Questo spaventa incredibilmente i burocrati, alcuni dei quali si stanno già attrezzando per fronteggiare la catastrofe [*3 - *4], altri molto probabilmente stanno architettando davvero un piano che coinvolga il Fondo Monetario Internazionale. Un piano che sarà certamente di grandi dimensioni. Consiglio vivamente ai keynesiani che, loro malgrado, si sono cimentati nella lettura di questo blog di fermarsi a questa ultima proposizione e di tornare felici alle loro attività quotidiane, certi che riempire le buche scavate ieri porterà benessere e occupazione in tutto il vecchio continente. Per coloro che amano i finali cruenti invece annuncio che siamo giunti ai titoli di coda, un epilogo che spaventerebbe anche i più ardenti fans di film horror. Nella realtà finanziaria quando un paese è obbligato ad accettare un salvataggio da parte del Fondo Monetario Internazionale, è anche costretto a non emettere debito nei mercati pubblici. Il FMI (o qualsiasi altro debito sovranazionale) ha sempre la precedenza rispetto a qualsiasi altro genere di indebitamento, quindi l'Italia ottenendo un prestito dal Fondo automaticamente subordina i creditori esistenti. Storicamente una situazione simile si è già creata in diverse realtà, fra cui quella degli anni 80 in Messico; in pochi anni una dozzina di altri paesi si sono trovati in ginocchio per il loro debito.
Non c'è via d'uscita da questa situazione e la crisi di liquidità italiana molto probabilmente spaventerà tutto il mondo. La soluzione quasi certamente lo ucciderà [*5].
