Magazine Diario personale

IL problema!

Da Sorellajc
IL problema! Dopo LA scelta, anzi prima, IL problema!
Forse certe persone, bha, Davide nello specifico, ma anche molti (inclusa la vecchia Zobeide) che forse non commentano ma che non ho dubbi sul fatto che concorderebbero, non hanno capito qual'è il nucleo del problema.
Il problema è l'eterno dramma omosessuale dell'avere il ragazzo,
e no, non parlo di scopate occasionali o di mischie con intere squadre di rugby, ma di "omoaffettività", di amore, di complicità long life lasting; e questa, scusate la franchezza, fa proprio difficile a giungere.
E già qui le persone potrebbero dirmi che è una paranoia SOLO MIA, e che, anche se fosse diffusa, e non abbiate dubbi che lo è, non trovare un ragazzo dipende di fatto dal mio isolamento, bhe, non è così, illustri blog lo confermano.
Per iniziare col botto, vorrei citare un post di Whatislove, un ragazzo che aveva aperto un blog, un ragazzo che spero mi segua ancora, e un ragazzo che, pur avendo avuto tutte le sue esperienze, aveva ancora IL problema:
"E' tutto molto strano e veloce.
Qualche mese fa immaginavo, fantasticavo, sognavo un sacco di cose che mi sarebbe piaciuto fare.
Ora le ho fatte, e sto assaporando così tante novità che sembrano irreali.
Volevo conoscere gente come me, persone omosessuali intendo. E l'ho fatto, senza sapere come e perchè, sto frequentando un gruppo di amici gay. Sono favolosi, li adoro.
E questa è fatta.
Volevo andare al Pegaso, la discoteca gay. E l'ho fatto.
Ed è stato favoloso, anche se scorreva più alcol che sangue nelle mie vene quella sera. Ma ho assodato che è un mondo che non mi è precluso, che anzi senza impegnarmi poi tanto posso riscuotere un certo successo e potrei riuscire a trarne vantaggi sempre migliori.
E' stato fantastico. Obiettivamente è una discoteca come tutte le altre. Si balla, si beve, si adocchia..
E soprattutto si rimorchia, e quindi si scopa. E io posso dire con fermezza che, per essere solo un pischelletto alle prime armi, me la sono cavata.
Ho quasi fatto un pompino in bagno ad un quarantenne, solo che io ero ubriaco fradicio e non mi reggevo in piedi, così dopo qualche sbaciucchiamento, un po' di fellatio e tutto il resto, il tipo mi dice che sono troppo ubriaco, che sono piccolo e non dovrei bere così, monello!
Però mi sfila gli occhiali e mi dice che sono bellissimo, prima di riportarmi dai miei amici.
Ecco, questi sono quei momenti in cui ci pensi su e ti mangeresti le mani.
Però, ehi, che figata.
Volevo passare un'Estate, almeno una, senza debiti scolastici, e ce l'ho fatta.
Al Pride ci sono andato.
Voglio dire, se un anno fa ero contento di aver fatto coming out con qualche persona fidata e avevo avuto la mia primissima esperienza con un ragazzo, e ciò mi dava appagamento. Adesso posso dirmi un'altra persona.
Le esperienze di vita che ho avuto nell'ultimo anno alcuni le hanno nel corso di una lunga esistenza, io sto avendo tutto subito.
Dovrei preoccuparmi forse. Prima o poi arriverà la batosta, la merda, l'uragano, la tragedia. Me lo sento.
O forse no.
Perchè in fondo, benchè io non abbia obiettivamente di che lamentarmi, non sono felice e non lo sarò ancora per molto. Mi manca qualcosa.
Mi manca quello che mi manca da sempre. I'm looking for the missing piece.
Tutti mi dicono: ma sì, sei giovane, divertiti. Al fidanzato ci pensi più in là..
Ma come faccio, se continuo a sentirmi vuoto e incompleto? A volte è insopportabile.
Mascherare il tutto facendo la sgualdrina funziona solo fino a un certo punto, poi ti stanchi.
Vorrei solo esplodere, e non nel senso negativo del termine.
Vorrei liberare il vero me stesso, che per troppo tempo è stato abituato a rimanere rinchiuso nella sua bella gabbietta ovattata. E non ci riesco, non ci riesco. Ci provo, mi arrampico, salgo, arrivo quasi in cima. Poi cado, e ricado, e continuo a ricadere.
