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Guardia di Finanza oscura DDLStorage

Creato il 05 luglio 2014 da Salvo La Torre @MakAppNet

by · 05/07/2014

Guardia di Finanza oscura DDLStorage

L’operazione, denominata Italian Black Out, condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari, ha portato all’oscurazione del sito DDLStorage che consentiva il download di materiale pirata.

Nel sito veniva descritto il tutto come una sorta di “scambio” di materiale, in realtà soltanto una piccolissima parte degli utenti caricavano file sulla piattaforma, mentre i restanti utenti ne facevano uso tramite download. Il materiale caricato era di varia natura: film, serie tv, musica, videogiochi e altro ancora. I pochi “uploader” potevano così spartirsi ingenti somme di denaro.

Secondo AGIS, ANICA, FAPAV e UNIVIDEO, DDLStorage rappresentava il più importante cyberlocker italiano:

I cyberlocker sono servizi di archiviazione su server remoto che consentono agli utenti di caricare file, che possono poi essere condivisi in modalità streaming o download, gratuitamente o tramite acquisto di account “premium” che garantiscono migliori prestazioni e che costituiscono una tra le principali fonti di guadagno per i gestori di questi servizi.

Oggi i cyberlocker sono sempre più frequentemente utilizzati per la condivisione non autorizzata (materiale pirata) di contenuti audiovisivi. La loro connessione con i siti pirata rivela come la filiera di distribuzione del contenuto illecito sia particolarmente strutturata e gestita da soggetti altamente preparati e con una suddivisione dei ruoli così precisa da evidenziare nuovamente come dietro la pirateria si celi un vero e proprio business criminale.

Alcuni dati relativi a DDLStorage:

  • Giro d’affari annuo: 1,3 milioni di euro
  • Uploader: 3% sul totale della community
  • Guadagni: Lo 0,2% degli uploader riceveva guadagni fino a 40.000 mila euro
  • File disponibili: 11.404.777 file caricati sui server per oltre 460 milioni di download complessivi

L’oscuramento del sito non avviene tramite il fermo dei server (poiché situati su territorio estero), ma tramite l’applicazione di un filtro sui DNS. Ciò implica uno oscuramento progressivo dettato dall’adozione dei filtri da parte dei principali provider nazionali (Telecom, Tiscali, Infostrada ecc), ma al tempo stesso anche l’inutilità del provvedimento dato che sarà sufficiente cambiare i propri DNS (utilizzando DNS differenti quali OpenDNS o Google DNS) per poter visualizzare nuovamente il sito.

Il provvedimento ha quindi come scopo quello di togliere al sito la maggior parte del traffico italiano tagliandone così la principale fonte di guadagno.



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