Un metodo diagnostico certamente anticonvenzionale, ma sorprendentemente affidabile:
La ricerca giapponese, effettuata un team di scienziati guidato da Hideto Sonoda della Kyushu University (Giappone) e pubblicata dalla rivista scientifica “Gut”, ha verificato le abilità “mediche” di Marine, un cane femmina di razza Labrador retriever, di nove anni, che fa parte di una muta addestrata appositamente dal St.Sugar Cancer Sniffing Dog Training Center di Minamiboso, nella prefettura giapponese di Chiba.
Al cane sono stati fatti odorare campioni di alito e di feci di 300 persone, un quarto delle quali affette dal tumore del colon retto. Marine ha identificato esattemente quali campioni provenissero da malati e quali no, in 33 test del fiato su 36 (95% di successo) e in 37 campioni di feci su 38 (98% di successo), e la sua accuratezza è risultata maggiore nei casi in cui la malattia era in una fase precocissima.
Addirittura il cane è stato in grado di distinguere fra tumori e polipi benigni. Più che indicare nell’uso dei cani un nuovo metodo di screening, lo studio conferma che il tumore ha una vera e propria ”firma” chimica che può essere captata anche in fase molto precoce: “Se riusciremo a isolare la molecola che viene odorata dai cani – spiega Hideto Sonoda della Kyushu University – potremo studiare dei sensori in grado di individuarla e faremo un passo avanti nella diagnosi e nel trattamento precoce della malattia”.
articolo tratto da Affaritaliani.it
per maggior approfondimenti:
presidente MMD Italia: dott. Diego Pintarelli