Adesso vorrei solo fissare il vuoto e non pensare. Tanto il mondo continuerà a girare."
E poi, vorrei citare la mia carissima amica di penna Annabelle Bronstein che qui (e qui, nella leggendaria teoria del +1) scrive:
Interrogo quotidianamente me stesso su quale sia la prossima cosa da fare. Avete presente quando guardate un film pallosissimo e non potete cambiare. La mia esistenza ultimamente mi sembra questo. Un film pallosissimo/noiosissimo. Non so bene perché. O forse lo so. Ma non ve lo voglio ancora dire. Mi chiedo sempre quale sia il mio obiettivo. Quando i miei desideri si realizzeranno. Quando in soldoni potrò essere davvero felice. Adesso non lo sono. E a sentire chi mi sta intorno dovrei anche smetterla. Ho un buon lavoro, che mi fa guadagnare bene, una bella casa, degli amici perfetti, e una famiglia a debita distanza. Ma allora perché non sono felice?
Non lo so. Cioè lo so. Ma non è ancora arrivato il momento di dirlo. Il sesso. Il sesso è un aspetto importante. Negli ultimi anni ho fatto molto sesso.
Mi sono scoperto, sessualmente parlando, il 30 dicembre del 2007, a ventiquattro anni. Relativamente tardi, ho forse relativamente in orario. Non mi sono pentito. All’epoca ho fatto sesso con uno con cui avevo creduto che non sarebbe finita lì. Mi sbagliavo, ovviamente. Finì lì. Dopo la porta in faccia ho deciso di non rimanerci più male. Da allora ho fatto molto sesso, in due, in tre, in quattro, in cinque. Ok, sono arrivato ad otto. E non mi vergogno a dirlo. Ne ho fatte di bendonde, e devo ammettere che non mi sono fatto mancare niente.
Mi è sempre andato bene. Ma oggi, neanche il sesso mi basta più. Avete mai provato la necessità di dover fare l’amore? L’amore con la A maiuscola. L’amore nel senso che non ti serve necessariamente fare sesso, ma bastano anche solo le coccole. L’amore, nel senso che puoi anche litigare, ma stai litigando con la persona che ami. L’amore nel senso che esci e vai a cena con gli amici, ma alle 23 hai già voglia di tornare a casa, perché sai che ci torni con il tuo amore. Per l’appunto. L’amore nel senso che puoi anche solo guardarti e farti un cenno per capire che l’altro ha capito quello che volevi dire.
E se tutto ciò non ci fosse? Allora ci si sente inutili. E io mi ci sento, visto che non c’è. Non prendiamoci in giro, è nel dna dell’essere umano accoppiarsi e riprodursi. Adesso, per riprodursi ci sono altri modi, ma per accoppiarsi non mi sembra che io non possa farlo. O no? Il problema, è essere da solo. Insomma non mi va più. Mi sono ingozzato del mio status di single. Mi ci sono abbuffato. Ne ho abusato. E ne sono stufo. Insomma che io lo decida o no, sono sempre da solo. E sono stufo anche di tutto quello che mi viene detto in risposta. La risposta più quotata è la seguente: “L’amore quando viene, viene. Non ci devi pensare, non lo devi cercare”.
Credetemi. Io non ci penso affatto. A parte in questo periodo per lo meno non ci ho mai pensato. E infatti un uomo fisso, permettetemi di dirlo, non c’è mai stato al mio fianco. E poi, come straminchia faccio a non pensarci? Come fai a far finta e dire che non ci pensi? Io ci penso. Ci penso. Altro consiglio straquotato è il seguente: “Hai cercato di cambiare modo di fare? Sai a volte basta approcciare in maniera diversa, sei una persona simpatica, risoluta, intelligente, sempre in movimento. Secondo me dovresti far vedere tutti questi aspetti di te!”. Ma secondo voi non ci ho provato mai? Secondo voi non ho provato mai a cambiare modo di fare?
