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Frequenza Incazzata Nera (puntata 4) DEMOCRAZIA DIRETTA

Creato il 08 gennaio 2012 da Andreacusati
Democrazia diretta, l'alternativa che reputo attualmente da sostenere e spingere in Italia.

Frequenza Incazzata Nera (puntata 4) DEMOCRAZIA DIRETTA from Andrea Cusati on Vimeo.
LEGGI LA PUNTATA:
Buongiorno a tutti e ben trovati qui su Moon Trein Radio con il consueto appuntamento, che si ripropone ogni seconda domenica del mese, con me (Andrea Cusati) e la mia rubrica: Frequenza incazzata nera.
Vi ricordo che terrò aperta la chat di Facebook per eventuali domande o commenti che vogliate rivolgermi in diretta, nelle pause pubblicitarie e durante le canzoni che metterò cercherò di dare un’occhiata alla chat per eventualmente rispondere a qualcuno. Mi scuso se possono solo chattare in diretta quelli che sono iscritti a Facebook ma purtroppo non mi è venuto in mente niente di meglio per il momento, anzi se avete suggerimenti per tenere un filo comunicativo con le mie dirette radio e interagire con me suggerite pure.
Dopo aver fatto tre puntate parlando di filosofia spiccia, cioè di ragionamenti un po’ tra il concreto e l’astratto vorrei fare qualche puntata dove si parli di soluzioni più concrete e tangibili alle situazioni sociali e politiche che viviamo, perché credo ci sia una fame da terzo mondo di soluzioni concrete.
Una soluzione secondo me fondamentale per risollevare il nostro Paese è cambiare il modo di vivere la politica e fare politica in maniera radicale. Noi non abbiamo bisogno di votare una volta una finta sinistra e una volta una finta destra sperando che il leader di turno ci risolva i problemi, noi abbiamo bisogno di essere davvero padroni della politica (come poi dovrebbe del resto essere perché noi mettiamo i soldi e quindi quello che rappresenta il Paese votato da noi è un nostro dipendente, uno al nostro servizio che dovrebbe far andare meglio possibile l’azienda Italia e risolvere i nostri problemi). Abbiamo bisogni di essere noi leader di noi stessi e poter decidere di controllare ed eventualmente licenziare un nostro dipendente che non fa bene il suo lavoro. Abbiamo, secondo me, bisogno di una democrazia diretta.
Cos’è la democrazia diretta?
 La democrazia diretta è la forma di democrazia nella quale i cittadini, in quanto popolo sovrano, non sono soltanto elettori che delegano il proprio potere politico ai rappresentanti ma sono anche legislatori e amministratori della cosa pubblica. La modalità con cui tali prerogative si esercitano varia secondo le forme specifiche adottate: si va dal diritto, costituzionalmente garantito, di proporre e votare direttamente le leggi ordinarie e la costituzione attraverso diversi istituti di consultazione popolare e diverse forme di partecipazione popolare, a metodi decisionali basati su forme assembleari.
La democrazia diretta è stata la prima forma di un governo democratico, essendosi affermata nel V secolo a.C. ad Atene.
Ritengo però che non fosse la vera democrazia quella formatasi ad Atene, anche se molti sostengono il contrario, per il fatto che nell’antica Atene per partecipare alle assemblee di democrazia diretta bisognava essere uomini ateniesi con più di 18 anni d’età, quindi donne, schiavi, minori di diciotto anni e stranieri non potevano votare. Restringere l’accesso alla democrazia per alcune categorie a mio avviso non è democratico ma l’idea di base era molto buona dati i tempi in cui venne elaborata.
Ora una canzone che non c’entra un accidente con la puntata ma stempera un po’ e spero vi faccia sorridere, poi proseguo, buon ascolto.
RAPPUT – Claudio Bisio
In Italia noi abbiamo una democrazia rappresentativa, cioè una finta democrazia, una sorta di dittatura mascherata da democrazia. A proposito della democrazia rappresentativa Massimo Fini disse:  "La democrazia rappresentativa non esiste. E' solo un modo sofisticato per metterlo nel culo alla gente, soprattutto alla povera gente, con il loro consenso."
