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Festival di Venezia – Recensione Film Parkland

Creato il 03 settembre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Era uno dei film più attesi Parkland a causa di un cast nutrito che conta tra i protagonisti due attori/idoli del pubblico teenager come Zac Efron (High School Musical) e Tom Welling (Smallville) ma anche grandi nomi del cinema come Paul Giamatti, Marcia Gay Harden, Billy Bob Thornton e Jacki Weaver. Tra i produttori figurano inoltre Tom Hanks e gli stessi Zac Efron e Paul Giamatti. Ebbene le aspettative sono state deluse non perché si tratti di un brutto film ma sicuramente dimenticabile, trascurabile e davvero poco necessario. Il regista esordiente Peter Landesman ricostruisce i concitati momenti successivi all’assassinio di John Fitzegerald Kennedy il 22 novembre del 1963 a Dallas in Texas, focalizzandosi sulle conseguenze che la sua morte ha avuto su delle persone comuni. Il film prende il nome dall’omonimo ospedale, il Parkland Memorial Hospital, in cui fu trasportato d’urgenza, ormai in fin di vita, uno dei presidenti più amati della storia d’America. A ricostruire i giorni dell’omicidio di John Fitzegerald Kennedy ci aveva già pensato Oliver Stone in JFK con ottimi risultati. Sebbene questo film tenti di affrontare una delle pagine più buie della storia americana, focalizzandosi sulle emozioni delle persone coinvolte durante e dopo l’attentato a Kennedy, la pellicola risulta poco originale, raccontando probabilmente la storia di persone la cui vita non desta il minimo interesse nello spettatore.
Il regista fallisce miseramente anche il suo obiettivo principale ovvero quello creare una dimensione emozionale, invece del tutto assente, limitandosi a raccontare i fatti. L’analisi delle psicologie dei personaggi rimane superficiale, difetto imperdonabile ad un film che vorrebbe sottolineare come un evento straordinario abbia sconvolto la vita di persone ordinarie. La messa in scena ha delle grosse pecche tanto da sembrare a volte poco credibile come la scena nel pronto soccorso di Parkland dove Efron, nei panni di un giovane medico specializzando, tenta di rianimare il Presidente Kennedy. Oltre a Efron, la macchina da presa si concentra su Abraham Zapruder, interpretato da Paul Giamatti, ovvero l’uomo che casualmente con una 8 millimetri riprese il corteo presidenziale a Elm Street e quindi il colpo che dilaniò il capo di JFK e sul fratello di Lee Harvey Oswald (Jeremy Strong), l’uomo tuttora ritenuto il responsabile dell’omicidio, a sua volta assassinato. Dilaniati dai sensi di colpa vi sono anche l’agente dei servizi segreti Roy Kellerman (Tom Welling) incaricato di proteggere il presidente e l’agente dell’FBI James Hosty (Ron Livingston) che già aveva avuto a che fare con l’omicida.
Tutti molto bravi gli attori mentre un punto interrogativo rimane sulla performance di Zac Efron decisamente fuori ruolo, un passo indietro rispetto all’interpretazione in The Paperboy di Lee Daniels (inedito in Italia). Se è vero infine che un festival dovrebbe avere anche una certa continuità tematica, Parkland diventa decisamente il film più fuori luogo del concorso. La promessa di Landesman era stata: “Per cinquant’anni l’omicidio di Kennedy è stato fonte di speculazioni. Ora vedrete quella storia come non l’avete mai vista, nei panni di questi individui che hanno dovuto valutare il momento e dare le prime risposte.” Ma la domanda che ci poniamo è: “Era davvero necessario?.” Parkland uscirà presto nelle sale italiane e la Rai lo manderà in onda il 22 Novembre in occasione dell’anniversario della morte di JFK.

di Rosa Maiuccaro per Oggialcinema.net


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