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Grillo e il Costa Rica, qualcosa non torna

Creato il 13 marzo 2013 da Episteme

Grillo e il Costa Rica, qualcosa non torna

La baia di Papayago (Costa Rica)


Soffocata tra le manifestazioni del PdL davanti al Tribunale di Milano e il Conclave, forse messa in sordina anche per via dei contatti in corso tra i parlamentari del centrosinistra e quelle del MoVimento 5 Stelle che lasciano aperti spiragli per un possibile accordo alle Camere, l'inchiesta targata L'Espresso che vede come protagonista l'autista e angelo custode [cit.] di Beppe Grillo, Walter Vezzoli, e le sue società costaricane è sicuramente una delle indagini più calde del momento.
Sostanzialmente, ricostruiscono gli autori dell'inchiesta intitolata Grillo, l'autista e la cognata, Vezzoli, insieme alla cognata di Grillo Nadereh Tadjik, ha aperto tredici società in Costa Rica, di cui quattro in forma di sociedad anonima, ciascuna con capitale di 10.000 $, tra il 2004 ed il 2007. Dall'inchiesta non sono emersi elementi che lascino pensare a eventi di natura illegale: le società sono dormienti ma ancora attive, compresa la società Armonia Parvin (nome della moglie Grillo), e soprattutto la società Ecofeudo (di cui L'Espresso riporta l'atto costitutivo), ovvero il progetto di un resort extralusso ecosostenibile sulle colline della baia di Papagayo che tanto scalpore ha suscitato proprio per l'accostamento di un nome fortemente legato al mondo ambientalista come quello di Grillo con l'idea di un villaggio vacanze - per quanto ecosostenibile - in un ambiente incontaminato, che tanto assomiglia a quelle speculazioni edilizie contro cui il M5S si batte. Il dettaglio dei bunker antiatomici, in un momento in cui tra microchip e scie chimiche alcuni degli eletti del M5S hanno inopportunamente legato il proprio nome ad alcune tra le più note teorie complottiste e sono anche stati ripresi i pensieri di Casaleggio circa una nuova guerra mondiale entro la fine del decennio, ha poi letteralmente mandato in un brodo di giuggiole i detrattori del MoVimento.
Nessuna implicazione legale, solo una macchia sull'immagine del comico genovese, ma in una società mediatizzata il danno può essere lo stesso.
Gli sviluppi futuri dell'inchiesta sveleranno se si tratta di una bolla di sapone oppure se vi sono retroscena più oscuri, ma è particolarmente interessante osservare il modo in cui Grillo e suoi alleati nel mondo dell'informazione hanno deciso di ribattere alle accuse mosse loro.
Ad oggi si contano tre documenti ufficiali in cui viene affrontato l'argomento:

  • un'intervista a Walter Vezzolil condotta da Il Fatto Quotidiano, dal titolo Costa Rica, "società a Cinque stelle". L'autista di Grillo: "Ma io lì ci vivevo...", pubblicata in data 8 marzo
  • un post sul blog di Grillo, dal titolo L'autista, la cognata e l'ingegnere, che sbeffeggia nel titolo e nell'immagine di copertina l'inchiesta de L'espresso, pubblicato in data 8 marzo
  • un secondo intervento sul blog di Grillo, dal titolo L'ambasciatore del Costa Rica smentisce l'Espresso, pubblicato in data 12 marzo, che riprende una dichiarazione più lunga da parte dell'ambasciatore costaricano in Italia, Dr. Jaime Feinzaig Rosenstein

