Magazine Società

Il solito Tom Waits e il nuovo Bad as me...

Creato il 04 novembre 2011 da Valentediffidente
Il solito Tom Waits e il nuovo Bad as me... E' stata una settimana di nuovi ascolti con conseguenze molto diverse. Giusto a titolo informativo, oltre al nuovo di Tommaso Aspetta mi riferisco alla collaborazione fra Lou Reed e Metallica e al curioso The devil walk degli Apparat.
Iniziamo dal quello più facile. Ogni nuovo album di Tom Waits per me è un'attesa struggente. Amo questo uomo per la sua capacità di rinnovarsi e riuscire a rimanere sempre se stesso. Non nego che ho una stima immensa della sua creatività e che sono di parte. Tutti i suoi album, per me, sono geniali e anche i meno riusciti sono una spanna (minimo) sopra i migliori di tanti altri.
Passiamo ai contenuti. L'album è composto da 13 nuovi pezzi:
1) "Chicago" 2) "Raised right men"
3) "Talking at the same time"
4) "Get lost"
5) "Face to the highway"
6) "Pay me"
7) "Back in the crowd"
8) "Bad as me"
9) "Kiss me"
10) "Satisfied"
11) "Last leaf"
12) "Hell broke luce"
13) "New year’s eve"
Iniziamo a specificare, per chi non conoscesse Tom Waits, che stiamo parlando di un'artista che a 62 anni mostra più energia, creatività, vitalità e talento del 99% di tutte quelle mezze seghe che la tivvi ci propina quotidianamente. L'album da l'impressione di un volo ad ali spiegate sulla sua trentennale carriera, pescando qua e là note, sensazioni e citazioni da tutti i suoi album storici. Per chi lo ama e conosce sarà facile trovare riferimenti a capolavori come Swordfishtrombone, Rain Dogs, Black Rider e Blue Valentine.
L'album inizia con due pezzi blues molto tirati come Chicago e Raised right man per poi passare a Talking at the same time: morbida ballata, un piccolo gioiello che sembra un capolavoro in agonia. Get lost, un jazz' n' roll divertito quanto divertente ci spara diretti negli anni sessanta. In seguito Face to the highway, Pay me e Back in the crowd, a mio modesto avviso, raggiungono vette altissime di qualità sia a livello musicale che di testi. I tre pezzi lenti vengono spazzati via (come atmosfera, intendo) dalla title track Bad as me che da l'idea di chi/cosa sia Tom Waits. La maledizione della title track viene a sua volta redenta dal pezzo seguente. Kiss me all'inizio richiama subito alla mente Blue Valentine, se ne sente tantissimo l'influenza, tanto da essere forse una citazione, un omaggio, una specie di reprise. Kiss me è comunque l'apice di un album tremendamente bello, vario. Mentre Tom Waits canta come se fosse un vecchio vinile non si può essere colpiti dalla poesia dei testi:
Kiss me I want you to kiss me
Like a stranger once again
Kiss me like a stranger once again
I want to believe that our love’s a mystery
I want to believe that our love’s a sin
I want you to kiss me like a stranger once again.
L'ascolto continua con il blues latrante di Satisfied e con la malinconia devastante di Last leaf. Segue l'arrabbiata ed energica Hell Broke Bruce e poi l'album si conclude con la ritrovata serenità di New Year's Eve.
I testi sono racconti di disperazione dei rifiutati al banchetto della vita, quelle vite che sembrano destinate al buio più totale ma che spesso, anche se per un solo secondo, regalano bagliori di luce che il resto dell'umanità non è in grado di produrre nemmeno in millenni di esistenza. La critica più assurda che ho letto riguardo questo album è, che in fondo, si tratta del solito Tom Waits. Probabilmente è vero, Tom Waits riesce sempre ad essere innovativo e creativo, rimanendo inconfondibile (con quella fottuta voce di cartavetro non potrebbe essere diversamente). Io comunque preferisco "il solito" Tom Waits ad un nuovo Valerio Scanu.
Che dire? Album assolutamente consigliato e per chi non conoscesse Tom Waits... fate un salto su iutubbo e ascoltatevi qualcosa a caso...

Articoli correlati per categorie


&callback;

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog