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Il sarago – di Franz Krauspenhaar

Da Fabry2010

Il sarago – di Franz Krauspenhaar

Ieri è morto saramago, e mi è venuta
la parola sarago. Ho pensato a Pozzetto
in un film: diceva a ad Aldo Maccione
questa parola, che significava cazzo.
Lo so che è morto un Nobel che però,
pur non avendone lette che poche
pagine, diceva che il sacro non è sacro.
Dovrebbe piacermi, invece preferisco
le anime davvero perse che credono
in un dio perso, ma che vaga nel cuore
del loro spregiudicato dirsi infelici.
Dunque oggi pranzerei col sarago,
se non sbaglio è un pesce di fiume.
Una bella donna ha suggerito di abbinare
con saramago. Bella idea, ma in casa
non ho libri del Nobel, la maggior parte
sono libri inutili di contemporanei, che
quei cornuti delle case editrici mi mandano
sperando che ne parli o scriva. Col sarago,
dico io. Ieri è morto sarago, aveva 87 anni.
Sarago. Oggi saramago al cartoccio, sento
le ultime notizie dalla cucina. No, tortelloni
burro e salvia. Mi dispiace, niente pesce
stavolta, non ricordo di aver mai mangiato
nè il sarago nè il saramago. Tutto è uguale
a tutto, quando si è così, come io sono.



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