono avvicinate due compagne, per avere informazioni, circa due problemi che non erano riuscite a fare e mi hanno chiesto se uno di questi giorni si studia insieme in biblioteca. 

Bene non sono mai andata in biblioteca e sono contenta di fare nuove amicizie. Sembrano simpatiche e molto aperte, sono Vanessa e Chiara, carine, una è molto alta e qualcuno la chiama giraffa, lei ci rimane male ogni volta.

Non capisco perché i ragazzi per sembrare simpatici devono offendere gli altri, sono crudeli e cercano i punti deboli su cui attaccare, mi fanno rabbia e anche pena. Stasera vengono degli amici a cena, marocchini con i loro figli che hanno quasi la mia età, mamma sembra agitata per i preparativi, deve essere tutto perfetto e mi ha chiesto di non mettere la solita felpa, infatti caro diario ti scrivo ora e di furia perché devo andare a scegliere cosa indossare sotto la sua supervisione “che pa–”…OPS!!!…ma dopo cena ti racconterò com’è andata. .…  

E’stato noioso,gli amici dei miei genitori sembra vivono ancora in Marocco, abbiamo mangiato prestissimo pieno ramadan, tutti da un piatto, con le mani, era forse una profezia?

Il servito era un dono che i miei ricevettero al matrimonio e si è conclusa con  dolci al miele e tè alla menta. 

I due ragazzi non alzavano mai lo sguardo verso me o mia sorella Ilam, ma parlavano con i miei fratelli maggiori.

Sembrava uno scherzo mamma indossava un vecchio vestito che fa ancora la sua figura, pensavo lo  conservasse per ricordo, insomma siamo stati il prototipo di una famiglia araba, il Marocco a casa mia senza internet.   

Hanno già fissato un’altra cena e quando sono andati via i miei non hanno dato nessuna spiegazione, come se avessimo sempre vissuto in quel modo, forse sono nostalgici?

Sabato  

L’atteggiamento dei miei genitori è ancora un po’ strano, mi hanno fatto troppe domande su ciò che penso di Ibrahim, incuriositi o cosa?

Anche le mie sorelle li guardano con sospetto ma non ne abbiamo ancora parlato, buh!  

A scuola solite il gruppetto di Lorenzo continua con le sue battutine e durante l’intervallo simoltiplicano gli schermi, si aggirano liberi anche altri bulli delle classi superiori…

Ho scoperto che Lorenzo ha un fratello nella 5 classe, che racconta spesso di vacanze da sogno e  viaggi di famiglia all’estero o in località rinomate. 

Ha già il motorino e suo fratello la macchina, la sua vita per quel po’ che ho sentito è simile ad una fiction, tutto è possibile e nessun problema economico, anche la sua mamma sembra uscita da una telenovela: bionda truccata ingioiellata e vestita in tiro.

L’ho vista la mattina che Lorenzo l’ha pregata di portargli il libro di matematica che aveva dimenticato. Ha salutato il suo piccolo come se fosse un principino tutta premurosa scusandosi  per il ritardo, due chiacchiere col prof. di turno e poi di corsa aveva un appuntamento dal parrucchiere a Prato.

Non mi lascio impressionare dalle apparenze, visto che subisco giudizi ogni giorno per i miei tratti somatici, ma sembrava quasi finta e nel complesso penso che li soprannominerò “la famiglia del mulino bianco”.  

Lorenzo ogni tanto litiga con Manuel e Diego che sono i ragazzi dell’ultimo banco, parlano di politica come se fossero grandi, probabilmente è un argomento molto discusso in famiglia.

Lorenzo è di destra,il babbo penso sia un imprenditore mentre Manuel e Diego sono di sinistra, figli del popolo, si appellano ai diritti di uguaglianza e giustizia sociale.

Frequentano già un centro sociale e si occupano di riciclo  di bici usate.

Sono due realtà che non conosco, a casa mia non è mai importata la politica di un paese che non li ha mai del tutto adottati e mio padre dice spesso che in Italia tutti parlano ma nessuno fa niente. Vorrei visitare un centro sociale ma non avrei il permesso dei genitori, aspetterò l’occasione giusta.  

Chiara e Vanessa ci sono state hanno detto che non era male, Chiara è un po’ schizzinosa e non gli piacciono i cani che vagano liberi in questi posti. Vanessa li trova adorabili ed è attratta dai ragazzi rasta quindi spera di tornarci, mi hanno detto che ci sono spesso concerti gratis, proverò a saperne di più.  

 

Fine prima parte …prossimo appuntamento MARTEDI’ 3 APRILE

Se volete partecipare con altri racconti ….

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