Insomma ho fatto il simpatico, il burlone. Ho fatto quello che non gliene importa niente. Ho fatto il vago. Ho fatto la maschia, quello che si veste alternativo e che paga il conto. Ho fatto la teenager, e il superficiale. Ho fatto quello da una botta e via, quello da lunghe chiacchierate e persino (e lo sottolineo) quello da beviamoci una birra. Ho fatto il tipo da una passeggiata in centro, un gelato in centro, ed anche lo shopping in centro. Ho fatto quello da chiacchieriamo e guardiamoci dritto negli occhi, quello che fugge, quello che rompe, quello del messaggino del buongiorno, del buon pomeriggio e della buona notte. Insomma ne ho fatte di ogni.
Secondo voi è servito? No. Non è servito a niente.
Arrivo ad oggi con un bagaglio ben pieno di cose andate storte. Le farfalle le ho sentite. Ma dopo un po’ son morte. Solo qualcuno ha lasciato qualche solco lungo la via. Ma non è stato sufficiente. Al punto in cui mi trovo viene spontaneo chiedermi, ma insomma che cosa ho io che non va? E’ possibile che io sia una persona insopportabile. E ci può anche stare. Perché per certi versi lo sono. Ma nessuno che mi coinvolga ha la voglia di stare al mio fianco per più della durata di una scopata? E’ possibile. A questo punto mi sento in un nuova fase della mia vita. Ovvero mi basto. Anzi, io mi basto?
E qui non ho parole. Su questo che può sembrare un’insignificante dettaglio, invece, devo assolutamente ricredermi. Io non mi basto affatto. In nulla. Non mi basto quando mi guardo allo specchio, non mi basto quando me ne vado a dormire la sera. Non mi basto neanche quando decido di mettermi a dieta e fare qualcosa di buono per me. Non mi basto mai. Non sono mai soddisfatto di me stesso e di quello che faccio. Mai. E questo a lungo andare può solo fare dei danni. Ma dei grandi danni.
Non riesco ad essere felice con quello che ho. Come faccio a trovare uno che sia felice con me? E’ questo il punto. Il punto oscuro, il lato nero di me. Quello che prima per ben due volte non vi ho detto. Io non sono mai soddisfatto. Mai. Di niente. E’ tutto mi annoia. Mi annoia anche me stesso. L’importante è prendere atto del problema. Anzi qualcuno pensa addirittura che sia quasi risolvere il problema. Ma io in che modo l’ho risolvo? Insomma dovrei svegliarmi con il sorriso sulle labbra. Abito a Roma, lavoro, guadagno bene, scopo e mi diverto e soprattutto ho un pazzesco blog che va via come il pane. E il mio unico obiettivo è non essere felice di tutto ciò.
Come faccio a volermi far bene da qualcun altro se non riesco a volermene da solo. Io non mi prendo cura di me in nessun modo. Non sto attento al freddo, mi ingozzo di medicine come se fossero caramelle, mangio male e fumo come uno sfigato. Insomma dove mi voglio bene? Dico da settembre che devo andare in palestra, e siamo a gennaio e ancora non ho deciso a quale segnarmi. Insomma mi sono mai preso cura di me stesso? Questi sono interrogativi ai quali non troverò mai risposta, e soprattutto nessuno mai saprà darmi una risposta. E allora che si fa? Non lo so, ma spero vivamente che qualcuno di voi abbia almeno un mezzo consiglio. "
Ditelo, ditelo che vi sembrava di leggere me!
Ora, questo solo per citare quelli che potevo citare, ma non nascondiamoci dietro un dito e ammettiamo che IL problema ce l'abbiamo un po' tutti, tranno quegli screanzati che il fidanzato ce l'hanno.
Ma, se me lo permettete, IL punto è un'altro, ovvero che, se tutte queste persone, compresa la splendida Annabelle, non sono ancora riuscite a trovare il loro +1 (ragazzo, fidanzato, partner fisso, sposo, convivene, amante a contratto indeterminato) nonostante tutte le loro esperienze, e si ritrovano nello mio stesso sconforto, non è forse il caso di lasciare a ciascuno (e a me) il tempo ed il modo adeguato per farle?
IL punto è che il problema di avere un partner PRESCINDE DALLE ESPERIENZE che uno ha, e quindi non sarà gettandomi prematuramente in non so che cosa che risolverò tutto.
Ora, sottolineando che mi sono permesso di accorciare il primo post e di ingrandire e sottolineare le parti di Annabelle, sarei molto contenta se potessimo riflettere tutte su tutto questo.
E scusate se è poco.

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