Quali sono, in ultima analisi, le argomentazioni utilizzate da Grillo?
La prima precisazione, che giunge dall'intervista di Vezzoli, è che il villaggio Ecofeudo non è mai stato costruito; inoltre Vezzoli ci tiene a precisare che nel 2007, anno in cui è stata aperta la società, non conosceva Casaleggio.
Il secondo punto portato avanti da Vezzoli riguarda poi la scelta geografica: le società sono state aperte in Costa Rica perché era quello il luogo di residenza di Vezzoli in quegli anni.
Un altro punto importante, che emerge sempre durante l'intervista, riguarda il fatto che Vezzoli non avesse bisogno di scudare alcun capitale attraverso l'apertura di società estere in quanto "non aveva un centesimo".
Passando invece agli interventi sul blog di Grillo, oltre a ribadire quanto emerso dall'intervista il comico genovese evidenzia, con tanto di link a Wikipedia, il fatto che sociedad anonima identifichi, nei Paesi di lingua spagnola, la nostra semplice Società per Azioni, e sottolinea soprattutto il fatto che il Costa Rica non sia più considerato dall'OCSE un paradiso fiscale ormai dal 2011, anche in questo caso corredando di link la sua affermazione.
Messa così, un trionfo dell'informazione libera e della rete contro un giornalismo prezzolato, mosso da interessi prettamente politici.
Eppure, qualcosa non convince.
In primo luogo, gli autori dell'inchiesta. Tra i nomi degli autori spicca infatti Vittorio Malagutti, giornalista di chiara fama, spesso additato come esempio di meticolosità e indipendenza di pensiero. Malagutti, tra l'altro, collaborò proprio con Il Fatto Quotidiano, dove teneva un blog che risulta attivo fino a settembre 2012. Anche per questa ragione stupisce l'atteggiamento del quotidiano di Padellaro e Travaglio, che dinanzi ad una simile notizia si limitano a pubblicare un memorandum difensivo da parte di Vezzoli. Non è difficile intuire quale sarebbe stato il loro atteggiamento se si fosse trattato dell'autista di Berlusconi o di Bersani, e questa disparità di trattamento - non comprovata dai fatti nel caso specifico, ma decisamente sperimentata in altri casi analoghi - è un primo segnale di anomalia.
In secondo luogo, emergono prepotentemente alcune cose non dette da parte di Vezzoli. L'autista di Grillo afferma testualmente nella sua intervista di essere stato sostanzialmente uno squattrinato. Tredici società ciascuna con capitale 10.000 $ implica però un capitale di 130.000 $, una somma tutto sommato piuttosto rilevante. Se era oltre le disponibilità di Vezzoli, da chi vengono quei soldi?
La questione successiva è altrettanto disarmante nella sua semplicità: come mai tredici società? Come mai non una, o due, ma addirittura tredici? Come mai lo stesso identico capitale sociale per una società di alimenti bio e per una società finalizzata alla costruzione di un resort?
Il tema successivo riguarda il punto sociedad anonima: Grillo nel suo blog si limita a citare la voce su Wikipedia in lingua spagnola, e già dalla barra laterale del multilingua si nota come la corrispettiva voce italiana sia "Società per azioni". Né nella pagina linkata si fa riferimento a caratteristiche non appaiono nelle nostre società per azioni. Spostando tuttavia lo sguardo su siti specializzati, ad esempio quello della società di consulenza legale costaricense CV Firm, si trovano alcuni dettagli supplementari di sicuro interesse, riportati nel seguente articolo.

Algunas personas utilizan esta corporación también porque puede hacer más fácil de ocultar los nombres de los socios verdaderos. Significo, para el público, es casi imposible saber quién es los socios.
Habrá un registro privado que muestra que es los socios. Si un Juez requiere información, puede ser posible saber en el proceso que es el socio según tal registro. Sin embargo, porque las acciones pueden ser negociadas sin registrar la transferencia en tal libro, al fin no está seguro que lo que tal exposición de registros es la verdad. (Esto es no supone suceder con el S. R. L. en que las acciones son una clase diferente de acciones). (Un Juez sólo puede requerir tal información en algunos casos especiales, no en cualquier momento).


