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Gustave Moreau, il visionario

Creato il 06 giugno 2013 da Artesplorando @artesplorando

Gustave Moreau, il visionario

Gustave Moreau, Edipo e la Sfinge

Sono così portato ai sogni, alle fantasmagorie dell’immaginazione, che mi accosto a ogni lettura o racconto di usi e civiltà lontane o scomparse con una purezza di cuore e un’istintiva ingenuità, tali da farmi sentire un bambino. Com’è possibile amare, capire o sognare l’India, le foreste del Nuovo Mondo, gli incredibili arcipelaghi dell’Oceano Orientale e la flora antidiluviana dell’Africa centrale, con uno spirito scettico e incredulo o, ancor peggio, con una pretenziosa e dotta disposizione al paradosso? Li conosco questi amanti dell’India, culla della civiltà, che fanno la prima colazione con Budda, il pranzo con Siva e la cena con Bida. Oh, sogno dei presuntuosi, dei dotti, degli insensibili, degli uomini di partito.
G. Moreau, Note e aforismi, s.d.
 Gustave Moreau nasce a Parigi il 6 aprile 1826, figlio dell’architetto Louis e di Pauline Desmoutiers, di ricca famiglia borghese. I genitori incoraggiano Gustave a intraprendere gli studi di carattere artistico, e così nell’ottobre 1846 viene ammesso all’Ecole des Beaux-Arts presso lo studio del pittore Picot, artista di scuola neoclassica. L’esordio di Moreau non è particolarmente brillante: nel 1849 arriva diciassettesimo alla prima prova per il Prix de Rome.

Gustave Moreau, il visionario

Gustave Moreau, Saolmè danza davanti a Erode

Dopo aver terminato gli studi, grazie alle relazioni del padre ottiene l’esecuzione della copia della Vergine delle ciliegie di Annibale Carracci (1849-1850). Nel 1851 la giuria del Salon gli accetta un’opera, una grande Pietà, e gli rifiuta altri quadri, tra cui Dario dopo la battaglia di Arbela, inseguito dai greci, interrompe la propria fuga: spossato beve in una pozza fangosa, che sarà ripresentata al Salon del 1853, dopo essere stata ritoccata. All’Esposizione universale del 1855 espone Gli ateniesi abbandonati al Minotauro nel labirinto di Creta, commissionato dallo Stato e destinato al museo di Bourg-en-Bresse. Nello stesso anno invia alla mostra degli Amis des Arts di Bordeaux quattro quadri di genere. Nel 1857 Moreau decide di compiere un viaggio studio in Italia, nel corso del quale stringe amicizia con Degas e Elie Delaunay. Dopo il suo ritorno a Parigi, avvenuto nel settembre 1859, riprende a lavorare. Nel 1862 dipinge la Via crucis per la chiesa di Notre-Dame de Decazeville, e nel 1864 espone al Salon un’opera che suscita l’ammirazione generale e una medaglia: Edipo e la Sfinge; il quadro viene subito acquistato dal principe Napoleone. Nel 1866 l’Orfeo è acquistato dal Musée du Luxemburg, mentre il Diomede divorato dai suoi cavalli sarà comprato dalla Société des Amis des Arts di Rouen solo nel 1869. Le due opere esposte al Salon del 1869, il Prometeo e Giove ed Europa, non riscuotono grandi consensi.

Gustave Moreau, il visionario

Gustave Moreau, L'apparizione

All’inizio dell’ottavo decennio, al seguito dei turbolenti avvenimenti politici, Moreau si ritira dalla vita pubblica, ma nel 1874 è invitato da Philippe de Chennevières a partecipare alla decorazione del Pantheon; e nel 1875 è insignito della Legion d’onore. Quando all’edizione del 1876 l’artista presenta le sue nuove opere, queste provocano nuovamente grande clamore, in particolare la Salomè danza davanti a Erode. Incoraggiato dal successo, prende parte all’Esposizione universale del 1878 con un nutrito gruppo di quadri. A partire dal 1879 Antoni Roux gli commissiona una serie d’acquerelli che illustrano le Favole di La Fontaine. Nel 1888 viene eletto all’Académie des Beaux-Arts e tre anni dopo diventa professore all’Ecole des Beaux-Arts. Nel 1895 decide di creare un museo che accoglierà le sue opere e che nel testamento, redatto nel 1897, verrà ceduto allo Stato. Moreau muore il 18 aprile 1898. Il Musée Gustave Moreau apre al pubblico nel 1903.A rendere celebre il nome di questo artista, anche fuori dai confini della Francia, fu Joris-Karl Huysmans, suo grande ammiratore, che nel 1880 pubblicò alcune recensioni entusiaste e nel quinto capitolo del suo romanzo Controcorrente, uscito nel 1884, descrisse lungamente la Salomè e L'apparizione, immaginando le due opere appese nel salotto decadentista del suo eroe, Des Esseintes.Reiterpretando i miti antichi e i temi bilblici, Moreau cercò, dopo il 1870, di esprimerele proprie idee con i soli mezzi offerti dalla materia pittorica (macchie di colore e trame grafiche) e con la carica suggestiva delle linee di forza delle sue composizioni. Gustatevi a pieno questo artista ricco di sfaccettature.

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