Magazine Diario personale

Invito a nozze

Da Mizaar

gay22222Ritengo di essere una persona normale ( dal vocabolario on line della Treccani: normale agg. [dal lat. normalis «perpendicolare», der. di norma (v. norma)]. – Che segue la norma, conforme alla norma, quindi consueto, ordinario, regolare, e sim. ) Ho una normale vita di persona adulta, di docente, di madre e moglie. In una simile condizione qualsiasi cosa o evento o persona che si discosti dalla mia normalità dovrebbe darmi un qualche pensiero, secondo il vangelo di Angelino Alfano. Perché il ministro dell’interno, è fortemente preoccupato per la comunità tutta delle persone normali che vivono in Italia e dichiara di essere uno strenuo difensore della famiglia eterocombinata, formata dalla santissima trinità padre, madre e figlio e/o figli. Sulla base delle sue preoccupazioni strilla come un’aquila  e invia una circolare ai prefetti, che ha come unico obiettivo quello di vietare la trascrizione delle nozze gay contratte all’estero da persone normali, uguali a me e a tanti altri come me. Ma il sindaco di Roma Ignazio Marino, in barba alle disposizioni di cotanto ministro e del prefetto Giuseppe Pecoraro, ha deciso di riconoscere le nozze di quelle normali persone, uguali a me e a tanti altri come me, che hanno famiglie formate da madri/madri o padri/padri più figli, sposate all’estero perché la Costituzione italiana non riconosce le nozze gay. Il sindaco Marino ha solo  “ autografato “ il certificato di riconoscimento di queste unioni, secondo l’ineffabile Alfano, ma la Corte Europea dei diritti dell’uomo e un tribunale italiano, quello di Grosseto, dissentono e hanno aperto la strada alle trascrizioni delle nozze tra persone dello stesso sesso contratte all’estero, riconoscendo al tempo stesso i diritti delle coppie di fatto. Una circolare ministeriale che si pone in contrapposizione con le decisioni degli organi di giustizia comunitari e nazionali e’ illegittima e, in quanto tale, annullabile di fronte al Tar. Stamani in Campidoglio sono stati riconosciuti sedici matrimoni di persone normali uguali a me e a tanti altri come me, contratti all’estero. È stato piacevole vedere tanta gente festosa e tanti famigliari festeggiare le sedici coppie. Ma è spiacevole constatare quante persone considerano anormale cioè che è palesemente normale, che non riconoscono principi legittimi di uguaglianza e democrazia e cittadinanza a quelli che ritengono anormali perché vivono in modo differente la loro vita sessuale. Tra le tante voci di dissenso le ire dei vescovi: “Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile”. Parlano di presunzione, i vescovi, parlano e non sanno che la presunzione è quella di definire sane e legittime le sole unioni eterosessuali. Che argomenti hanno per motivare normali questo tipo di unioni? Da persona normale rispetto la normalità di chi vive la propria sessualità nel rispetto dell’altro, nell’amore verso l’altro. Sarebbe bastato invitare a nozze, a quelle nozze festose con parenti e genitori e amici, sia il predicatore Alfano che i vescovi italiani. Si sarebbero ricreduti. Dove c’è accettazione di una normale normalità, c’è civiltà.


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