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Intervista a Flavio Aquilone, doppiatore di Zac Efron e Cory Monteith

Creato il 22 aprile 2014 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Intervista a Flavio Aquilone, doppiatore di Zac Efron e Cory Monteith

22 aprile 2014 • Interviste, Vetrina Cinema

Flavio Aquilone, l’intervista: “Cresciuto con Draco Malfoy in Harry Potter. Di Zac Efron mi piace la sua completezza. Sono legatissimo a Cory Monteith”.

Oggi al cinema ha avuto il piacere di incontrare il doppiatore e attore, Flavio Aquilone. Flavio ha raccontato cosa ha significato per lui doppiare attori come Zac Efron, Dev Patel in The Millionaire, il compianto Cory Monteith in Glee ed infine Tom Felton, celebre Draco Malfoy dell’amatissima saga di Harry Potter.

Come hai dichiarato in diverse interviste, ti sei avvicinato molto presto al mondo del doppiaggio. Cosa hai provato la prima volta che hai sentito la tua voce cucita addosso ad un attore?

Sentirsi per la prima volta incisi è una grande emozione. Avevo quattro anni quando ho prestato la voce al mio primo personaggio e si trattava di un cartone animato. Ero incuriosito e divertito all’idea di poter dare vita a un carattere attraverso l’uso della mia voce, seguendo le orme di un attore che precedentemente aveva svolto lo stesso ruolo. La prima volta che invece ho sentito la mia voce al cinema avevo nove anni. Quella è stata una sensazione indimenticabile..

Tra i personaggi che hai doppiato c’è il celebre Draco Malfoy in Harry Potter. Cosa hai amato e odiato di questo personaggio?

Draco è stato il mio primo ruolo da antagonista e ho trovato stimolante confrontarmi con un carattere così distante dal mio. Ovviamente è un personaggio rappresentativo di una saga che ha avuto un successo mondiale e che quindi mi ha dato notorietà nel mio ambiente. Seguire il lavoro di un attore per dieci anni ti da modo di crescere insieme a lui. È un personaggio che si rende odioso, ma è concepito per essere tale, quindi l’attore riesce perfettamente nel suo compito.

Tom Felton

Doppiare Dev Patel in The Millionaire ti ha permesso di vincere il premio di Miglior Voce Maschile nella sezione cinema al Gran Galà del doppiaggio. Cosa porti nel cuore di questa esperienza e quali aspetti ti sono piaciuti maggiormente?

Ricordo con grande piacere The Millionaire, è stata una lavorazione fantastica. Ho avuto modo di recitare quasi sempre insieme ai miei colleghi al leggio (una rarità al giorno d’oggi) e abbiamo lavorato con serenità e concentrazione. In sala c’era un clima positivo, e la direttrice Ludovica Modugno è stata una guida importante. Il riconoscimento che mi è stato dato mi ha gratificato molto: ero per la prima volta in nomination con colleghi più grandi e con più esperienza.

La tua voce è legata anche a Zac Efron, un attore molto amato. Secondo te cosa piace di più di questo attore alla gente e cosa maggiormente a te di lui?

Penso che il fattore che determini maggiormente il suo successo sia proprio la sua completezza: sa recitare, sa ballare, sa cantare ed è anche di bell’aspetto. Personalmente ho avuto modo di apprezzarlo nel film Segui il tuo cuore (Charlie St. Cloud), forse perché in un ruolo diverso da quelli a cui siamo abituati, e penso che stia crescendo molto come attore.

Zac Efron

Diversi mesi fa è venuto a mancare un attore a cui sei molto legato: Cory Monteith. Come hai reagito quando hai appreso la notizia? Quali aspetti ti piacevano maggiormente di lui nel doppiarlo?

La morte di Cory ha sconvolto un po’ tutti noi di Glee. Appena ho letto la notizia ho sperato che fosse uno scherzo. In questi anni non ho avuto modo di conoscerlo personalmente, ma ero comunque molto legato a lui. È inevitabile affezionarsi a un attore a cui presti la voce per anni ogni settimana. Mi dispiace che la gente lo abbia da subito giudicato per la sua debolezza, ma credo che sia doveroso non cadere nel facile giudizio e provare a mettersi nei panni di chi affronta un percorso così difficile per superare una dipendenza. Mi piaceva molto la sua naturalezza, la sua spontaneità nella recitazione.

Quali sono i momenti di Glee legati a Monteith che ricorderai con maggiore piacere? Puoi elencarci qualche scena che ti rimarrà impressa più di altre?

Finn è un personaggio molto vero, in cui è facile immedesimarsi. C’è un po’ di Finn in ogni adolescente: il suo senso di inadeguatezza, le sue incertezze riguardo il futuro, la sua storia d’amore e le sue vittorie. È molto meno idealizzato di qualunque altro personaggio di Glee, e ci sono diverse scene che mi hanno particolarmente colpito. Una fra tutte quella in cui accompagna alla stazione Rachel e la lascia libera di andare a coronare i suoi sogni, sapendo che questo significa perderla.

Ci sono altre esperienze che ti piacerebbe ricordare con grande piacere?

In estate ho doppiato il primo capitolo di Shadowhunters-Città di Ossa e il nuovo Percy Jackson. Presto la voce a Junior nella serie Under The Dome, personaggio che mi stimola particolarmente per la sua follia. Ho recitato, come attore, in un film indipendente. Il set è sempre un’esperienza divertente.

Dal punto di vista lavorativo, come ti vedi tra una decina d’anni?
Spero di crescere professionalmente con esperienze che spaziano dal set al teatro, e spero di poter far conoscere anche il mio volto oltre alla mia voce.

Secondo te, cosa cambierà, in questi anni, nel mondo del doppiaggio?

In questi anni il doppiaggio è cambiato moltissimo: con l’evolversi della tecnologia si è arrivati a un livello tecnico altissimo, il che però ha aumentato drasticamente la produttività, danneggiando a volte la qualità dei prodotti. Il mio augurio è che si torni a prestare maggiore attenzione e cura al lato artistico di questo affascinante mestiere.

Di Francesco Sciortino per Oggialcinema.net

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