Magazine Cultura

Il mio egoismo di scrittore possessivo

Da Danielevecchiotti @danivecchiotti

 

Il luogo comune sullo scrittore di successo vuole che la parte più gratificante della realizzazione di un romanzo sia la sua pubblicazione, il vedere la propria opera finalmente stampata in migliaia di copie rilegate, l’andar in giro per librerie incontrando lettori, rispondendo a domande sempre uguali e firmando autografi con dedica.
Come ho già detto più volte, io, invece, il giorno dell’uscita in libreria mi sento un po’ come un padre che accompagna il figlio maschio all’altare affidandolo all’affetto e alle cure di un altro uomo. Dare alle stampe un romanzo significa insomma liberarlo da sé, e lasciare che compia in autonomia tutto il percorso che la sua personalità gli consentirà di compiere.
La mia agente letteraria – facendo come giusto il suo mestiere – mi pungola di continuo perché le spedisca continuamente insieme qualcosa di nuovo da proporre alle case editrici, ma io, dopo diciassette anni di disonorata carriera di aspirante scrittore e infinite relazioni con addetti ai lavori di ogni genere, sono più interessato al lavoro di costruzione che non al tira e molla infinito e frustrante dell’iter verso lo scaffale della libreria.
In questi mesi, per esempio, incoraggiato dal fatto di essere riuscito a finire con una certa soddisfazione il testo teatrale ambientato negli anni ’80, ho finalmente trovato il coraggio di andare ancora più indietro nel tempo, e di prendere per le corna il vecchio sogno di scrivere un romanzo ambientato in quei seventies che, non avendoli vissuti se non di striscio, tanto mi affascinano e mi appaiono straordinari.
Volendo, la trama del libro ci sarebbe già tutta, e sarebbero anche pronti sia i profili dei personaggi che le ambientazioni. Ma il processo di ricerca storica, di lettura di giornali d’epoca, di visione di filmati vintage, mi affascina talmente che continuo a rimandare l’inizio della stesura, per il puro piacere di crogiolarmi ancora un po’ in queste tonnellate di memorabilia e documenti odorosi di tempo che fu.
Per quale motivo dovrei velocizzare le operazioni di scrittura, e non godermi il più possibile questo momento di arricchimento personale, appagante sia dal punto intellettuale che da quello emotivo? Davvero varrebbe la pena di rinunciare alle occasioni offertemi dal processo creativo solo per arrivare qualche anno prima in libreria? Ha veramente un senso, durante un viaggio, perdersi la peculiarità del paesaggio circostante solo per arrivare prima a destinazione?
L’ipotesi (peraltro assurda, nel mio caso) di diventare un best seller non mi pare giustifichi il lasciarsi prendere dalla fretta. E anche un eventuale abbraccio caloroso di migliaia di fans in una libreria non mi scalderebbe quanto l’evanescente compagnia dei personaggi di mia invenzione che, possessivo ed egoista come sono, cerco di tenere solo per me il più possibile.

 


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Il silenzio forzato

    La bocca chiusa, i denti e le labbra serrate sono una brutta faccenda, una delle prove più dure al mondo, forse; ma non sono uno spreco di tempo, perché la... Leggere il seguito

    Da  Marcofre
    CULTURA, TALENTI
  • Il Guru

    Guru

    “Tu non c’entri. Il problema sono io e non meriti di stare con una come me”.Banale, come gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, che però sono efficaci quando... Leggere il seguito

    Da  Volobasso
    CULTURA, TALENTI
  • Franz - il trailer

    Io, Solmi e Guidetti cominciammo a buttare giù la sceneggiatura di Franz ad ottobre, successivamente io e Guidetti ci dedicammo allo storyboard, poi passò... Leggere il seguito

    Da  Tuonolux
    TALENTI
  • Il porco, il suino e il maiale

    Ecco che il porco arriva in fattoria Sono nuovo cari compagni! Si avvicina il maiale, di corsa, arrabbiato! Cosa urli, vuoi dei pugni? Leggere il seguito

    Da  Mirco
    CULTURA, LIBRI
  • Il tribunale.

    tribunale.

    Eccoli là. Tutti pronti a giudicarmi. Tutti seduti sui loro scranni pesanti e lo sguardo inquisitorio.Il tribunale è affollato e mi sembra un po' eccessivo,... Leggere il seguito

    Da  Monstersandco
    DIARIO PERSONALE, TALENTI
  • Il pulcino

    Questo post lo immaginavo diverso . . . pensavo di dover raccontare dell' emozione di sentire un debole cinguettio, di avvicinarmi al vaso e vedere un piccolo... Leggere il seguito

    Da  Biotreccina
    DIARIO PERSONALE, MATERNITÀ, PER LEI, TALENTI
  • Il leopardo

    leopardo

    Autore: Jo NesboOrigine: NorvegiaEditore: EinaudiAnno: 2011 La trama (con parole mie): Harry Hole, archiviato il caso dell'Uomo di neve, ha deciso di lasciarsi... Leggere il seguito

    Da  Misterjamesford
    CINEMA, CULTURA

Dossier Paperblog

Magazines