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Internet, solitudine e soddisfazione personale

Da Psychomer
Internet, solitudine e soddisfazione personaleL'uso di Internet sta crescendo a vista d'occhio e già molto inchiostro è stato usato per scrivere previsioni sulle conseguenze psicologiche che il suo utilizzo avrà sul nostro tempo "extra-web". Molti di questi commenti si basano su mere congetture derivanti da studi trasversali, condotti su campioni ridotti e che spesso mostrano risultati contrastanti. L'ultimo contributo, a mio parere molto più valido dei suoi "colleghi", è stato fornito da Irena Stepanicova e colleghi, i quali hanno coinvolto un campione di massa ed in molti casi i soggetti sono stati seguiti longitudinalmente. I risultati suggeriscono un rapporto inversamente proporzionale tra il tempo trascorso in internet ed i rapporti sociali e la soddisfazione personale: maggiore è il tempo trascorso in Internet e maggiori saranno anche la solitudine e l'insoddisfazione per la propria vita. Andiamo a vedere lo studio nel dettaglio.
La ricerca ha coinvolto oltre 13.000 statunitensi, reperiti casualmente tramite l'elenco telefonico, che hanno risposto a domande indaganti l'utilizzo di internet, la solitudine e la soddisfazione personale. Le interviste, che sono durate circa due anni (2004 e 2005), avevano già segnalato un trend di cambiamento sull'utilizzo di internet ancora prima di essere analizzate, poichè i dati raccolti nel primo anno differivano molto da quelli del secondo; alcuni soggetti (754) sono stati inoltre intervistati entrambi gli anni, in modo da ottenere anche alcuni dati longitudinali.
Un aspetto importante del contributo è che i ricercatori hanno impiegato due diverse misure per indagare l'utilizzo di Internet:
1- Diario: ai soggetti è stato chiesto di annotare come avevano trascorso sei ore specifiche (selezionate appositamente) del giorno precedente.
2- Ricordo Globale: è stato chiesto ai partecipanti di riferire, nel modo più dettagliato possibile ciò che avevano fatto nelle 24 ore precedenti.
L'analisi trasversale dei dati ha evidenziato che i soggetti che hanno riferito di passare più tempo in Internet hanno anche segnalato punteggi più alti per la solitudine e l'insoddisfazione personale. Questa associazione è stata maggiore nella condizione Diario, e anche se il valore della connessione tra le variabili non è stato elevatissimo, messo in prospettiva, è risultato 5 volte maggiore della connessione tra la solitudine e il poco tempo tarscorso con amici e parenti.
Per quanto riguarda la web-comunicazione, le misure a livello mondiale hanno inoltre dimostrato che trascorrere molto tempo in servizi di chat, instant messaging e newsgroup è associato a livelli maggiori di solitudine.
I dati longitudinali hanno invece dimostrato che l'utilizzo di Internet per singola persona è aumentato nettamente tra il 2004 e il 2005 e che, nel caso di utilizzo eccessivo di servizi come instant messanging e chat il tempo trascorso in rete è aumentato proporzionalmente alla solitudine. Inoltre, la condizione Diario ha evidenziato che il maggiore utilizzo di Internet sia associato anche ad una minore soddisfazione per la propria vita.
I ricercatori hanno concluso dicendo:" speriamo che il nostro contributo possa essera di stimolo per studi futuri [...] ma a questo punto qualsiasi profezia sul fatto che il maggiore utilizzo di Internet sarà causa, in futuro, di elevata solitudine e insoddisfazione sarebbe assolutamente prematura".
Forse il messaggio più importante che emerge da questa ricerca è che i risultati sono spesso contrastanti e troppo dipendenti dai metodi di indagine ed analisi utilizzati: basti pensare alla differenza di risultati raccolti da due condizioni, Diario e Ricordo Globale, comunque molto simili. Il secondo messaggio è che il maggiore tempo trascorso in rete è associato ad una maggiore solitudine, ma anche in questo caso non si consce il nesso causale, pertanto potrebbe anche essere l'elevata solitudine che fa trascorrere più tempo in rete, magari alla ricerca di una relazione sociale. Il terzo è che Internet, indipendentemente da quanto è usato, non deve sostituirsi alle relazioni face to face.
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Bibliografia
- Fonte: BPS Research Digest
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