In Italia abbiamo tre strumenti di democrazia diretta: il referendum, la petizione e l’iniziativa popolare legislativa. Questi strumenti di democrazia diretta sono previsti dalla Costituzione Italiana ma del tutto inutili e marginali in Italia dato che le Camere e le Commissioni parlamentari a cui sono destinate la petizione e l’iniziativa popolare legislativa se ne fregano e le ignorano, in più per quanto riguarda la petizione essa è costituzionale come diritto ma non ancora ratificata in legge dal Parlamento e per quanto riguarda l’iniziativa popolare legislativa è stato messo un vincolo di 500 mila firme in tre mesi che ne ostacola la fattibilità per molti cittadini (basta poi vedere l’iniziativa popolare legislativa di Beppe Grillo chiamata Parlamento pulito che anche dopo aver raccolto le 500 mila firme in un solo giorno è a marcire nei cassetti dei palazzi di potere fra il silenzio generale del popolo italiano). Per i referendum inutile che vi dica, avete sempre visto tutti come li fanno uscire dalla porta ed entrare dalla finestra e avete presente il grosso ostacolo del quorum al 50% più uno. In più il governo fa disinformazione sui referendum e chiede il sì per dire no e viceversa confondendo non poco.
Come capite da voi se hai anche degli strumenti di democrazia diretta non è detto che tu possa sperare di usarli seriamente e non è detto che tu viva in un Paese democratico. Quindi quando si parla di dare il potere al popolo si deve presupporre che il terreno sia stato preparato per bene prima. Ci dovrebbe essere un interesse a partire dall’alto e se non c’è noi dobbiamo pretenderlo e per pretenderlo dobbiamo conoscere gli ostacoli che abbiamo davanti per realizzare la democrazia diretta e dobbiamo sapere cos’è la democrazia diretta. Il cittadino comune ha dunque bisogno di informazione per poter prendere coscienza dei problemi locali o nazionali per fare una scelta consapevole e poi potere vero per poter esprimere questa scelta.
Per quanto riguarda gli ostacoli da superare per attuare una democrazia diretta vi leggerò un breve post di qualche tempo fa scritto da Bruno Aprile sul suo blog (il blog lo trovate all’indirizzo brunoaprile.blogspot.com), il titolo del post è: DEMOCRAZIA – UN TRAGUARDO IRRAGGIUNGIBILE?
“Supponete di gareggiare ad una marcia che, come tutte le marce,  ha un punto di partenza ed un punto di arrivo (traguardo) e il percorso stabilito che dovrete percorrere per giungere al traguardo è ostruito o reso difficoltoso da dei grandi macigni (ostacoli).
Cosa fate ? Cercate di rimuovere i macigni (ostacoli) se ne avete la possibilità ? O percorrete tutto il percorso cercando di scavalcarli o scalarli ?
La Democrazia è esattamente una marcia iniziata nel 1948 (anno di entrata in vigore della Costituzione italiana) e per rendere difficoltoso il percorso tracciato mediante essa, qualcuno, che forse non gradiva che il popolo raggiungesse il traguardo (democrazia), ha posto lungo il percorso degli ostacoli.
Continuare la marcia scavalcando degli ostacoli rende più faticoso il raggiungimento del traguardo e chi non ha abbastanza energie o carattere prima o poi cede e abbandona la marcia (obiettivo di chi ha posto gli ostacoli lungo il percorso).
C'è il modo di rimuovere questi ostacoli (leggi non propriamente in armonia con la Costituzione italiana) per giungere al traguardo democrazia ? Pensateci bene perché ho l'impressione che ci stiamo allontanando dal traguardo e che la stragrande maggioranza della popolazione anziché cercare di rimuovere detti ostacoli abbia già abbandonato la marcia.
I numeri che vedete all'interno di quei grossi macigni nell'immagine sono delle Leggi.
POCHE leggi ma fondamentali, perché mortificano la sovranità del popolo e gli impediscono ogni azione che gli spetta di diritto. Vogliamo provare a rimuovere quei grossi macigni dal nostro cammino ? Ci proviamo ?
Iniziamo dai nostri Comuni di residenza, molti non lo sanno ma esiste una legge da 21 anni che IMPONE agli amministratori eletti locali di modificare gli Statuti ed i Regolamenti comunali (perché questi ultimi richiamati dagli Statuti) in maniera che siano previsti "strumenti di partecipazione popolare", quali petizioni, proposte, referendum di qualsiasi tipo (se si chiedono), ed anche se hanno una valenza solo territoriale sono un trampolino di lancio che serve ad allenare le persone ad essere propositive e più attive. Gli amministratori comunali saranno poi i nostri portavoce perché è così che è stato previsto fin dal lontano 1948.
