Magazine Società

Il lamento dei Gramellini

Creato il 13 agosto 2011 da Dagored
Il lamento dei GramelliniSe la manovra finanziaria appena presentata dal governo ha un merito, è quello di aver dimostrato una volta per tuttae che l'Italia non ha e forse non ha mai avuto una vera borghesia produttiva, quel ceto sociale che in tutta Europa ha costituito il tessuto industriale ed economico dal tempo della prima rivoluzione industriale al secondo dopoguerra.
Se fosse stato il contrario oggi sui media nazionali sarebbero presenti le proteste dei rappresentanti dei tutte le categorie di commercianti e imprenditori, invece a prendere la penna, o le tastiere dei computer, sono...i giornalisti degli stessi quotidiani. Intendiamoci non semplici giornalisti ma i direttori, i vice direttori e i massimi opinionisti, insomma quelli che incidentalmente possono vantare un reddito annuo superiore ai 90mila euro indicati nella manovra come il discrimine oltre il quale si opererà un inasprimento del regime fiscale.
Il lamento è trasversale, dai fogli della destra, anche la più vicina a "padron Silvio", a quelli delle sinistra d'opposizione, non tralasciando quelli tradizionalmente controllati dai potentati economici nazionali, a testomoniare che in fondo l'appartenenza alla categoria è più forte di ofni schieramento politico ed ideologico che, si sa, per un giornalista può essere quantomai fluttuante.
Il più originale nel protestare è il giornalista de La Stampa massimo Gramellini, che da tempo è noto per gli arguti editoriali pubblicati dal quotidiano torinese, che con l'articolo "Il lamento del medio alto" si aggiudica il primo premio della specialità.
Peccato che il dottor Gramellini e tutti i suoi colleghi abbiano tralasciato di considerare un piccolo ma non insignificante particolare che invalida alla base le loro ragioni: la provenienza del denaro che mensilmente il loro datore di lavoro, l'editore del giornale per i quali lavorano, versa sui loro conti bancari.
Eppure chiunque con un briciolo di lucidità dovrebbe chiedersi come possa l'editore di un giornale che accumula perdite su perdite ogni anno che passa, pagare così lautamente i suoi giornalisti.
In realtà la risposta è molto semplice e ben conosciuta da tutti: quei soldi sono versati in realtà dallo Stato sotto forma di finanziamenti all'editoria.
In realtà il dottor Gramellini e i suoi colleghi non sono veramente dei dipendenti privati, ma fanno parte di tutta una serie di soggetti, comprendenti consulenti, collaboratori, artisti, attori, conduttori etc. che ricevono centinaia di migliaia di euro dallo Stato, e debbono per questo essere considerati dei veri e propri dipendenti parastatali.
Altro discorso è poi considerare se questo lauto stipendio sia commisurato alle capacità e alla valutazione che il mercato da alla professionalità del giornalista: ma è proprio sicuro il dottor Gramellini, che il suo stipendio sia così "mediamente alto" a causa del suo talento, oppure non è decisamente esagerato e fuori dalle regole di un mercato, se esistesse un libero mercato dei giornalisti?
Alla fine, tutto quello che si può dire, è che lo stipendio "medio alto" dei Gramellini d'Italia è pagato proprio da quelle migliaia e migliaia di lavoratori che magari si alzano la mattina alle cinque e rientrano a casa la sera alle otto, per guadagnarsi uno stipendio o un salario di mille euro mensili, e che il dottor Gramellini non lo hanno mai letto ne mai hanno pensato di leggerlo e probabilmente non sanno nemmeno che esiste. Quei lavoratori "medio bassi" che, ma guarda un po' la stranezza di questo mondo,  non si lamentano della manovra finanziaria.

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Il patriota

    patriota

    Il fatto che Borghezio definisca Ratko Mladic un patriota è certamente un modo, neanche troppo sibillino, di dichiarare alla propria base qual'è il senso ed il... Leggere il seguito

    Da  Jitsumu
    SOCIETÀ
  • Il modello

    Nel 1920, su un giornale bavarese, apparve il seguente annuncio a pagamento: “Impiegato statale di medio livello, cattolico, 43enne, cerca ragazza cattolica,... Leggere il seguito

    Da  Malvino
    SOCIETÀ
  • Il bimboMarito

    bimboMarito

    Noi donne, si sa, ci lamentiamo spesso dei nostri mariti/compagni/fidanzati, e lo facciamo sui più disparati argomenti, gli uomini invece, di solito nicchiano... Leggere il seguito

    Da  Mriitan
    SOCIETÀ
  • Il trasferimento / Il referendum

    Mi sono limitato ad alzare la mano, quando i due Maurizi, o i due Maurizio - non ho mai capito sinceramente come si dice quando ci sono due persone dallo... Leggere il seguito

    Da  Piesio
    SOCIETÀ
  • Il lungo, il corto, il pacioccone

    È vero: offendere/criticare qualcuno per le sue caratteristiche “fisiche” è roba da bambini delle elementari. E, dato che noi siamo sensibili “maestri”, è giust... Leggere il seguito

    Da  Lucas
    CULTURA, SOCIETÀ
  • Il furbo, il sordo, il diffidente

    furbo, sordo, diffidente

    In origine furono gli spaghetti western di Sergio Leone: Il buono, il brutto, il cattivo, nella magistrale interpretazione di Clint Eastwood, Eli Wallach e Lee... Leggere il seguito

    Da  Domenico11
    POLITICA, SOCIETÀ
  • Il dilemma

    dilemma

    Vista dalla loro prospettiva, l'esortazione dell'Ocse renderà felici non pochi studenti. Secondo uno studio del Programma di valutazione dei sistemi educativi... Leggere il seguito

    Da  Fabio1983
    SOCIETÀ

Magazine