Magazine Diario personale

I.n.r.i.

Da Gloutchov

I.N.R.I. Questo romanzo l'ho letto in meno di tre giorni. È entusiasmante e non lo si vorrebbe mai abbandonare. L'argomento è solletticoso. Karl è uno psicologo mancato. Ha difficoltà nei rapporti sociali, con le donne ha relazioni complesse e al limite dello scontro. È però una persona capace di fare sacrifici, ed è ossessionato Jung, dalla religione, dai ragionamenti sulla fede e sul rapporto tra uomo e chiesa.  La sua vita in cerca di un significato lo conduce nell'abitazione di uno scienziato, un uomo che afferma di poter mandare nel passato degli animali... il viaggio nel tempo è possibile, solo che il rientro è piuttosto burrascoso, tanto che le cavie tornano indietro vive, ma ferite gravemente. Altra pecca, non è possibile andare nel futuro. Karl è affascinato da questa scoperta, tanto che alla fine si lascia convincere a diventare una cavia umana per sperimentare il viaggio nel tempo. Però pretende di scegliere la data in cui essere spedito. Vuole essere a Gerusalemme, nel 28 A.C. per poter assistere all'arrivo di Gesù, alla sua crocifissione e... ma il passato non è come si aspetta. L'arrivo è fatale. La macchina del tempo viene distrutta durante l'impatto col suolo. Lui sopravvive, e viene raccolto da una tribù di Esseni, guidata proprio da Giovanni Batista. Una volta ripresosi dal terribile viaggio (costole rotte, ferite, etc etc), scopre che Gesù è un poco di buono, un furfantello mezzo ebete, che Maria e Giuseppe hanno altri figli, e che Gesù è frutto di una violenza... e non di chissà quale immacolata concezione. La notizia porta Karl alla disperazione. Fugge nel deserto, dove quasi muore. Qui ha allucinazioni, soffre la fame, ripensa alle volte in cui aveva tentato il suicidio. Poi viene raccolto da dei viandanti, e senza che se ne accorga, comincia a ripercorrere i fatti del vangelo, come se fosse lui stesso il Nazareno.
Spero mi perdonerete lo spoiler di qui sopra. Del resto la trama di questo romanzo è assolutamente vincente. Lo stile narrativo è perfetto. Il legame tra presente, passato, la storia di Gesù e quella di Karl, è un intreccio tessuto con maestria. Non ci sono difetti... se non qualche piccola libertà nella traduzione dal testo originale (e che si rivela nelle note alla fine del libro). Tutto ciò non pregiudica il romanzo, sicuramente uno dei più belli che ho letto negl'ultimi tempi.

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