Magazine Diete

“ho fermato il mio cancro. ma la lotta continua”

Da Nicla

Il grazie di Arturo Villa ai tanti donatori. “Vi terrò aggiornati sui risultati raggiunti”

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Non so come finirà. Ma una cosa è certa: sono vivo, e dovrei essere morto! Le ultime 3 TAC mostrano il mio cancro fermo e regredito. Le mie analisi del sangue riportano
valori di volta in volta rientrati. E io… mi sento bene!

Non occorrono presentazioni. Il messaggio di speranza lanciato a Natale da Arturo Villa, in arte marcosesanta, dai nostri canali youtube non è passato inosservato.
Tutt’altro!
La generosità di tutti voi ha raggiunto livelli inaspettati. E la risposta all’appello di aiuto dell’uomo che da solo, in una anno di agguerrita ricerca, ha creato un protocollo personale per curare un carcinoma che gli lasciava solo pochi mesi di vita, ha garantito ad Arturo altri due mesi di cura.
Siete splendidi. Grazie alle vostre donazioni, spontanee quando personali, potrò continuare la mia ricerca contro un tumore epatico che in Italia miete tantissime vittime”.
Un grande obiettivo quello di Arturo. Fatto di piccole tappe e piccole vittorie. Come le ultime 3 TAC, che nel corso di quasi un anno di cura personale, mostrano l’arresto dell’avanzata di un cancro aggressivo quanto incredibilmente veloce nella sua diffusione.
Il mio cancro ha il tasso di proliferazione più alto che ci sia. Quando te lo trovano, praticamente sei già morto. Per questo i risultati delle mie TAC dovrebbero interessare chi fa ricerca sul campo, perché loro sanno o dovrebbero sapere quanto importante sia ottenerli. Quando il tumore si arresta, se hai il cancro come me, sei felice. Quando smette di crescere e mangiarti dentro, ti senti in pista. E quando le TAC ti dicono che sta iniziando a regredire, sai di essere sulla strada giusta! Soprattutto se ti avevano dato pochi mesi di vita e nessuna cura possibile!”.

Referto-Oncologo-aprile
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Referto-Oncologo

Noi di Be4eat ne siamo certi: la storia di Arturo merita di essere presa in considerazione e di essere studiata più a fondo.

  • - Quanto può incidere, infatti, un cambiamento radicale delle proprie abitudini alimentari e stile di vita su un carcinoma epatico con metastasi ai linfonodi?
  • - Fino a che punto il protocollo seguito da Arturo è necessariamente legato agli integratori naturali che assume?
  • - Quanto dei risultati conseguiti fino ad oggi (per primo, l’essere ancora in vita e il sentirsi bene) dipendono dalle cure che ha costruito intorno al suo male e quanto dall’approccio mentale che ne consegue?

analisi1-07-11-2013

Purtroppo nessun dottore o centro di ricerca si pronuncia. Eppure mi chiedo: se la mia ricerca, ingenua rispetto ai livelli cui può giungere qualcun altro, ha generato dei risultati concreti, perché non prendere in considerazione questi dati e  generane degli altri?
La disponibilità di Arturo in tal senso è massima. “Sono a vostra disposizione” sottolinea. “Studiatemi. E vedete se voi, che ne sapete più di me, riuscite a trarne qualcosa di buono per tutti”.
Aziende, piuttosto che centri medici e specialisti… Chiunque nella vicenda di Arturo è ben accetto e pronto a diventare un punto di riferimento importante non solo per lui ma anche per molta parte del web attento alla sua lotta per la vita. La ricerca di Arturo infatti è nota. Su Internet, il suo blog è tra i più seguiti in Italia e rispondere a tutti i suoi contatti su facebook, ormai, sta diventando per lui un impegno quotidiano.
Ma la posta in gioco è alta. E davanti a sé, Arturo, ha ancora una grande sfida.
Il mio obiettivo è proseguire con il mio protocollo almeno fino a giugno, data della mia prossima TAC. Lì potrò vedere nel concreto i risultati della mia cura e tracciare la strada per i mesi a venire”.
Una cura totalmente personale, Arturo questo lo sa. E lo sottolinea continuamente nel suo blog. “Non seguitemi. Io non sono un medico, sono un pazzo. Voi rivolgetevi sempre al vostro esperto di fiducia”.
Eppure di ricerca ne ha fatta. E tanta. Di sicuro su se stesso, sul proprio cancro, sulla risposta del proprio corpo ai diversi rimedi studiati e riprodotti fedelmente in Internet “per non buttare tutto nel cestino. Quanto ho capito e testato su me stesso potrebbe essere di aiuto a qualcun altro e di sprono allo studio di qualcosa di nuovo in questo campo.
Compreso il suo limite, quello di sostenere economicamente una cura che sta dando i sui risultati.
Non mi piace vivere di espedienti e sulla generosità di altri. Ammetto che sto incontrando un sacco di gente speciale, i cuori si aprono per darmi una mano e il mio si riempie di emozioni e di gioia. La gente mi vuole bene e questo mi dà la carica interiore e anche i mezzi per poter continuare.”
Cerco tuttavia uno sponsor. Un benefattore, un illuminato che adotti un malato di cancro dato per spacciato. Ormai, a dire il vero, sento che spacciato potrei non esserlo più. Ma il termine è quello giusto quando dico che ho trovato una cura al mio cancro e ho bisogno che qualcuno ci creda con me e mi aiuti a portare avanti il mio programma. Un programma basato esclusivamente sulla mia pelle, per cui chiamiamola pure ricerca personale: eppure per quanto pazza sperimentazione, sta funzionando. E questo conta.I fatti. Non è una bellissima idea?

Be4eat ringrazia personalmente quanti hanno voluto contribuire alla lotta di Arturo. Per maggiori info su di lui leggi qui o se hai domande da rivolgergli, compila il form.


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