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Il B2C vola, in barba alla crisi

Da Smconsulenzaweb
Accelera la crescita dell’eCommerce. E in Italia passa da +17 a +20%
 Il B2C vola, in barba alla crisi
Nonostante il brutto periodo, i dati resi noti dall’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano, giunto alla decima edizione – sembrano andare, almeno in questo specifico ambito, in una direzione diametralmente opposta.
L'eCommerce "al consumatore" nel nostro Paese è salito dal +17% del 2010 al +20% del 2011 e, oggi, vale più di 8 miliardi di euro.
Tra i settori vanno bene  l’Informatica e l’elettronica di consumo, le Assicurazioni (+22% ciascuno) e il Turismo (+13% ). Ma i veri top selling si riscontrano tra Abbigliamento ed Editoria, musica e audiovisivi; ovvero, i comparti che fanno registrare la crescita più elevata con, rispettivamente, il +38 e +35 per cento.
Prima di stappare lo spumante, però, c'è da considerare l'ampio gap che ci separa da altre realtà europee. Nonostante la differenza in valore assoluto con gli altri mercati sia ancora rilevante, il mercato italiano è un sesto di quello inglese (oltre 51 miliardi di euro), un quarto di quello tedesco (34 miliardi) e meno della metà di quello francese (20 miliardi). L’eCommerce del Belpaese rivela un buono stato di salute e cresce a ritmi quasi doppi rispetto a UK (+10%), Francia (+12%),Germania (+10%) e USA (+11%).
Ovviamente, si cresce più fretta perché prima eravamo molto più indietro...
Gli italiani si confermano un popolo di viaggiatori, se  è vero che il turismo, da solo, vale quasi metà delle vendite (49%), seguito da Informatica ed elettronica di consumo e Abbigliamento (10%), Assicurazioni (9%), Editoria musica ed audiovisivi (3%) e Grocery (1%).
Il restante 18% è costituito da tutti gli altri comparti, tra cui spiccano per importanza le Ricariche telefoniche e il Couponing (con quasi il 4% delle vendite online ciascuno), seguite dal c2c di eBay.it e, infine, dal Ticketing per eventi (pari all’1,5% dell’eCommerce B2c).
Ottime anche le performance dell'elettronica di consumo e dell'editoria, settore dato morto da tutti, ma "salvato" da Amazon, che anche in Italia, appena arrivato, ha subito fatto dettare la sua legge (e infatti contestualmente si è cercato di mettergli il bastone tra le ruote a livello legislativo). Il settore Editoria, musica e audiovisivi cresce a ritmi simili con un incremento del 35% annuo, riconducibile sia all’ingresso di Amazon sia alla crescita dei principali merchant già operanti nel settore (Bol, IBS.it, laFeltrinelli).
Il comparto Informatica ed elettronica di consumo fa registrare un tasso di crescita del 22%, doppio rispetto al 2010, frutto anche, in questo caso, dell’effetto Amazon e degli ottimi risultati dei grandi retailer attivi nel settore (Darty, ePrice, Euronics, Marco Polo Shop, Media World, Monclick, Mr.Price).
Lo shopping, poi, fa bene alla salute: dal monitoraggio mensile dell’indice di soddisfazione dell’eCommerce italiano che conduciamo con Human Highway, risulta che ad ottobre i compratori online sono stati 9,2 milioni e che circa l’87% di questi ha dato valutazione superiore a 7, in una scala da 1 a 10  a questo canale, che si conferma quello con il maggiore indice di soddisfazione rispetto a tutti gli altri.
La crisi ha fatto conoscere agli italiani il valore dei buoni e dei coupon per ottenere sconti: Groupon è ovviamente l'azienda leader, ma anche Glamoo, Groupalia, LetsBonus, Jumpin, Poinx, Prezzo Felice e l’ingresso di nuovi player, hanno permesso l'accelerazione della crescita dell’eCommerce, sia per il valore assoluto con cui contribuiscono all’aumento del transato (400 milioni di euro circa, pari a quasi un terzo della crescita complessiva) sia per la capacità di portare online nuovi compratori.
Finché il modello funziona insomma, nessun problema.
In collaborazione con l’Osservatorio Acquisti CartaSi, è stata effettuata un’analisi sugli acquirenti online. I Web shopper italiani, in crescita del 7% circa nel 2011, sfiorano quota 9 milioni di unità e rappresentano quasi un terzo circa degli utenti Internet. Il 60% degli acquisti viene generato dai Web shopper residenti al Nord Italia, il 25 % da quelli residenti al Centro e il 15% al Sud. La spesa annua online per acquirente passa dai 960 euro del 2010 ai 1050 euro del 2011 (+9% circa) a testimonianza di come gli acquisti online stiano diventando sempre più una consuetudine tra chi li sperimenta. In generale, acquistano per il 40% da siti di eCommerce italiani, per il 14% da siti di filiali italiane di multinazionali, per il 19% da multinazionali senza base societaria in Italia, ma comunque con un team dedicato al nostro mercato e, infine, per il 27% da siti di imprese straniere “globali”.
Infine, gli italiani si confermano smanettoni con il proprio smartphone che viene utilizzato spesso per fare acquisti via telefono. Il valore del mobile Commerce passa da 26 milioni a 81 milioni di euro, con una crescita del 210% rispetto allo scorso anno, pari all’1% delle vendite online.
Insomma, come cantavano i Supertramp qualche decennio fa, "Crisis? What Crisis?"

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