Questa legge (L.142/90), modificata da 11 anni con l'attuale Dlgs 267/00, impone agli amministratori locali di GARANTIRE un tempestivo esame delle petizioni, proposte ed ogni altra iniziativa presentata dai cittadini, anche da singoli cittadini (art. 8 comma 3 e art. 70 Dlgs 267/00), impone agli amministratori locali ciò che non si sentono obbligati a fare, a quanto pare, i parlamentari a livello nazionale. Ma gli amministratori locali (probabilmente sotto la cappella degli stessi capi partito che comandano chi risiede in più lussuosi residence nella capitale) stanno facendo la stessa cosa che hanno fatto i loro colleghi a livello nazionale.
Con un pò di buona volontà, e soprattutto di buona fede, si può fare molto di più che prendersela con il capro espiatorio di turno (una volta Prodi, una volta Berlusconi, una volta Monti, etc. etc.) e non dobbiamo inventare nulla perché abbiamo esempi di democrazia più avanzata della nostra che risalgono al 1874 (e non solo in Svizzera).
Confondere le masse popolari è una strategia politica di quei pochi che nelle democrazie rappresentative serve a non fare inquadrare il vero problema e la vera soluzione al problema.”
Vi ho letto questo post perché lo trovo molto esaustivo e molto in sintonia anche col mio pensiero.
Ora un’altra canzone che spero vi diverta e poi mi avvio a concludere la puntata.
AGNESE IL SAN GIOVESE – Stefano Nosei
Veniamo alla Svizzera, citata nel post di Bruno Aprile. Ci sono altri esempi di democrazia diretta nel mondo ma la singolarità della Svizzera è che è l’unico Paese ad applicare la democrazia diretta a livello nazionale.
In Svizzera convive democrazia diretta e democrazia rappresentativa.
In Svizzera ci sono numerosi metodi per consultare il popolo a seconda della questione, alcuni esempi:
•   Iniziativa popolare per la revisione totale della Costituzione federale. 100 000 aventi diritto di voto possono proporre la revisione totale della Costituzione e tale revisione è sottoposta al Popolo per approvazione.
•   Iniziativa popolare per la revisione parziale della Costituzione federale elaborata. 100 000 aventi diritto di voto possono chiedere la revisione parziale della Costituzione presentata in forma di progetto elaborato e tale revisione è sottoposta al voto del Popolo e dei Cantoni.
•   Referendum obbligatorio. Devono essere approvate dal voto del Popolo e dei Cantoni le modifiche della Costituzione, l’adesione a organizzazioni di sicurezza collettiva o a comunità sopranazionali e le leggi federali dichiarate urgenti (prive di base costituzionale e con durata di validità superiore a un anno). Devono essere approvate dal Popolo le iniziative popolari per la revisione totale della Costituzione, le iniziative popolari per la revisione parziale della Costituzione presentate in forma di proposta generica e respinte dai rappresentanti ed il principio di una revisione totale della Costituzione in caso di disaccordo fra i due rami del parlamento.
•   Referendum facoltativo. Se 50 000 aventi diritto di voto o otto Cantoni (repubbliche federate della Svizzera) ne fanno richiesta sono sottoposti al voto del Popolo: le leggi federali, le leggi federali dichiarate urgenti (con durata di validità superiore a un anno), i decreti federali, i trattati internazionali.
La popolazione votante si aggira intorno al 40%. Per aumentare questa percentuale si sta sperimentando l’uso del voto elettronico.
Sarà un caso che il Presidente della Confederazione in Svizzera sia una donna di 56 anni mentre da noi il Presidente della Repubblica è invece uno zombie col cervello negli anni ’50 e le mani in pasta da sessant’anni nella politica nazionale.
Ci sarebbe molto altro da dire sulla democrazia diretta: spiegare meglio la Costituzione, segnalare tutti i tipi di referendum esistenti, parlare di altri strumenti di democrazia diretta come ad esempio il bilancio partecipativo (tanto per dirne uno), fare altri esempi di democrazia diretta nel mondo dove in Bavaria per esempio è stata introdotta da dei cittadini in modo molto difficoltoso.
Ma un po’ perché io non sono un grande esperto della democrazia diretta, un po’ perché il tempo stringe e non posso fare puntate radio di tre ore, mi accontento di passarvi alcune informazioni su cui spero vi incuriosirete e sfrutterete internet per informarvi a dovere.
Concludo dandovi appuntamento alla prossima puntata che sarà la prossima seconda domenica del mese, vale a dire il 12 Febbraio alle 15.
Buon pomeriggio a tutti.

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