Magazine Diario personale

Il lieto fine…

Da Giovanecarinaedisoccupata @NonnaSo

Ho sempre pensato che i cartoni animati della Disney mi avevano rovinato la vita, creando tutta quella serie di aspettative, decisamente irreali e irrealizzabili, a proposito del principe azzurro che un giorno sarebbe arrivato su un cavallo bianco e… vabeh, il finale della storia lo conoscete.

Ora mi accorgo che il danno è ben più profondo ed esteso di quanto immaginassi.

Il buon Disney, che credeva fermamente nel “se lo puoi immaginare lo puoi fare”, forse ha vissuto in un’epoca in cui la disoccupazione nemmeno esisteva nel vocabolario.

Un po’ come noi due o tre giorni fa prima che nascesse il #petaloso.

Oppure, sempre il buon Disney, semplicemente è stato uno di quei pochi eletti visitati dalla “fata madrina”, o da certi strani folletti venuti da chissà quale pianeta alieno, che gli hanno conferito i poteri magici che gli hanno permesso di diventare quello che è stato. E costruire il suo impero.

Da piccola mi chiedevo infatti, guardando Creamy, e Emi, e Evelyn, quando sarebbe arrivato il mio turno. Perché quelle stronze avevano ricevuto i poteri magici in comodato d’uso e io ancora no!

Ad oggi tuttora me lo chiedo, anche perché avete visto cosa è successo, quando hanno ricevuto i poteri magici?

Creamy? Un giro di bacchetta e si ritrova una carriera da modella e cantante pop ben avviata, ma se fosse andata male avrebbe rilevato il negozio dei suoi.

Evelyn? Si poteva trasformare in tutto quello che voleva (però le piaceva fare la hostess), e in ogni caso anche lei avrebbe potuto subentrare al negozio di alimentari dei suoi.

Magica Emi? Mi spiegate chi, a parte Copperfield, riesce a mangiare facendo il prestigiatore?

Kiss Me Licia non aveva poteri, tranne quello del magico scrigno in mezzo alle gambe con cui si è conquistata l’amore dell’astro nascente della musica (Mirko dei Beehive) e si è sistemata per la vita. E in ogni caso, ci sarebbe sempre stata l’okonomiyakieria di babbo Marrabbio (che si sta espandendo visto che qua a Milano ha già aperto due nuove filiali…)

Tutte con un lavoro nato dai supermagici poteri, oh, e io?? Io ancora qui che aspetto, ma niente arche spaziali o magici specchi all’orizzonte, per me. Niente Dea delle Dee, niente principessa dei sogni… nemmeno la fatina dei denti mi visita più!

Certo, non potevo aspettarmi di scoprire, un giorno, di essere già nata con il gene della “magicità” dentro di me: non sarei mai stata come Sailor Moon, incarnazione di un’abitante della luna  – che fra parentesi prima ancora di uscire dal liceo ha scoperto che sarebbe diventata un giorno Regina della Terra (e stiamo a parlare di incentivi a trovarsi un lavoro??), o come Superman, caduto sulla Terra da una navicella proveniente da un altro pianeta dove erano tutti aitanti e capaci di volare, o come Harry Potter, nato mago e ciaone a tutti.

Che poi comunque pure Superman: dal bracciantismo e dallo sfruttamento minorile nella fattoria dei genitori a fare il giornalista nella city… senza superpoteri non ce l’avrebbe mai fatta, credete a me.

Batman? Quel maledetto è ricco di famiglia. Come Lara Croft del resto. Gli piace vincere facile.

Georgie? Figlia di nobili decaduti, anche se col riccone di Lowell le è andata male il gruzzoletto se l’è messo da parte (altrimenti come sarebbe tornata in Australia?)

Candy Candy? Alla tenera età di 10 anni circa si trova il patron ricco che la adotta e si sistema per la vita. La carriera da infermiera è solo una copertura.

Lovely Sara, che ve lo dico a fare: dopo una vita di stenti ritrova il papà che nel frattempo ha fatto fortuna con le miniere di diamanti in Africa (o erano i rubini in India?), e chi ha più bisogno di alzare un solo mignolo per lavorare in tutta questa e pure nella prossima vita?

Chiamale botte di culo…

Riporrei ancora qualche speranza nei ragni radioattivi (se solo non mi facessero così schifo): tutto sommato la carriera di fotografa a tempo perso (quando non salvo il mondo) non mi dispiacerebbe.

E invece no.  La genetica mi è normodotata, i miei natali sono tutt’altro che nobili, e devo fare una fatica cane per mettere insieme il pranzo con la cena e sfangare la giornata un lavoretto dietro l’altro.

Perfino quello sfigato di Remy per esigenze di copione riusciva a vivere della sua arte, sfruttando la scimmietta per chiedere l’elemosina agli angoli delle strade!

Gli unici più sfigati di lui, secondo me, sono stati Belle e Sebastienne, perennemente in cerca della mamma (che retoricamente noi, che ora siamo più grandicelli, comprendiamo essere una incarnazione del lavoro a tempo indeterminato e della sicurezza che ne deriva), e mi resta comunque il dubbio che nella famigerata ultima puntata  alla fine l’abbia trovata… boh, non so.

Loro e Paperino, forse, l’eternamente sfigato (che però aveva lo zione ricco alle spalle, e quindi non conta, giusto?)

Ma io voglio continuare a crederci, a sperare nel lieto fine. E sapete perché?

Perché non ci meritiamo niente di meno, noi eroi moderni, ultimi della nostra stirpe, giacchè per affrontare anni e anni di disoccupazione la vocazione eroica se non ce l’hai ti cresce addosso.

Però intanto continuo a lasciare la lucetta accesa per l’arca di Pino Pino… che non si sa mai, eh!

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