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Il piccolo Nicolas e i suoi genitori – la recensione di Sandro

Da Soloparolesparse

Il buon Sandro ha ormai preso possesso di questo spazio ed oggi ci racconta Il piccolo Nicolas e i suoi genitori.
Vi ricordo però che se anche voi volete vedere le vostre recensioni pubblicate sul mio blog non vi rimane altro che fare così.

Il piccolo Nicolas e i suoi genitori – la recensione di Sandro

Alla nascita del fratellino di un proprio compagno di scuola, contestualmente allo studio della storia di Pollicino e ad una gita nel bosco, Nicolas teme che i propri genitori decidano di abbandonarlo, giacché teme che sia in arrivo arrivo un fratellino. La storia procede con gli occhi del bambino, ed ovviamente incarna il timore principe di ognuno di noi da piccolo: essere abbandonati.

Il piccolo Nicolas, tra diverse peripezie con i suoi amici ed un’esilarante cena con il capo del padre, cerca di ingaggiare un gangster per far sparire il fratello e di recuperare i soldi necessari.

In realtà il fratellino non era in arrivo, come temuto da Nicolas, ma alla fine questi si convince che la cosa possa avere anche lati positivi e chiede ai genitori un fratellino: desiderio esaudito a metà, vista la nascita della sorellina. Nicolas, tuttavia, da tutta questa esperienza si rende conto di cosa vuol fare da grande.

Se vi dicessi che Il piccolo Nicolas e i suoi genitori è tratto da un libro del 1959, scritto da René Goscinny, potreste stentare a crederci, perché non dimostra per nulla di essere una storia scritta 50 anni fa. Comunque sia, Kad Merad, già esilarante in Giù al Nord (imperdibile), conferma la sua vis comica nel ruolo del padre di Nicolas e Maxime Godart (Nicolas) impersona felicemente il bimbo che ne combina di tutti i colori ma col visino angelico.

Complessivamente anche la scelta degli altri piccoli attori è una scelta ben fatta: ognuno degli altri componenti la classe, e più specificamente il gruppo degli amici di Nicolas, contribuisce ottimamente alla riuscita del film, con una caratterizzazione visiva ed un’amalgama ottima. Quindi prestazione complessiva ottima, oltre al talento dei singoli. Il pregio del film è che nei 90 minuti di durata si ride spensieratamente e di gusto, ottimo e facilmente comprensibile anche per i bambini specie in un periodo in cui è difficile trovare un film anche per loro.

La narrazione che procede dal punto di vista di Nicolas è coinvolgente per piccoli e grandi, perché istintivamente ci riporta alla mente a situazioni o a pensieri che plausibilmente abbiamo vissuto e li ripropone in chiave comica. Senza contare il buon ritmo grazie al quale si arriva alla fine del film quasi senza accorgersene. Se volete divertirvi per 90 minuti prendete famiglia e bimbi e andate a vederlo.


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