Sostanzialmente, questo tipo di società non ha un registro dei proprietari delle azioni accessibile al pubblico, mentre può essere richiesto da un giudice in un eventuale procedimento; inoltre non vi è l'obbligo di registrare i trasferimenti azionari in tale registro, non sempre le informazioni ivi possedute possono essere considerate veritiere.
Sostanzialmente, se è possibile conoscere chi sono gli intestatari delle tredici società oggetto della diatriba, diventa improvvisamente tutto molto più nebuloso quando si tratta di scoprire chi sono e chi sono stati in passato i relativi azionisti. Una scelta sicuramente poco felice per chi lotta quotidianamnete per la trasparenza nelle imprese: o Grillo non conosceva la formula della sociedad anonima e si è informato solo su Wikipedia, oppure - molto peggio - ha trasmesso ai lettori del suo blog un'informazione volutamente incompleta e fuorviante fidando nel proprio immenso capitale di fiducia.
Un'operazione analoga è stata fatta, in maniera ancora più sottile, sul tema delle tasse. L'Espresso attacca dicendo che il Costa Rica è considerato un paese poco affidabile dal Ministero del Tesoro, Grillo replica dicendo che l'OCSE dal 2011 ha rimosso il Costa Rica dalla black list dei Paesi che non collaborano per la trasparenza fiscale. Seguendo evidentemente i precetti di Schopenhauer nel suo Eristische Dialektik - Die Kunst, Recht zu Behalten, Grillo sposta l'argomento della discussione, lo circostanzia nel tempo e nello spazio in modo da pronunciare un'affermazione vera, ma di fatto non risponde alle accuse mosse.
Le parole di Grillo, riprese poi dall'ambasciatore costaricense, sono vere e inconfutabili. In realtà, già nel 2010 il Costa Rica non era più nella black list dell'OCSE.
Andando a recuperare il rapporto OCSE 2010, tuttavia, si notano immediatamente due cose. La prima è che la black list è vuota, non vi fa parte nessuno stato. Sostanzialmente, tutti gli Stati monitorati dall'OCSE hanno iniziato un percorso verso la trasparenza fiscale. La seconda cosa che si nota è che il Costa Rica comunque fa parte di quegli stati che hanno ratificato ma non ancora implementato gli standard richiesti dall'OCSE. In particolare, il Costa Rica, con appena un accordo, risultava nel 2010 tra gli Stati messi peggio in assoluto, addirittura dietro a quella Saint Lucia che richiama alla mente altri scandali della recente storia italiana.
Però le società di cui parla L'Espresso sono state fondate tra il 2004 ed il 2007, e dai report OCSE emerge che il Costa Rica è uscito dalla black list proprio nel 2010: andando ad esempio a osservare il report 2009, infatti, si nota come il Costa Rica, assieme a Filippine, Uruguay e Malesia, non avesse ancora nemmeno ratificato gli standard OCSE. All'epoca della fondazione delle società di Vezzoli, il Costa Rica era a tutti gli effetti un paradiso fiscale, e lo è rimasto per un periodo che va da due a cinque anni a seconda dalla data di fondazione.
Ma c'è un'ulteriore insidia nella risposta apparsa sul blog di Grillo: il comico genovese cita l'OCSE, ma nell'inchiesta si legge Tesoro. Infatti le liste dell'OCSE e quelle dei singoli Paesi possono benissimo differire. L'organizzazione internazionale valuta infatti la trasparenza di un Paese in funzione del numero di accordi da questo fatti, senza indagare con precisione con chi; ogni singolo Stato, invece, si bassa nella propria classificazione in funzione degli accordi specifici fatti da e verso di lui. Dalla pagina dedicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate (ultimo aggiornamento 4 agosto 2010) emerge quindi come il Costa Rica sia un Paese considerato privilegiato ai fini IRPEF, per il quale addirittura l'Italia pretende l'inversione dell'onere della prova per la residenza. Inoltre, limitatamente alle società ad alta tecnologia oppure con proventi da fonti estere, l'Italia applica le regole sull'indeducibilità dei costi e sulle Controlled Foreign Company. In sostanza, per l'Italia il Costa Rica resta un vero e proprio paradiso fiscale.
Anche in questo caso resta il dubbio se le parole di Grillo siano dettate dall'ignoranza della reale situazione legale o da un consapevole tentativo di svicolare da una situazione scomoda.
Allo stato attuale, risulta difficile ipotizzare conseguenze su Grillo o sul MoVimento 5 Stelle: i principali media non hanno particolarmente calcato la mano sulla notizia, gruppo L'Espresso compreso; anche in internet la notizia è passata come una meteora senza strascichi, soffocata da altre notizie di più stringente attualità o dalla convenienza - per motivazioni squisitamente politiche - a tenerla sopita.
Nei pochi giorni in cui è stata di attualità, tuttavia, l'inchiesta è servita però se non altro a svelare il volto - nella migliore delle ipotesi - garantista de Il Fatto Quotidiano e quello - sempre nella migliore delle ipotesi - disinformato di Beppe Grillo; nella peggiore delle ipotesi una gestione delle informazioni palesemente alterata e mistificatoria, un utilizzo del proprio capitale di credito e fiducia a scopi di disinformazione, in sostanza la negazione di tutto ciò per cui il M5S si batte.


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