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Lavoro a turni

Creato il 17 novembre 2014 da Catanesefra @catanesefra

ospedale-corsia-infermiere-fotogramma-324x230-300x21211Secondo alcuni studi chi lavora a turni, soprattutto se lavora spesso la notte, ha un maggiore rischio di problemi di salute. E’ importante quindi non sottovalutare la comparsa di piccoli disturbi e cercare di compensare il debito di sonno causato dall’orario lavorativo notturno.

Non esiste una definizione univoca di lavoro a turni, ma in genere si intende:

– un orario di lavoro diverso dalle classiche 8 ore giornaliere in orario compreso tra le 7 del mattino e le 7 di sera;
– un lavoro nel quale un lavoratore sostituisce un collega nell’arco delle 24 ore;
– un lavoro che prevede turni di notte e/o variazioni di orario nei diversi giorni della settimana.

Alcuni studi hanno trovato che il lavoro a turni, soprattutto se comprende turni notturni, costituisce una condizione di stress per l’organismo perché va a sconvolgere il normale ritmo del ciclo sonno/veglia causando conseguenze sulla salute più o meno gravi.

Lavoro a turni - disegno 1

In particolare i lavoratori turnisti lamentano spesso:
– stanchezza;
– disturbi del sonno;
– problemi digestivi;
– problemi nei rapporti sociali e familiari.
Inoltre il lavoro a turni può influire negativamente sulle performance, aumentando quindi il rischio di errori e di incidenti sul lavoro.

Quasi tutte le persone che lavorano in turni di notte soffre di disturbi del sonno più o meno gravi. Per prevenire questi problemi bisogna fare in modo di rendere il riposo pomeridiano continuativo, cercando di dormire complessivamente almeno sei ore. A tal fine si consiglia di:
– dormire in una stanza buia (eventualmente si possono usare le mascherine per gli occhi), chiudendo le tapparelle o le ante;
– fare in modo che non ci siano rumori, per esempio staccando il telefono, avvisando i familiari e chiedendo loro di non disturbarvi;
– non innervosirsi se non ci si riesce ad addormentare subito, considerate che rimanere a letto distesi, anche se svegli, è utile per recuperare energie;
– adottare strategie per rilassarsi e favorire l’addormentamento, per esempio fare una doccia o un bagno rilassante prima di coricarsi, fare una passeggiata rilassante, leggere un libro;
– evitare l’uso di farmaci per dormire, salvo diverso consiglio del medico.

Sembra che i turnisti riescano ad abituarsi meglio alla condizione lavorativa se riescono a recuperare bene il sonno perso e se sono sostenuti dalla famiglia. E’ importante quindi parlare con i propri familiari per spiegare le difficoltà associate al lavoro a turni e far capire loro che è importante avere collaborazione. Sembra inoltre che praticando attività fisica con regolarità e seguendo una dieta sana si favorisca il regolare ritmo dell’organismo e si riduca lo stress.

Si consiglia quindi di:
– dedicare almeno 30 minuti al giorno all’attività fisica;
– consumare pasti regolari e assumere possibilmente cibi sani;
– ridurre il consumo di alcol.

Lavoro a turni - disegno 2

L’affaticamento, la stanchezza e la perdita di concentrazione sono causa della maggior parte degli incidenti sul lavoro. Tra le misure preventive suggerite per ridurre il rischio di incidente e i problemi associati al lavoro a turni ci sono:
– ridurre il più possibile il ricorso al lavoro notturno;
– evitare turni di lavoro di 9-12 ore per impedire l’eccessivo affaticamento;
– non fissare un inizio del turno troppo presto al mattino, in modo da ridurre la perdita del sonno di fase REM;
– prevedere un giorno di riposo dopo il turno di notte;
– limitare i cambi di turno improvvisi;
– aumentare i riposi compensativi in base ai turni notturni svolti.

Articolo tratto dal sito IPASVI


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