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Giorno 1: Yokohama, almeno c'è il mare

Creato il 06 ottobre 2014 da Automaticjoy
Come promesso, ecco la prima puntata del diario di viaggio.

Yokohama manhole

Tombino a Yokohama


Arrivo alla Stazione di Tokyo alle 7, una combinazione spazio-temporale alquanto sfavorevole: a quest’ora la città è ancora mezza addormentata, e qui ci sono uffici e poco altro. Circondata da ogni lato da tailleur e completi gessati, decido di prendere la metro per Omotesando e da lì camminare fino a Shibuya (da dove prenderò il treno per Yokohama) per ammazzare il tempo. Mi fermo a fare colazione da Starbucks, così posso accedere a internet e verificare per l’ennesima volta dove devo andare/come ci arrivo (sai mai che abbiano cambiato tutto nel giro di una notte) mentre mi faccio la mia dose mattutina di cioccolata.

Tamagotchi e Pokemon

Dormono proprio tutti


Yokohama dista da Shibuya circa mezz’ora di treno; appena arrivata lascio lo zaino in ostello e la ragazza della reception mi spiega molto gentilmente quello che c’è da vedere in città, rifornendomi di mappe e volantini di ogni tipo. Considerate le condizioni climatiche, con pioggia fredda e vento fortissimo che impedisce quasi di camminare, opto per la Triennale d’arte contemporanea, alla sua quinta edizione, che si tiene proprio in questo periodo presso lo Yokohama Museum of Art e altri luoghi della città.

Yokohama Museum of Art

Yokohama Museum of Art


Il titolo della rassegna è ART Fahrenheit 451: Sailing into the sea of oblivion, e si incentra sul tema del dimenticare, del passato e della sua cancellazione (a volte volontaria e imposta, come nel romanzo di Ray Bradbury), collegando l’oblio al mare  – inevitabile in una città costiera come Yokohama che da sempre ha avuto nel porto il suo centro vitale.

8 breaths - Gimhongsok

8 breaths - Gimhongsok


L’esposizione principale, divisa in undici capitoli situati in due diverse sedi collegate da una navetta gratuita, dà spazio ad artisti nipponici e internazionali ed è godibile anche per chi, come me, non ha più che un’infarinatura di arte contemporanea. Le tante coniugazioni del concetto di partenza – emotive, ma anche ambientaliste, sociali e culturali – raggiungono lo spettatore attraverso opere dall’approccio molto differente, a volte intimista e a volte sfacciatamente esplicito.

Retinamnesia filtration shed - Ohtake Shinro

Retinamnesia filtration shed - Ohtake Shinro


Nel pomeriggio, finalmente, il vento ha spazzato via le nuvole e la zona di Minato Mirai 21, nei pressi del porto, si è fatta blu di sotto e blu di sopra. Con questa luce le città danno il loro meglio, ed è adesso che posso dire con certezza che, ahimè, Yokohama non mi piace.

Minato Mirai 21

Minato Mirai 21


Dopo aver mangiato nel Red Brick Warehouse (complesso storico un tempo utilizzato come dogana e ora riconvertito in galleria commerciale) ho passeggiato lungo il Parco Yamashita verso la Landmark Tower e la grande ruota panoramica. Questa città, forse, va vissuta in modo diverso. Uscire la sera, scoprire piccoli club fumosi in cui si suona musica jazz, oppure camminare mano nella mano con qualcuno di speciale sul lungomare e guardare gli edifici illuminati che si riflettono nell’acqua. Chissà.

Yokohama night view

Panorama notturno dalla Marine Tower


Torno all’ostello per una doccia ritemprante. Si è fatto buio, esco di nuovo e attraverso Motomachi, la via dello shopping. Proprio in questi giorni ci sono i saldi di fine stagione, i negozi stanno per chiudere, ma la gente continua a sbirciare i cartellini del prezzo, guardare le vetrine con occhi pieni di desiderio. Io voglio invece arrivare alla Marine Tower per godermi il panorama dall’alto sul porto e Minato Mirai 21. La vista merita, non c’è che dire. Anche qui però, soprattutto a quest’ora di sera, coppiette e basta.

Kanteibyo temple, Yokohama China Town

Kanteibyo, China Town


La mia ultima meta è Chugakai, la colorata e affollata China Town, la più grande del Giappone. Tra il forte odore di cucina cinese, preparata in tutte le sue varianti in lussuosi e scintillanti ristoranti o piccole bettole dall’atmosfera autentica, lanterne rosse, draghi e panda, sembra davvero di aver attraversato il mare ed essere sbarcati nel Celeste Impero - o in una sua copia stereotipata a uso dei turisti.
Per oggi è ora di riposare. So che ci sarebbe altro da vedere, ma con Yokohama basta così.
Yokohama China Town
Informazioni pratiche:
Bus notturno Kyoto->Tokyo 2800 yen (prenotato tramite questo sito, solo in giapponese)
Tokyo->Yokohama: Dalla stazione di Shibuya prendete la Tokyu Toyoko Line, 270 yen, circa 30 minuti.
Yokohama Triennale: 1800 yen, Yokohama Museum of Art, dal 1 agosto al 3 novembre 2014
Marine Tower: 750 yen, aperta dalle 10.00 alle 22.30 (ultimo accesso 22.00)
Ho pernottato allo Hayashi Kaikan, un ostello a due passi dalla stazione Ishikawacho, in dormitorio femminile (in realtà una piccola stanza con letto a castello in cui ho dormito sola). Gli spazi condivisi sono spartani ma puliti, il bagno è in comune tra uomini e donne e c’è una sola doccia, ma in bassa stagione non è stato un problema. Wi-fi gratuito negli spazi comuni, personale gentile e disponibile, rapporto qualità-prezzo del tutto soddisfacente. (1 notte: 2400 yen)

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