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Hellas Verona, Bilancio al 30.06.2014 (con documento da scaricare)

Creato il 21 novembre 2014 da Tifoso Bilanciato @TifBilanciato

Ospitiamo su Tifoso Bilanciato un'analisi del Bilancio al 30 giugno 2014 (stagione 2013/14) realizzato dal sito Hellastory.net, che ringraziamo. In fondo al post è disponibile il bilancio in formato pdf che può essere liberamente scaricato.

In questi ultimi giorni le cronache sportive sono state nuovamente riempite di numeri e bilanci. Nell'epoca del calcio business la circostanza non stupisce, ma i fatti che sono venuti alla ribalta della cronaca sono tutt'altro che edificanti: il Parma deve ancora pagare gli stipendi di luglio, agosto e settembre ed è in arretrato anche con le ritenute Irpef; l'esclusione estiva dalle competizioni europee, insomma, sembra aver avuto "solide" basi ed a breve potrebbero arrivare nuove penalizzazioni. Nel frattempo Massimo Mezzaroma, l'ex presidente del Siena (società fallita in estate), è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di "accesso abusivo al credito"; l'inchiesta sarebbe partita dalla cessione del marchio della società che, agli inizi del 2012, era stato venduto per 20 milioni di euro alla B&W Comunication di Mario Lattari, una cifra palesemente gonfiata secondo l'accusa. La ferrea logica dei numeri così condanna da un giorno all'altro all'oblio ed all'infamia società che fino a qualche tempo prima parevano destinate ad un futuro luminoso. Per questo conoscere lo stato di salute economicadella propria società è diventato un qualcosa di addirittura necessario per il tifoso.
Ebbene, come sta il nostro Hellas? La rincorsa alla serie A, con la rinuncia a forti plusvalenze per rinforzare il team, era costata al Verona Fc una perdita di 5,3 milioni € nel bilancio chiuso al 30 giugno 2013. Il primo anno di serie A, invece, cosa ha fruttato? Dopo tante chiacchiere (spesso male informate), noi di Hellastory possiamo finalmente mettere in fila qualche dato certo, dal momento che recentemente è stato reso pubblico il bilancio chiuso al 30 giugno 2014.
Iniziamo subito con il dire che l'esercizio 2013-14 si è concluso con un utile significativo: i numeri segnalano infatti un risultato netto positivo di 5,3 milioni di € circa che, guarda caso (ma ovviamente non si tratta proprio di una casualità), compensa quasi al centesimo la perdita della gestione precedente. Il risultato, tuttavia, è fortemente influenzato da un' operazione straordinaria avvenuta nell'esercizio, ossia la cessione del marchio Hellas Verona alla società correlata Hellas Verona Marketing & Communication Srl (costituita appositamente per svolgere le attività di sfruttamento e valorizzazione del "brand" Verona) ad un importo di 16 milioni di € (4 milioni di € in meno rispetto alla valorizzazione contestata del marchio Siena di cui si è detto sopra; si consideri che il brand Hellas presenta un potenziale economico indubbiamente superiore rispetto a quello della società della piccola città toscana). Questa operazione, oltre che ad una logica di razionalizzazione della gestione delle attività del mondo Hellas (con la separazione della gestione sportiva da quella del marketing), ha avuto probabilmente la sua principale ragion d'essere in un'ottica contabile, dal momento che la stessa ha permesso - con una semplice transazione intecompany (ossia tra società che fanno riferimento sempre a Setti) - di patrimonializzare adeguatamente la società (il patrimonio netto è infatti passato dall'esiguo valore di 2,38 milioni di € del 30 giugno 2013 ai 7,7 milioni di € del 30 giugno 2014), senza che sia stato necessario per il presidente aggiungere nuovo capitale di rischio [1].

Conto economico Hellas Verona FC SpA 30 giugno 2014 vs 30 giugno 2013

Escludendo la plusvalenza straordinaria sul marchio ed un accantonamento prudenziale di 2 milioni di € a copertura di possibili rischi futuri che può considerarsi anch'esso rispondente ad un'ottica di politica contabile [2], si ottiene che il Verona ha comunque presentato nell'esercizio una gestione positiva, con un utile ante-imposte adjusted [3] di 1,5 milioni di €.

