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Il 3° sesso dell'India

Da Dimasi

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Se pensiamo che da noi le cose vadano male, è bene dare un'occhiata all'India, dove l'omosessualità e gli interventi per cambiare sesso sono considerati contro la legge e puniti severamente. L'unica possibilità che hanno è di unirsi al gruppo degli Intras (eunuchi), facendosi asportare i genitali con tutte le conseguenze ormonali che questo comporta. Comporta altresì essere relegati in una casta intoccabile e guadagnarsi da vivere cantando a matrimoni o feste come accadeva nell'Ottocento in Italia ai castrati. Vivono in un gruppo affiatato sostenendosi a vicenda, ma ai margini della società, essendo considerati un vero e proprio terzo sesso. Le ultime stime parlano di più di mezzo milione di Intras, una cifra pazzesca se si considera che chi arriva a fare una scelta così drastica deve essere solo una parte di coloro che si sentono omosessuali, poiché non credo sia una decisione da prendere a cuor leggero. Per tutti gli altri c'è la galera o la pena di morte, siccome molti che vengono scoperti in flagrante non arrivano neppure ad un processo perché linciati prima. Non si conosce molto della situazione femminile, che sembra molto più sommersa e meno avversata di quella maschile, ma certo anche per loro non deve essere proprio facile. La letteratura è abbastanza ricca di storie di omosessualità femminile, anche se sempre vissuta in segreto e tra caste maggiori, quindi non deve essere così assente come si vuol far credere. Tuttavia credo che ciò che stiamo raggiungendo noi alle nostre latitudini sia di gran lunga molto più di quanto pensiamo se guardiamo a paesi come l'India o paesi dove il cristianesimo o la religione musulmana imperano ancora come dictat del governo (mhhh, mi viene in mente un altro paesello a forma di stivale :-)). Scherzi a parte, credo che coloro che preferiscono vivere come Intras piuttosto che andare contro la loro natura meritino un tanto di cappello, devono avere una forza d'animo non indifferente. E poi ci lamentiamo e facciamo fatica noi, qui, a dire agli amici o ai parenti che siamo gay. Ecco da chi dovremmo prendere esempio! Cito un adesivo che ho appena acquistato, sotto la cui bandiera arcobaleno c'è la scritta: "I don't even THINK straight", Lo trovo geniale, per chi capisce l'inglese. Per i prossimi giorni lascio il blog incustodito, il lavoro mi porta in altri lidi e non so se riuscirò a fare qualcosa.


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