2007: Death Defying Acts di Gillian Armstrong
Uscito in Italia con due anni di ritardo, un film che la critica ha apprezzato, a mio parere, oltre i suoi meriti.
Houdini L’ultimo mago -più bello il titolo originale,
Death Defying Acts (Azioni che sfidano la morte)- visivamente è uno splendore. Ricostruzione, location, costumi, scenografia, fotografia… quanto di meglio si sia visto recentemente sullo schermo. Ma non vedo altri lati positivi. Dopo i primi quindici minuti che lasciano ben sperare, il film improvvisamente rallenta, il ritmo cala, la storia sembra girare su se stessa e non sapere bene come procedere: la noia è dietro l’angolo (giustamente Alberto Castellano, su Il Mattino, parla di
“spettacolo pedante e farraginoso”) . La sceneggiatura non persuade, l’evolversi della narrazione è sempre meno verosimile, le motivazioni latitano, quanto vediamo stenta a convincere. Non appassiona, non coinvolge questo
Houdini L’ultimo mago e fa rimpiangere il classico del 1953
Il mago Houdini di George Marschall che, anche se non plausibile come biografia, si distingueva per vivacità e brio nonché per la presenza dei carismatici
Tony Curtis e
Janet Leigh.
La regista australiana Gillian Armstrong non riesce a dare mordente a quanto racconta, dando l’impressione di non crederci molto anche lei (benché ci si ispiri a fatti realmente accaduti).
Brave Catherine Zeta-Jones (ma un donna povera dove troverà gli splendidi vestiti che continuamente indossa?) e Saoirse Ronan (da sottolineare che il suo personaggio, fastidioso e troppo presente, è fuori tempo). Guy Pearce appare senza personalità (non possiede «un pollice» del fascino di Tony Curtis) e non riesce a «bucare» lo schermo.
p.s.
Catherine Zeta-Jones è subentrata nel ruolo dopo l’abbandono di Rachel Weisz (e siamo sicuri che la Weisz avrebbe reso meglio l’ambiguità e complessità del personaggio).
scheda
premi e riconoscimenti