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Fidia Gambetti: Non ti vergogni di scrivere poesie?

Da Vsgaudio @vuessegaudio

¨TI VERGOGNI
Non ti vergogni di scrivere poesie ?Di’ la verità, sii sincero almeno con te stesso, ti vergogni di scrivere poesie, anche quarant’anni fa quando ti servisti di un altro nome e cognome, come eri giovane, anche allora ti mascherasti perché ti vergognavi come un ladro, non volevi  si sapesse che scrivevi di nascosto poesie. Oggi sai bene che non si tratta di un complesso, la gente ti guarda davvero stranamente e con sospetto, peggio, è come se ti credesse capace di tutto e di nulla solo perché continui a scrivere poesie.
¨POESIA NON POESIA
Ieri non ho scritto un verso né un versetto né un versuccio né un versaccio, in compenso ho vangato l’orto ho falciato l’erba del prato ho segato la legna per il camino ho aggiustato un rubinetto e una serratura.Non era giorno di poesia, la classica aura non circolava intorno o dentro di me, la signora ispirazione in altre faccende affaccendata, il cuore pulsava a pieno regime non oppresso da nostalgie e rimpianti dalla tristezza dalla rabbia dal dolore.Oggi non ho scritto un verso, in compenso ho innaffiato le piante ho potato le rose ho legato le dalie ho pitturato il cancello ho pulito i vetri ho imbottigliato il vino ho dato l’acquaramata alle viti ho fatto lo shampoo alla macchina.
Nemmeno oggi era giorno di poesia.I polmoni dilatati dall’aria verde le vene pulsanti di rosso ossigeno.Sarà domani il tempo della poesia?Scriverò forse un verso un versetto un versuccio un versaccio per cantare l’inimitabile eccelsa poesia del silenzio.
¨VORREI NON VORREI
Non vorrei essere un altro, perché dovrei essere un altro? Vorrei invece essere un usignolo un ramarro una libellula una vespa una lepre, per cantare volare pungere saltare.Vorrei essere una foglia un fiore un filo d’erba una goccia d’acqua una conchiglia un granello di sabbia una bolla di sapone una pietra pomice un sasso levigato un rovo un osso una pallina di vetro un barattolo di latta una bottiglia di plastica una foglia morta.
Non vorrei essere un altro, perché dovrei voler essere un altro?Vorrei essere tutto niente nessuno.
¨A NON PIU’ RIVEDERCI
A te che eri la più silenziosafra le città del silenzio, con il tuoSant’Apollinare, il tuo San Vitale la tua Galla Placidia il tuo Teodrico il tuo Alighieri gelosamentecustoditi nello scrigno dell’ovattaaccumulata dalla grande nebbiadel mare in ritirata nei millenni,degli acquitrini e del Candiano,a te città delle prime nottibrave dei primi letti clandestinidei primi gonococchi, a te addio.A non più rivederci “divinaforesta fresca e viva”, acerbae pazza gioventù di versi e attiprematuri, strade deserte senzaauto in sosta, ciottoli levigatidalla noia, zanzariere alle finestre.Vedo le lingue di fuoco sulle alteciminiere, i rami gialli dei pini,posso piangere di nascosto comequando dovetti lasciarti, combattutoamore, posso piangere tuttele mie lagrime sul tuo prosperososeno petrolchimico perché, ora sì,veramente, sei una città morta.
Fidia Gambetti: Non ti vergogni di scrivere poesie?
¨(da: Fidia Gambetti, Tredici nuove poesie nuove, “Carte Segrete” n.21, gennaio marzo 1973)¨


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