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Il viaggio fantasmagorico di Grinmmless racconta una fiaba diversa. Ricci/Forte indagano i meandri oscuri dell’inconscio collettivo. Teatro Santeramo in Colle, Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, Teatro India Roma.

Creato il 28 gennaio 2011 da Robertoerre

 

Ricciforte GRIMMLESS ph. andrea pizzalis 02

Dalle colline della terra pugliese dove debutta oggi 28 gennaio in prima nazionale al Teatro Il Saltimbanco di Santeramo in Colle (Bari) alla Limonaia toscana. Un viaggio da sud a nord in compagnia di un immaginario e fantasmagorico mondo fiabesco. Grimmless è l’ultima creazione di ricci/forte alias Stefano Ricci e Gianni Forte, i “due enfants terribles” della scena contemporanea. Uno spettacolo antifiabesco per eccellenza, dove i fratelli Grimm hanno lasciato spazio alla mente fervida degli autori e all’azione in scena di Anna Gualdo, Valentina Beotti, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori e Anna Terio.

Da venerdì 4 a domenica 6 febbraio al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino. Senza Grimm, senza la fiaba consolatoria tanto meno rincuorante, Grmmless non rassicura, ma promette di indagare nei meandri oscuri dell’inconscio fiabesco e onirico delle nostre vite. Ci conducono in un’ammaliante foresta di segni che sanno essere allo stesso tempo ipercontemporanei e arcani. Niente lieti fini, salvifiche storie culle dei nostri infantili sogni e desideri. Ciò che ci raccontano è una spregiudicata quanto lucida disamina del presente, capace di mascherare i meccanismi delle fiabe che ci raccontiamo ogni giorno per sopravvivere all’urto delle quotidiane violenze. Non è più di tempo d’innocenti ed evasive favole.

Gli autori vanno a fondo dell’originario e atavico significato, dove esplorare la dimensione più vera, senza sconti né facili spiegazioni, e ci costringono a fare i conti con i nostri falsi miti. Le fiabe crudeli, fiabe seriali, fiabe low cost, part time: sono quelle logore e ammalianti che ci raccontiamo per anestetizzare il nostro oggi quotidiano e precario, senza peso specifico. Un progetto politico sulla fantasia per analizzare i dati di una crisi incancrenita e permanente, evocando le bolle di sapone di un magico lieto fine che riporti un briciolo di ossigeno in un polmone qualunque, rinsecchito di desiderio.

Dai fratelli Grimm si passa a un ripensamento consapevole e meditato dell’architettura fiabesca e si arriva a caustiche verità sociologiche cui nessuno può sottrarsi.

Un percorso lastricato di incognite dove a tutti è chiesto di riflettere. Antidoto a un’apatia diffusa che rende tutto sterile e superficiale, lobotomizzato, ecco che l’anti fiaba di Grimmless si occupa del nostro vivere quotidiano sempre più oscurato da fantasmi usciti dal tubo catodico, malefiche pozioni capaci di rimuovere ogni consapevolezza e distinguo tra il male e il bene.

“L’incanto di Grimmless porta avanti il discorso immaginifico sul fronte del cortocircuito tra suggestioni letterarie e linguaggi del presente: dopo le riscritture dei classici (Ovidio con metamorpHotel, Christopher Marlowe con wunderkammer soap, Virgilio con troia’s discount, Ludovico Ariosto con 100% furioso, Aristofane con ploutos, William Shakespeare con troilo vs cressida presentato nell’ultima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto) e remix della contemporaneità (Dennis Cooper con macadamia nut brittle, Harold Pinter con pinter’s anatomy e un prossimo progetto su Chuck Palahniuk, imitationofdeath), la grammatica pirotecnica del gruppo si confronta in questa nuova prova con l’affascinante e combustibile materia prima delle fiabe dei fratelli Grimm, caposaldo della letteratura per l’infanzia, fucina di narrazioni archetipiche prima di qualunque edulcoramento disneyano”.

Ricci e Forte ci spiegano che se è vero che tutti noi siamo cresciuti con Grimm, i successivi e reiterati check point che disseminano il passaggio all’età adulta impongono a ciascuno la condizione di un’inevitabile fuoriuscita dalla fiaba. Figli di un vuoto, di una sparizione, di una sottrazione. Per continuare a tenere i piedi ben piantati tra le macerie dell’oggi sdrucciolevole, appare allora terapia necessaria guardare indietro verso quella cultura popolare, quel sentire ancestrale e fondativo, che usa la fiaba come strumento privilegiato per modulare la sua voce, per ipotizzare mappe utili ad addomesticare il mondo, per cristallizzare particelle di saperi, valori e sogni da abitare.

Gli autori scelgono di confrontarsi con il significato originario, autentico, sorgivo, di quella dimensione pop che da sempre si caratterizza come cifra stilistica distintiva e universo culturale di riferimento del percorso di ricerca che ha decretato la popolarità della compagnia presso il grande pubblico.

Evocando le cesellate decalcomanie della fiaba e sovrapponendole agli inquieti fantasmi del quotidiano, Grimmless vuole essere un termometro, uno strumento di ricognizione e registrazione delle condizioni di noi sopravvissuti sulla penisola dello Stivale dorato. Per compiere, con scientifica precisione, una disamina sulle possibilità identitarie del presente. Il rovello, la fiamma segreta che muove il preciso ingranaggio di Grimmless è l’inevitabile lacerazione di un’identità sospesa tra realtà e fiction, tra menzogna e assuefazione. Quali fiabe siamo obbligati a raccontarci oggi per anestetizzare i mostri accucciati in ogni ombra, tra allucinazioni televisive e depauperamento della fantasia?

 

 

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 crediti fotografici: Andrea Pizzalis

 

28 gennaio ore 21

Teatro Il Saltimbanco  Santeramo in Colle (Bari)

 

Il progetto di Grimmless è stato selezionato nell’ambito dell’intervento “Sviluppo delle attività di teatro e danza in Puglia - Produzione di nuovi spettacoli in prima nazionale” previsto dal Programma Pluriennale dell’Asse IV, approvato con D.G.R. n 1150 del 30 Giugno 2009 e affidato dalla Regione Puglia al Teatro Pubblico Pugliese.

 

4 – 6 febbraio ore 21

Teatro della Limonaia Sesto Fiorentino

“Spasimi”

 

29 marzo al 2 aprile

 Teatro India di Roma.

 


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