Dunque ecco quelle che vorrei oggi presentarvi:
Serrali serrapalas a terrapalas a murusu serradorea bibé bolea mandi'area trorrare a serrare.Traduzione:
Sega segaE' scema? Sì, è scema. Ma ai bambini piace un sacco perché mentre viene recitata li si fa scapitombolare all'indietro, tenendoli seduti sulle ginocchia della mamma/nonna/zia/varie ed eventuali. Uno scapitombolo all'indietro ad ogni strofa recitata. Vedi un po' quanto poco basta per far divertire un bambino. Siamo noi grandi che ci facciamo tante seghe e siamo sempre annoiati. Siamo nel tunnel del divertimento.
spalle a terra
spalle al muro
il taglialegna
vuole bere
vuole mangiare
e tornare a segare.
Ecco la seconda:
A duru a duruseddusas campanas de Csteddulas sonana a su manzanusu puddu callaritanue sa mmela thattharesasu coro cantu mi pesasu coro cantu mi toccacheriasa barracocca'nde bindat in bidda miabarracocca cheresiaa duru a duru siadaa duru a durusiada.
Traduzione:
Gira gira (trotta trotterello)le campane di Cagliarile suonano di mattinail gallo cagliaritanoe la mela di Sassariil cuore quanto mi pesail cuore quanto mi toccaciliege e albicoccheoriginarie del mio paesealbicocche e ciliegiegira gira gira gira.
Questo Duru-duru è un canto molto diffuso in tutta l'isola e in quanto tale può presentare svariate versioni diverse. Io qui ne ho presentata una: quella che più di frequente ho sentito cantare a mia madre, ma navigando un poco per la rete ne ho scovate tantissime, nel tentativo vano di rintracciarne la presunta seconda strofa che non ricordo benissimo, ma che presentava una divertente schermaglia amorosa tra un giovane e una ragazza (il mio cuore sarà tuo quando Natale verrà in aprile, quando il sole splenderà a mezzanotte, quando il Cristiano sarà moro e il Moro Cristiano... ed altri simili non-sense).Ed ecco inoltre cosa ho trovato in proposito su un sito dedicato all'argomento:
"Su Duru duru, é originariamente un canto monodico che le donne cantavano ai bambini facendoli ballare sulle proprie ginocchia. La parola duru deriva dall'arabo duru e significa gira".Interessante: devo ricordare di chiedere conferma al Beduino di questa interpretazione etimologica, che mi sa un po' strana, sebbene non impossibile, vista la forte presenza moresca nella terra "dei quattro mori".
Forse vi sto annoiando ma io in queste cose folkloriche ci sguazzo. Mi piace molto indagare le ragioni profonde delle manifestazioni culturali, di un'identità, di quelle tradizioni orali che sanno di reminiscenze di un passato ancestrale.
Ringrazio quindi l'ideatrice della proposta per avermi permesso di compiere questa incursione-deviazione su questo terreno.

Con questo post, per gentile invito di Fedricasole, partecipo al give away del blog "Diario di una magica avventura".






