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#IlLettoreDaOmbrellone: Un nuovo Ulisse per i #RadicalChic

Creato il 16 luglio 2013 da Dida

#IlLettoreDaOmbrellone: Un nuovo Ulisse per i #RadicalChic
Nel mio post sugli Usi e i costumi del Lettore da ombrellone vi avevo parlato di questa particolare categoria i Radical chic che si dividono in: lettori intellettualmente impegnati, tutti Travaglio e libri Chiarelettere, e coloro che, anche in vacanza, non rinunciano alla propria dose di classici. 

Ed è proprio alla seconda sottocategoria che è dedicato questo piccolo intervento. 

#IlLettoreDaOmbrellone: Un nuovo Ulisse per i #RadicalChic

Dopo aver letto lo scorso anno un estratto su Domenica del Sole24Ore attendevo con ansia l'uscita per Einaudi della nuova traduzione dell’Ulisse a cura di Gianni Celati, approdata in libreria dopo sette anni di gestazione. 

Il bisogno di una nuova traduzione è infatti nato dall’esigenza di donare anche ai lettori italiani la reale pienezza del capolavoro di Joyce, che non risiede solo nella maestria con la quale lo scrittore gestisce tempi, luoghi e personaggi, ma soprattutto nelle parole che l'autore scelse per descriverci quel 16 giugno di 110 anni fa (circa). 
#IlLettoreDaOmbrellone: Un nuovo Ulisse per i #RadicalChic

Celati, infatti, ha tentato di restituire ai lettori italiani l’oralità, la musicalità e la cantabilità dell'opera di Joyce che, nonostante la sua innegabile contemporaneità, è fortemente ancorata a quelle suggestioni con le quali i rapsodi facevano leva sui loro ascoltatori e che lo scrittore irlandese ha tentato di riportare ai suoi lettori. 

Un’opera così piena, profonda e complessa, quindi, non può essere affidata a una traduzione classica e frettolosa. Oltre a una profonda conoscenza dell’autore, infatti, è necessario un amore per la parola tale che porti il traduttore a diventare anche co-autore. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile restituire agli occhi e alle orecchie dei lettori italiani quello che con una traduzione diversa avrebbero inevitabilmente perso.Celati, quindi, grazie ad una traduzione apparentemente impura ci restituisce la purezza dell'Ulisse. Libertà e qualche arcaismo, infatti, aiutano a rendere vivo, pieno e musicale un testo e un opera nella quale è necessario, oltre che doveroso, calarsi totalmente per comprenderla.  Mi sarebbe piaciuto consigliare questo romanzo anche ai lettori 2.0 visto che risulta estremamente comodo, soprattutto se si legge in viaggio, contenere 996 pagine in meno di 170 grammi, ma quest’articolo trovato su “Salvo esuarimento scorte” mi ha fatto desistere sia dall’acquisto della versione digitale, che dal consigliarvela. Non mi resta che augurarvi buona lettura!Alla prossimaDiana

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