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Il sacro nelle tastiere

Creato il 19 aprile 2011 da Oblioilblog @oblioilblog

Il sacro nelle tastiereIn questi giorni di ricorrenze religiose ebraiche e cristiane, di contestazioni, scandali e prossime beatificazioni, anche ai meno religiosi tra noi viene naturale porsi qualche domanda in materia di credo. Domandarsi come reagirebbe il mondo del terzo millennio all’introduzione di una nuova religione potrebbe essere un esperimento interessante. Ci aveva provato L. Ron Hubbard nel 1954 (in tempi ancora non fortemente scettici) con Scientology, riscuotendo da allora un discreto successo di fama, che non gli è bastato però a far riconoscere ufficialmente la sua creazione, se non in alcuni stati quali USA e Canada. Ci riprova oggi il Copiamismo, e noi di Oblio gli auguriamo un maggior successo.

Il Copiamismo nasce qualche giorno fa in Svezia; nome ufficiale Kopimism, dalla cui iniziale prende origine il simbolo, una K in versione “cibernetica” sullo sfondo di un triangolo nero. Il culto che ne è alla base è quello del file sharing illegale: dove noi abbiamo Satana, il Copiamismo ha il copyright. Tutt’altro che una boutade, la nuova religione ha un suo programma, un suo sito (quasi interamente in svedese purtroppo; aspettiamo aggiornamenti) e si batte con forza per un riconoscimento ufficiale, con tanto di rimando alla Costituzione svedese:

Ad ogni cittadino è riconosciuta libertà di religione: libertà, sia da solo che con altre persone, di praticare la sua religione.

Studiandolo bene, si scopre che il Copiamismo ha principi molto affini al Cristianesimo, ma non solo: in piena sintonia con il sincretismo del terzo millennio, combina anche elementi tipicamente massonici e perfino illuministici (il suo punto cardine -contrariamente a molte, troppe religioni- è il diritto alla diffusione del sapere). Ma in quanto potenziale religione, anche il Copiamismo richiede un atto di fede: la comunicazione, la ricerca del sapere e la sua circolazione, l’atto in sé del copiare sono sacri, non legittimi. Così come sacri sono i simboli che permettono, idealmente e praticamente, di copiare le informazioni e incollarle, sui nostri schermi o nelle nostre menti: Ctrl-C e Ctrl-V.

Gli adepti del Copiamismo sanno bene che incontreranno molti ostacoli nella loro strada verso il riconoscimento ufficiale da parte del governo, ma per loro la persecuzione è comune ad ogni religione, prima che essa venga accettata. Possiamo dar loro torto, possiamo opporci al Copiamismo?

In fin dei conti essi predicano pacificamente l’amore e il rispetto per la conoscenza e il sapere, al punto da venerarli. Quante guerre, quante crociate sono state combattute proprio contro questi principi, da parte di movimenti religiosi che oggi godono di un pieno riconoscimento giuridico ed economico? Garantire la libertà religiosa, o meglio l’elevazione di un credo allo status di religione, oggi comporta anche accettare movimenti minori che possono sembrarci folli, o stupidi. Secoli di esistenza non bastano a rendere plausibili le religioni che ci attorniano. Se c’è chi crede nella santità di divinità dalla testa elefantina, nella sacralità delle vacche, nell’impurità del maiale, mentre molto più vicino a noi proclamiamo santi papi, vescovi e missionarie dal passato oscuro, riflettere sulla sacralità di una parte delle nostre tastiere non potrà farci che bene.


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