Tale risultato è innanzitutto il frutto della sensibile crescita del valore della produzione, passato dai 14,1 milioni di € del 2013 ai 53,6 milioni di € del 2014 (un incremento del +280% circa!), grazie ad una crescita di tute le voci:
* il botteghino ha fruttato 5,3 milioni, a fronte dei 3,2 milioni dello scorso anno, con un incremento del 66%: ai romantici spiacerà comunque constatare che i biglietti e gli abbonamenti allo stadio incidano appena per il 10% sul totale dei proventi dell'Hellas Verona;
* come previsto, sono poi letteralmente esplosi i diritti tv, saliti dai 0,8 milioni del 2013 ai 22,8 milioni del 2014;
* e le plusvalenze derivanti dalla cessione dei calciatori, balzate dai 746 mila € del 2013 ai 10,7 milioni di € del 2014, principalmente per effetto della cessione di Jorginho, che da sola ha generato una eccedenza positiva di 9 mln €.
Il valore della produzione include poi i proventi derivanti dal settore commerciale, pari a 3,6 milioni di €, 6,1 milioni derivati dai contributi legati alla mutualità (erano 4 milioni nel 2013) e 5,2 milioni di ricavi e proventi diversi (0,7 milioni nel 2013), di cui 4,1 milioni riconducibili al mondo dei diritti radiotelevisivi (3,5 milioni per la concessione alla Rai in licenza d'uso dei diritti audiovisivi esistenti e futuri della società e 0,6 milioni per i diritti d'archivio ad Infront Italy).

Con l'approdo nella massima serie, anche i costi operativi del club sono aumentati in modo significativo, passando dai 20,8 milioni di € della stagione precedente a 52 milioni adjusted. In particolare:
* per gli stipendi e gli altri oneri sociali il Verona ha pagato 29,1 milioni contro i 12,6 del 2013 (+131%):
* gli ammortamenti sono saliti da 0,8 a 4,0 milioni;
* i costi per servizi da 3,7 a 9,2 milioni (in quest'ultimo caso la variazione è l'effetto in particolare dei maggiori costi amministrativi e generali per 1,8 milioni e delle maggiori competenze corrisposte ai procuratori e per consulenze sportive sempre per 1,8 milioni).

La gestione operativa ha così prodotto un utile di 1,6 milioni di €: era da almeno un decennio che non si registrava un risultato operativo positivo per la società gialloblu!

E questo utile viene addirittura rafforzato dalla gestione finanziaria che, grazie ad un indebitamento bancario davvero ridotto, presenta addirittura un saldo leggermente positivo, per il fatto che i proventi da compartecipazione (0,9 milioni) hanno più che compensato lo scarso peso degli oneri finanziari (interessi passivi ed oneri da compartecipazioni per totali -0,7 milioni).

Appare utile sottolineare il fatto che, senza la cessione di Jorginho (e la plusvalenza di 9 milioni che ne è conseguita), l'Hellas avrebbe chiuso comunque l'esercizio in utile grazie alla vendita del marchio: ipotizzando che in tal caso non sarebbe stato effettuato l'accantonamento a fondo rischi di 2 milioni di €, il risultato ante-imposte sarebbe infatti stato di +8,5 milioni di € e l'utile netto di 3 milioni di € circa. Ciò vuol dire che, da un punto di vista strettamente economico, il sacrificio di una mancata cessione a gennaio di Jorginho sarebbe stato anche sostenibile, ma - lo ripetiamo - solo grazie al contributo della cessione del marchio. Senza questa operazione (che non sarà più ripetibile in futuro), infatti, il Verona tenendosi Jorginho avrebbe chiuso con una perdita operativa di 5,4 milioni di € e con una perdita netta che avrebbe comportato addirittura il rischio di un patrimonio netto negativo (con il conseguente obbligo di legge per Setti di immettere 3-4 milioni cash per ripianare la perdita e ripristinare il capitale sociale). La scelta di "sacrificare" Jorginho, pertanto, per quanto non strettamente necessaria dal punto di vista economico e dolorosa sotto il profilo sportivo, deve essere considerata come il segno di una sana e prudente gestione.

Gli ottimi dati economici si accompagnano ad una situazione finanziaria altrettanto invidiabile per un club di calcio dato che la posizione finanziaria netta con le banche è addirittura positiva di 0,9 milioni di euro (significa che i soldi in cassa superano i debiti bancari), segno di una gestione davvero virtuosa sotto il profilo dell'indebitamento bancario. Per far fronte ai fabbisogni ordinari per l'Hellas è stato sufficente l'uso dei factor (debito di 5 milioni di € al 30/06/2014), facendosi anticipare l'incasso dei diritti tv (pratica utilizzata da tutte le società di A), mentre per l'operazione straordinaria legata all'acquisto di Iturbe per 15 milioni di € (!), si è fatta prestare 14,5 milioni di € dalla controllante HV7 S.r.l. (di proprietà di Maurizio Setti); soldi comunque che rientreranno con gli interessi visti i proventi incassati dalla cessione del talento argentino alla Roma (e infatti già 9 milioni di € sono stati restituiti a settembre 2014).

