Il dramma e il ricordo della mente.

Creato il 15 ottobre 2013 da Lucaralla @LAPOZZANGHERA

La storia di Priebke e il fantasma del passato,mi ha fatto venire in mente una cosa.

Collocare la storia grazie ai simboli,del bene e del male,e ai suoi personaggi.

Se diciamo Hitler,tutti noi lo collochiamo in un periodo storico  tragico,di devastante tristezza e assoluta’ atrocita’.

Se menzioniamo Giovanni Paolo II, ci vengono in mente bei ricordi,fantastiche emozioni e orgoglio e rispetto verso la figura umana fin alla fine dei suoi giorni terreni.

Bene.E allora perche’ la guerra quotidiana,la fame,la poverta’ spesso ci sfugge di mano,o viene dimenticata in fretta senza farci comprendere bene il suo negativo peso sull’essere umano?

Non vi sono personaggi singoli,ma come la fame nel mondo,milioni di bocche da sfamare.

Non c’e’ un morto famoso,eppure muoiono migliaia di persone in un mese per colpa degli esseri umani.

La differenza qual’e'?

Perche’ il singolo,nel bene o nel male,rafforza di piu’ il ricordo dentro di noi?

Non hanno ugual peso forse i bimbi siriani uccisi quotidianamente e che il cinereporter Nino Fezza ci mostra in facebook per ricordarci la tragicita’ di quei luoghi?

A volte penso che l’evento drammatico,posto in un contesto mediatico,diventi come uno spot di pubblicita’,ove colpisce di piu’ il primo piano del personaggio famoso(tipo Berlusconi colpito dalla statuetta del Duomo di Milano…ricordate),e che il numero passi inosservato..o quasi.

Tra poco dimenticheremo gli immigrati,i corpi sulla spiaggia e le donne e i bambini in mare annegati.

Ecco perche’ la logica del ricordo,spesso,ci regala accostamenti che ruotano attorno al singolo.

Priebke e la sua divisa diventa l’emblema del male,il ricordo che avremo di lui in negativo e di cio’ che fece a migliaia di persone.

Scorderemo probabilmente nomi come Fosse Ardeatine e eccidi nazisti in quell’epoca nera italiana.



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