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Gordon Lish: famoso per i motivi sbagliati

Creato il 16 settembre 2013 da Alessandraz @RedazioneDiario
Pubblicato da Loredana Gasparri Questo grandissimo uomo di lettere americano dovrebbe essere giudicato in base alle sue opere e al successo dei suoi studenti, non dalle revisioni che fece per conto di Raymond Carver. 

Gordon Lish: famoso per i motivi sbagliati

Gordon Lish. Foto: OR Books

Ormai vicino agli ottant’anni, lo scrittore, insegnante ed editore Gordon Lish ha dedicato la sua vita a ridisegnare i contorni della narrativa americana. Non è esagerato affermare che Lish è stato, per la seconda metà del XX secolo, quello che Gertrude Stein fu per la prima. Tuttavia, quando si nomina Lish alla maggior parte dei lettori, questi reagiscono in due modi: o con uno sconcertato: “chi?”, o, peggio ancora, con “ah, tu dici il tizio che ha fatto a pezzi Raymond Carver?"

A partire dall’incendiaria rivelazione di DT Max per il New York Times, il nome di Lish è diventato inseparabile da quello di Carver, di cui revisionò i primi scritti in modo radicale, e che confessò a Lish che “se ho una reputazione nel mondo, lo devo a te”. Tuttavia, è ora che facciamo uscire Lish dall’ombra di Carver, e per trasformarlo in un punto di riferimento letterario, com’è nel suo diritto. Finché non si verificherà una tale rivalutazione, Lish resterà, come dice il suo amico Don DeLillo, "famoso per i motivi sbagliati".

La questione Carver ha oscurato ingiustamente e in modo determinante il contributo unico nel suo genere di Lish alla narrativa. Dal minaccioso monologo di Dear Mr Capote all’oltraggiosamente ironico Zimzum, Lish ha creato una ricchezza di romanzi avant-garde, degni dei pionieri del modernismo letterario. I suoi scritti rappresentano la risposta americana a Samuel Beckett e Thomas Bernhard. Fino a tempi recenti, quest’opera notevole era fuori stampa; siamo dovuti arrivare al 2010, perché una casa indipendente, OR Books, pubblicasse un’edizione della Raccolta di opere di Lish.  Inoltre, Lish merita un posto nella storia della letteratura per il suo insegnamento della scrittura creativa. Presso le Università di Yale e di Columbia, e recentemente durante corsi privati tenuti nelle case dei suoi studenti, Lish portò avanti un approccio impegnativo e di spicco all’arte della narrativa. Consapevole delle idee di Gilles Deleuze e Julia Kristeva, egli sosteneva quello che il suo studente Gary Lutz ha definito "poesia della frase" – un’armonizzazione quasi mistica ai ritmi e alle risonanze nascosti della lingua.  Talvolta descritte come “mitiche”, le lezioni di Lish divennero incredibilmente controverse. Circolano storie di studenti che svenivano durante questi faticosi eventi che si protraevano per tutta la notte; nel 1992, egli citò in tribunale Harper’s per aver ristampato il suo materiale di insegnamento. Ma le cose migliorano se andiamo oltre questi scandali. Come insegnante, Lish dovrebbe essere giudicato in base al successo dei suoi studenti, una straordinaria schiera di scrittori, che hanno diffuso le sue idee in tutto il panorama letterario. Da Ben Marcus e Sam Lipsyte (entrambi sostenuti da Granta, in Gran Bretagna) alla brillante Christine Schutt (che gli editori inglesi spingono perché venga notata), si può avvertire l’influenza di Lish in molti degli stilisti della prosa più stimolanti dei giorni nostri. È importante notare, inoltre, che parecchi dei pupilli di Lish sono diventati a loro volta insegnanti, nominati in posizioni di rilievo nelle università americane. Marcus e Lipsyte insegnano scrittura creativa alla Columbia; Brian Evenson alla Brown University; Padgett Powell all’Università della Florida, e l’elenco continua. In questo senso, la “scuola di Lish” è stata fondamentale per la simbiosi di scrittura e insegnamento nell’America del dopoguerra, una tendenza culturale di primo piano, che Mark McGurl ha identificato come il “periodo del programma". Così, per farla breve, dimenticatevi di Carver: c’è molto di più in Lish di quanto dicano i miti. Al contrario, leggiamo Lish per quello che è in realtà: uno scrittore di capolavori di tetra bellezza, come Peru, ristampato di recente, e un insegnante il cui impatto reale costituisce uno dei grandi misteri non svelati nella narrativa moderna. Qui in Gran Bretagna, l’establishment letterario si è tenuto grandemente alla larga dall’innovazione; persino le nostre voci più progressiste lamentano la “morte” dell’esperimento modernista. Allora, perché non guardare al di là dell’Atlantico, e imparare da Lish? Forse scopriremo che l’avant-garde è viva e sta bene, proprio nel luogo dove meno ci aspetteremmo di trovarla.  Fonte © The Guardian

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