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FEUILETON: Camus e il destino dei giusti – XVIII puntata

Creato il 19 febbraio 2012 da Eastjournal @EaSTJournal

di Giovanni Catelli

FEUILETON: Camus e il destino dei giusti – XVIII puntata
A Praga, forse, qualcuno sapeva.

Certo, Jan Zabrana aveva lasciato dietro di sé amici, conoscenti, persone che in qualche modo avevano seguito e apprezzato la sua vita, la sua lotta silenziosa, il suo resistere ai tempi, alle infamie, al tradimento.
Soprattutto, aveva lasciato la persona più cara, quella che più di tutte lo aveva accudito e compreso nei suoi giorni : la moglie Maria.
Il suo nome era accompagnato da un’aura di rispetto e di stima incomparabili : il suo rigore, la sua dignità, la sua preziosa attività nella cultura ceca ne facevano un personaggio quasi venerato.
Era nota come una persona cristallina, di totale affidabilità.
Lei avrebbe potuto aiutarmi a comprendere, mi avrebbe forse donato la chiave per entrare nel mondo perduto di Jan Zabrana.

Volevo, però, andare anche più a fondo nell’indagare quella zona grigia che negli anni del regime aveva prosperato nell’ombra del potere, e che certo conservava nel presente le sue reti d’influenza, la sua sottile trama d’interessi.
C’era un uomo, in particolare, a cui potevo rivolgermi per cose delicate : viveva a Praga da tempo immemorabile, prosperando sin dagli anni della guerra fredda in virtù di una famiglia legata a doppio filo con il Partito, ma capace anche di tenere relazioni internazionali stranamente tollerate.
Lo conoscevo per interposta persona, ma sapevo dei suoi rapporti con i vecchi Servizi, e la sua naturale propensione ad essere informato su tutto ne faceva la persona adatta per ottenere notizie, e forse procurare ulteriori contatti.
Ricevuto il suo numero privato, lo chiamai.
Mi rispose una voce lontana, fredda, in cui risuonava una profonda sicurezza, come una superiore conoscenza delle cose e delle persone.
Mi riconobbe, e mi disse : in qualche modo, pensavo che un giorno mi avrebbe chiamato.
Che cosa le serve?
Gli spiegai che possedevo informazioni su una storia molto interessante, in cui potevano essere coinvolte persone del trascorso governo.
In virtù della sua esperienza, avrei voluto narrargli quella storia, e chiedergli se in qualche modo ne fosse al corrente.
Mi sembrò subito molto interessato, la curiosità modificò il suo tono di voce, che si fece più confidenziale.
Venga a trovarmi, mi disse.
Sa dove abito.
Se posso, le dirò quello che ricordo.
L’aspetto domani, alle cinque.


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