Magazine Psicologia

Immaginazione e Creatività: Stanza n.7

Da Lemat @LeMatPercorsi

by Matteo Ficara

Cari amici lemattiani,
oggi ci inoltriamo nella settima stanza del sistema “Le Stanze dell’Immaginazione”, dedicata all’creatività&immaginazioneImmaginazione (naturalmente), alla Creatività ed alla ri-scoperta del nostro Io-Bambino, ecco perché questa stanza si chiama “dei Giochi di Bimbo”.

Nell’ultima stanza che abbiamo visto (Stanza n.6: Immaginazione ed Intuizione), siamo rimasti col problema della traducibilità delle informazioni evoluzionistiche ricevute dal futuro, dall’Immaginazione, in modo da poterle portare nel pratico, nella quotidianità del nostro mundus.

Per cui, in questo articolo, risponderemo a questo enigma!

1. Del verbo

Prima di procedere, anche se Lara si è molto prodigata nel farlo (riuscendoci alla grande), è meglio dedicare un istante a definire che cosa sia la creatività.
La creatività è una sorta di abilità legata al verbo “creare”. Filosoficamente, da Plotino in poi (e soprattutto nel periodo medievale), si è fatta una grande differenza tra i due verbi “creare” e “generare”.
La “generazione” è quella che avviene con la nascita: due individui si legano e generano il figlio (d’altronde sono detti “genitori”). Per “generare”, quindi, è necessario che ci sia della materia, prima, che ci siano delle informazioni (cromosomi), che possano dare la forma adatta a ricevere un nuovo contenuto.
Per la creazione, invece, è diverso, perché tutto il processo avviene ex nihilo, dal nulla.

Che cos’è, quindi, la Creatività?
E’ il nome che diamo ad una grande quantità di diversi aspetti della nostra vita.
A livello pratico si traduce meglio con la parola trasformazione, poiché questo è il processo che sottende sia alla generazione, che alla vera e propria creazione. Nella tras-formazione, infatti, prendiamo degli elementi mescolandoli o modificandoli in qualche modo tale da ottenerne qualcosa di nuovo e diverso.
Per fare questo ci è necessario avere:leonardo_creazione

  1. materia prima (o grezza);
  2. strumenti di lavoro (i più semplici sono le mani);
  3. capacità e/o conoscenze (non solo tecniche) per dare via ad un processo (es: uso del tornio).

Ed ecco che la creatività, allora, si trova di fronte ad un bivio: pratica o teorica?
Eh sì… perché esistono entrambe!
Possiamo definirne i due aspetti con le figure dell’artista/tecnico, ovvero colui che conosce strumenti, materiali e tecniche e li sa adoperare per generare, da materiali semplici o grezzi, un prodotto finale, ed il creativo, che genera nuove idee.

La Creatività di cui si occupa LeMat non è quella pratica (tipo decoupage, pittura, tecniche varie), bensì il creative thinking, ovvero la capacità di usare la nostra mente, e gli elementi in essa contenuti (ed anche contenibili), per generare idee nuove ed utili!

In definitiva potremmo anche dire che il vero e proprio genio è la sommatoria del creativo+artista/tecnico.

2. Creatività e Immaginazione

Nell’articolo precedente abbiamo visto che le informazioni ricevute nella Stanza n.6 provengono dal futuro e contengono una grandissima quantità di possibilità/energia, che possiamo portare nella nostra vita quotidiana, per sviluppare il nostro Io in senso evoluzionistico.
Queste due righe contengono un discorso alquanto denso: nell’Estratto da Seminario su “Il Potere dell’Immaginazione”, trovi tutte le risposte.

Come fare?
In base a quanto visto poco fa, molto probabilmente dovremo avere una qualche capacità di tipo artistico/tecnico, per poter “creare” qualcosa di nuovo nella nostra vita quotidiana, ma necessitiamo anche di una grande capacità creativa, per poter decifrare le informazioni e ricombinarle in una sistema di senso (idea realizzabile).

Per cui…

se nella Stanza n.6 riceviamo intuizioni, con la Creatività della Stanza “dei Giochi di Bimbo” siamo capaci di tradurre e ricombinare le informazioni, per generare – nel nostro mundus -  idee realizzabili, nuove ed utili.

Ed a tutto questo, che può sembrare assai assurdo, c’è più di una spiegazione scientifica.
La scienza di riferimento è quella neurale.
Le prime 4 stanze sono la preparazione del rilassamento mentale (fisico ed emotivo) necessaria per poter accedere alle intuizioni. La quinta stanza è il terreno in cui seminiamo il nostro auto accrescimento, sia per le immagini che vi creiamo (ricordo che la Stanza del Potere Personale contiene l’altare all’Io), sia per l’esercizio di volontà che vi facciamo ogni giorno.
Tutto questo avviene mentre le onde cerebrali scendono al livello del rilassamento profondo (theta), laddove il censore (emisfero sinistro) non può più intervenire come giudice, ma soltanto come supervisore (alquanto disattento), capace di direzionare lo sguardo dell’attenzione.
Nella Stanza n.6, invece, il rilassamento tocca l’apice delle onde delta, prossime allo stato di sonno (REM), portandoci in un terreno dove il censore non può arrivare.

La Stanza n.7 è il primo passo di ritorno ad una dimensione mentale tipo theta.bambino
Il censore/supervisore, qui, si troverà in mano un messaggio dall’al di là e non saprà come tradurlo. Ecco perché chiederà aiuto al nostro Io-Bambino.

“Quando siamo bambini, siamo tutti altamente creativi”.
Questo il risultato di un test progettato dalla NASA (per testare i livelli di genio dei propri ingegneri), sottoposto a bambini di 3 anni.
E l’Io-Bambino lo sa bene. La sua curiosità che lo porta ad esplorare tutto, a distruggere tutto ed a ricombinare tutto, è l’esempio più potente della funzione “creatività” della nostra mente.

Nella stanza n.7, l’Io-Bambino è “lo specchio dell’Immaginazione fuori dall’Immaginazione”.
Più volte abbiamo detto che l’Immaginazione è un grande Fiume ed l’Io-Bambino è la nostra immagine rilfessa sulle sue acque.

La capacità del Bambino, in questa stenza, è quella di guardare alle cose con occhi sempre nuovi, curiosi, che smontano e rimontano, che sperimentano anche se sanno, perché collegati alla Saggezza Universale.
Ecco perché dobbiamo chiedere al nostro io-Bambino di tradurre il linguaggio dell’Immaginazione in una lingua comprensibile dal censore, dall’emisfero sinistro, dalla logica delle parole.

3. I Giochi di Bimbo

In questa Stanza, troverete ogni volta il vostro Io-Bambino giocare con un gioco diverso.
Qualche volta potrà giocare anche solo con le sue mani, immaginando che siano persone, aerei, astronavi o chissà che.
Per il resto, tutti coloro che entreranno nelle stanze all’interno del percorso, vi apporranno il proprio simbolo della Creatività, creato insieme in precedenza, al fine che stimoli il nostro genio creativo.
Inoltre, essendo anche la stanza della Creatività, ogni tecnica imparata nello Smarthink/IdeaZone, potrà essere qui ricondotta e trasformata in gioco/oggetto (potete portarci anche “I 6 cappelli” di DeBono, appendendoli su un attaccapanni, ad esempio).

Per cui, l’arredamento di questa stanza, sarà composto prevalentemente da un tappeto e tanti, tanti giochi.

giochi(1)

Matteo Ficara, LeMat

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