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Il nostro passato? Ridiamoci sopra

Creato il 24 ottobre 2012 da Malpaese @IlMalpaese

Francesco Guccini – Dizionario delle cose perdute, 140 pagine. Mondadori edizioni (le libellule)   Il nostro passato? Ridiamoci sopra

 

E’ un vero e proprio dizionario, questo libro proposto dal linguista Guccini che con la sua consueta voce profonda rivede un passato, a volte dimenticato, a volte vaneggiato con occhio malinconico. Solo che il cantautore emiliano lo fa con pungente ironia e, a volte con comicità. Ci sono passi in cui sembra di sentire addirittura la voce di Guccini: “Una conseguenza della scomparsa dei pantaloni cortissimi forse c’è stata: esistono ancora le ginocchia ricolme di gloriose croste?”. Cose perdute le definisce Guccini e sono molte le cose che il cantautore ricorda, dalle assurde pettinature imposte ai bambini piccoli (“la mitica banana”), ai giochi consueti fatti in strada. Si respira davvero l’aria di un tempo e si ride di fronte ai cantastorie di una volta che inventavano o ricamavano su avvenimenti e pettegolezzi di paese, o sui pennini utilizzati a scuola, sulle case scaldate con la stufa economica e sul freddo patito da bambini e adulti. L’atomosfera è quella dell’Italia anni ’50, dove il telefono era un lusso e spesso entrava nelle case attraverso il “duplex”, sulle comunicazioni tra vicini che avvenivano attraverso le finestre, alzando un po’ la voce.

Il libro è scritto in prima persona, come una serie di ricordi che hanno attraversato il nostro passato recente, fino ad arrivare ai giorni nostri. Ai vizi che ora sono considerati tali, ma che cinquant’anni fa erano uso comune, come quello di fumare e comprare le sigarette singole. Vengono in mente i programmi televisivi in bianco e nero, leggendo questo libro, quelli alla Canzonissima per intenderci o i bar dove intere famiglie si riunivano per guardare i primi spettacoli nelle mitiche Tv.

Questo non è certo il primo libro di Guccini, che scrive in modo chiaro e semplice, molto appropriato come già aveva fatto in “Cittanovablues” , romanzo nel quale esprimeva le proprie capacità di linguista. Del resto in molti conoscono questa seconda veste del cantautore emiliano che è capace di ridersi addosso, di sdrammatizzare e ridere sulla stessa malinconia del tempo che passa e che non per forza, in questo trascorrere, porta situazioni migliori. Non fa paragoni, Guccini, tra oggi e ieri, vuole solo ricordare, con un sorriso alcune cose che stanno scomparendo o che hanno cambiato il loro ruolo nella nostra vita quotidiana, come i pennini che una volta erano una sorta di strumento di tortura per gli alunni delle scuole e oggi sono diventati preziosi oggetti da collezione. Come quando parla dei raccoglitori di cicche: “C’erano, anche, gli eroici cercatori di cicche. Una categoria mitica, una vocazione , un destino”. Come non prendersi una pausa alla nostra convulsa quotidianità e sorridere leggendo queste pagine?

Bianca Folino

 



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