Il quadro complessivo che emerge dunque è decismente positivo: l'Hellas Verona con il raggiungimento della serie A ha portato in utile il suo bilancio e ha raggiunto un invidiabile equilibrio finanziario. E l'impressione è che l'anno prossimo possa andare ancora meglio, grazie:
* alla campagna trasferimenti dell'estate 2014, che ha portato ad un significativo saldo in attivo (grazie soprattutto alle cessioni di Iturbe, Romulo e Donsah), che produrrà i suoi benefici nel prossimo bilancio;
* all'incremento dei diritti tv quest'anno penalizzati dai magri risultati recenti della società (avendo alle spalle stagioni in serie B e C, l'Hellas si è classificata agli ultimi posti in questo parametro) e dal contributo di solidarietà che le neo-promosse devono versare alle squadre qualificate in Europa League; ciò farà presumibilmente lievitare gli introiti da diritti tv dagli attuali 22,8 milioni di € a circa 30 milioni di €.

Molto altro ancora di interessante (e di maggiormente dettagliato) si potrebbe dire spulciando tutte le informazioni contenute nel bilancio 2013-14; ovviamente lo faremo, in un articolo di approfondimento in uscita nelle prossime settimane.

[1] I principi contabili italiani (che rappresentano il riferimento per la redazione del bilancio del Verona), sono caratterizzati da una logica prudenziale e consentono di iscrivere tra le immobilizzazioni dell'attivo del bilancio (ossia tra i beni che producono la loro utilità in un orizzonte pluriennale) solamente valori rappresentativi di costi effettivamente sostenuti. Ciò fa sì che il bilancio non rifletta adeguatamente alcuni valori, specie quelli "immateriali", che pure una società può avere. Tipico è il caso di un marchio: quello dell'Hellas Verona, considerando il gran numero di tifosi che seguono la squadra e la passione degli stessi, ha certamente un valore rilevante. Banalmente basti pensare a quanto valore in più presenta una semplice maglietta gialloblu rispetto ad una maglietta gialloblu con il marchio originale dell'Hellas: la prima non troverà acquirenti disposti a pagare 20 €, la seconda troverà anche chi è pronto a versarne 70 €! L'operazione di cessione del marchio rappresenta un modo corretto ed ammesso dalla legge per "eludere" l'ottica prudenziale dei principi contabili e riconoscersi in bilancio questo plusvalore che altrimenti rimarrebbe inespresso.

[2] I principi contabili italiani, appunto perchè caratterizzati da un'ottica prudenziale, prescrivono di registrare in bilancio i valori attivi solo se certi ed i valori passivi anche se probabili (ossia con una possibilità di manifestazione superiore al 50%); la contabilizzazione di passività probabili (in gergo tecnico, l'accantonamento) dovrebbe inoltre essere relativa a rischi specificamente individuati e non a passività generiche. Nel bilancio chiuso al 30 giugno 2014 il Verona ha effettuato un accantonamento di 2 milioni di € a copertura del rischio di passività future, che tuttavia non sono adeguatamente dettagliate nella nota esplicativa. Il sospetto malizioso è che questo accantonamento sia stato effettuato per mettere un pò di "fieno in cascina", rinviando 2 milioni di € di utili ai prossimi esercizi e facendo chiudere il bilancio 2014 su un valore del tutto speculare (ma con segno opposto!) rispetto alla perdita 2013. Se così fosse si tratterebbe di una scelta non condivisibile dal punto di vista dello stretto rispetto dei principi contabili, ma allo stesso tempo prudente e comprensibile.

[3] Quando nella comunicazione economico-finanziario si parla di risultato economico adjusted si intende un risultato depurato degli effetti "una-tantum", ossia di quelle operazioni non strettamente attinenti la gestione caratteristica della società avvenute eccezionalmente nell'esercizio e che per loro natura rendono non omogeneo il dato dell'anno con quello dell'esercizio precedente (e, verosimilmente, con quello degli esercizi futuri). Si sottolinea che la prassi di presentare nelle note esplicative al bilancio i risultati "adjusted" (oltre a quelli effettivi) è tipica delle società quotate in borsa; nel bilancio del Verona non si trova alcun riferimento di questo tipo, tuttavia abbiamo ritenuto opportuno prenderci la libertà di presentare anche un confronto dei dati di bilancio su basi omogenee per rendere più significativo il confronto.

Al link è possibile scaricare il Bilancio al 30.06.2014 del Club

Hellas Verona, Bilancio al 30.06.2014 (con documento da scaricare)

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