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Il titolo verrà

Da Cuordicarciofo
Sono sola. Questo è il momento della settimana più bello.
Il venerdì a pranzo qui c'è un fuggi fuggi generale.
C'è chi se ne va a mangiare al barettino a piedi, chi se ne va a fare un salto all'osteria qui vicino...
Chi fa un salto un po' più lungo e lo si rivede lunedì mattina.
Questi momenti per me sono fantastici.
Io rimango sempre dentro, ormai vi ho fatto le pallette quadre a forza di lamentarmene.
Non che in questo momento ci sia molto da fare, ma sai... quel sensetto di colpa latente non ce lo vogliamo mettere?
Eh si perché vado via alle 16 io, e poi se Di si ammala e devo stare a casa?
No va che accumulo un po' di ore extra e sistemo qualche ciappino, faccio l'archivio dei lavori.
Anzi metto anche un po' in ordine, che sembra che mi facciano andare una settimana in ferie.
A giugno. Una roba mai vista.
Comunque, dicevo, a parte dar sfoggio di tutta la mia sottomissione lavorativa (lo so, lo so, non fare così, testa alta... ma sono precariamente precaria e allora me la faccio sotto) ne approfitto per pensare un po'.
Si ancora. Penso. Penso sempre. Non se ne può più di tutto questo pensare.
Si vede che ci sto girando intorno?
No perché io sento la mia testa che fischietta e che cerca di prendere tempo.
Non so perché ho tutto questo immotivato pudore.
E' da un po' che ci giro intorno.
Penso a che madre sono. E non mi so dare risposta.
Ci sono volte che mi arrabbio per cose futili. E se analizzo quei momenti mi rendo conto che egoisticamente mi sono infuriata perché ho paura.
Paura che gli succeda qualcosa.
Non lo faccio vedere, ma mi irrigidisco, lo sento.
E succede se il gioco si fa pericoloso, oppure quando ha la febbre, se rischia di strozzarsi per un boccone troppo grosso.
Che figura... mi vergogno come un cane a scrivere queste cose da madre ansiogena.
Ma questa sensazione me la porto dietro da quando ho fatto la prima ecografia.
Mi si è attaccata sulle spalle questa scimmia e non va via. Sarà questa perenne sensazione di essere stata miracolata che mi fa venire paura che un giorno qualcuno venga riprenderselo.
Spero non me ne vogliano le mie amiche cacciatrici per questo post. Non vorrei offendere nessuno con queste paranoie.
Se ci si pensa bene è egoismo bell'e buono. Ho paura di soffrire, ho paura di perderlo. Anche quando è nato, a parte la depressione, cercavo di stare distaccata, perché "e se poi...".
Sono fatta storta eh!
Per fortuna lui cresce nonostante me e in questi giorni ha iniziato a dormire in un letto senza sbarre, a fare la pipì di qua e di là (ma non dentro!) al vasino e poi a guardarmi e a dire "quaqua!" (acqua).
Già da come sono partita con il titolo si capiva che ne sarebbe venuto fuori un post un po' sconclusionato. Chiedo scusa. Avevo bisogno di scrivere questa cosa.
Buon fine settimana.

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