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Asma nel bambino

Creato il 12 febbraio 2015 da Catanesefra @catanesefra

Asma nel bambinoIn Italia si stima che un bambino su 10 soffra di asma e che circa il 30% dei bambini in età prescolare abbia talora un respiro sibilante. Con questa guida si vogliono fornire ai genitori indicazioni su che cosa occorre fare quando il proprio bambino ha un attacco acuto e quali accortezze occorre avere nella quotidianità.

L’asma bronchiale è una malattia dei polmoni, e in particolare dei bronchi, che provoca difficoltà a respirare. I bronchi del bambino asmatico sono più infiammati e più irritabili, a contatto con alcuni stimoli possono quindi reagire in modo eccessivo, restringendosi. Durante l’attacco asmatico i muscoli dei bronchi si contraggono, la parete bronchiale si infiamma, diventa più spessa e si accumula muco; questo impedisce all’aria di passare o la fa passare con maggior difficoltà, per cui si avvertono difficoltà di respiro, mancanza d’aria e senso di pesantezza al petto.

Asma nel bambino

La diagnosi di asma può essere effettuata solo dal medico dopo una visita accurata, tuttavia il genitore può sospettare la presenza di asma e quindi chiedere un parere al pediatra in caso di:

– respiro sibilante o fischiante;
– tosse che peggiora di notte;
– difficoltà di respiro;
– senso di costrizione toracica.

Questi disturbi possono durare alcuni giorni, e poi scomparire spontaneamente. Un singolo episodio che si risolve e non ricompare non viene in genere definito come asma. Ma richiede comunque una visita dal medico. Quando questi episodi lasciano lievi disturbi respiratori anche una volta superato il fatto acuto o si ripetono nel corso dell’anno allora è più probabile che si tratti di asma.

Le cause dell’asma non sono ancora completamente note. Come detto, il fattore di rischio più comune è l’associazione di una predisposizione genetica (familiarità) e l’esposizione a sostanze irritanti e ad allergeni. La maggior parte dei bambini asmatici sono sensibilizzati ai comuni allergeni inalanti come:

– l’acaro della polvere;
– il pelo di gatto e di cane;
– il polline di alcune piante.
Quanto più grave è l’asma tanto maggiore è la probabilità che il bambino sia sensibile a uno di questi allergeni.

La terapia per l’asma viene somministrata principalmente per via inalatoria (cioè attraverso le vie respiratorie) e consiste in:
– farmaci di fondo che devono essere assunti regolarmente e servono a tenere sotto controllo i sintomi. In genere si somministrano i corticosteroidi per via inalatoria;
– farmaci al bisogno (o di emergenza) da assumere in caso di attacco acuto e che servono per risolvere rapidamente la crisi di asma.
E’ importante sapere che l’obiettivo del trattamento dell’asma è il controllo dell’infiammazione e la scomparsa dei sintomi favorendo il rilassamento dei muscoli respiratori e riducendo la costrizione bronchiale. Se il bambino ha episodi acuti frequenti vuol dire che la terapia non riesce a tenere sotto controllo i sintomi e occorre quindi rivolgersi nuovamente al medico per modificare la cura.

In caso di crisi d’asma occorre:
– assumere subito i farmaci d’emergenza che sono stati indicati dal medico;
– allontanare, se possibile, la causa che ha scatenato la reazione allergica;
– aiutare il bambino a mantenere la calma, invitandolo a espirare in modo prolungato;
– in caso di asma non controllata portare immediatamente il bambino in Pronto soccorso.

articolo tratto dal sito IPASVI


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