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Io, bella di giorno

Creato il 27 luglio 2012 da Ciro_pastore

IO, BELLA DI GIORNO IO, BELLA DI GIORNO La doppia vita di una piccola impiegatuccia annoiata costretta a vivere da “ bella di giorno ma disperata di notte” Bella di giorno, Paolo Conte http://www.youtube.com/watch?v=-Ko5GGFB9pA ) Le chiamano “belle di giorno”, il nomignolo nasce dal titolo di un famoso film, “Bella di giorno” appunto, del 1967 del regista Luis Buñuel e del cui cast fanno parte una straordinaria Catherine Deneuve, Jean Sorel, Michel Piccoli. Sono donne che conducono un’apparente irreprensibile vita familiare, spesso hanno anche un lavoro ma che durante la giornata, prima tornare al focolare domestico, si danno ad una forma più o meno spinta di prostituzione. Sono donne che tentano di conservare un’immagine di onestà e probità borghese per tutelare se stesse e la propria famiglia dal disonore che un’aperta ammissione del proprio inconfessabile “secondo lavoro” causerebbe. Ma quali possono essere le motivazioni profonde che spingono una donna priva di necessità economiche ad abbracciare una così anomala condotta di vita? Probabilmente, il primo fattore stimolante è da ricercare nella voglia di combattere la routine, cioè la noia di una vita senza grandi scossoni, senza troppi problemi. In sostanza, è proprio non dover combattere con i problemi quotidiani che può portare a desiderare qualcosa di eccitante ed a mettersi nel giro.
Può accadere come alla bella Séverine, interpretata da Caterine Deneuve, nel film Belle de jour,che per noia e insoddisfazione si ritrova a frequentare una casa d'appuntamento a Parigi. Oggi, magari, non c’è più la necessità di aggregarsi ad una casa di appuntamenti, basta una discreta conoscenza di internet o sfruttare le relazioni derivanti dalla propria attività lavorativa, et voilà, il gioco è fatto.
Analizzando la scelta dal punto di vista della psicoanalisi spicciola, occorre notare che la bella di giorno è sicuramente una donna alla ricerca diemozioni forti. Non le basta, cioè, sentirsi desiderata, come sarebbe anche comprensibile. No, quello che la fa sentire viva è che ci sia un uomo disposto a pagare per i suoi “servizi particolari”. Pagare, poi, è un termine da considerare in maniera ampia. Non necessariamente, infatti, ci deve essere il materiale passaggio di danaro. La bella di giorno, infatti, accetta qualsiasi bene o servizio che sia in qualche modo monetizzabile o fruibile.
Nel film Bella di giorno (su youtube è disponibile l’intero film http://www.youtube.com/watch?v=4TaRWJKs148 ), Séverine è la moglie di un medico ed è affetta da seri problemi di relazione interpersonale che la portano a vivere una vita affettiva distorta. Fredda e distaccata col marito, cerca rifugio tutti i pomeriggi in una casa d'appuntamenti in una splendida Parigi degli anni sessanta, dove, attraverso la prostituzione, pratica su se stessa una sorta di psicanalisi che possa condurla ad uscire dalle sue ansiose fobie. Solo la prostituzione “giornaliera” le consente, in fondo, di poter sopportare una vita noiosa e priva di senso. Ovviamente, per le più recenti versioni delle belle di giorno, la motivazione economica si affianca potentemente a quella terapeutica. Avere un “cliente” non solo è utile in funzione dell’aumento dell’autostima o per placare l’ansia di vivere. Il “cliente” è un mezzo, uno strumento intercambiabile direi, per raggiungere uno stato di calma placata che solo il possesso di oggetti valore riesce ad infondere in personalità che temono di perdere la loro sicurezza ed identità. Ebbene sì, un cliente – per le belle di giorno - non toglie dignità, anzi aggiunge identità. Individui, donne che hanno smarrito il loro ruolo sociale, riescono in questa maniera atipica a compensare non solo psicologicamente il proprio disagio complessivo. Si tratta, infatti, di solito di donne che ricoprono ruoli marginali professionalmente e che, convinte di valere molto di più di quanto realmente valgono, provano a ristabilire la propria autostima cercando conferme anomale nella prostituzione. Ovvio, che nella loro mente offuscata, il loro comportamento non venga vissuto come una prostituzione. Non potrebbero ammetterlo, non solo verso gli altri – come è naturale che sia -  ma nemmeno con se stesse. Quindi, in una sorta di dissimulazione autoreferenziale, ammantano le loro sordide relazioni “commerciali” avvolgendole in un falso ed ipocrita involucro romantico, in cui il cliente diventa l’uomo dei sogni, fintato che “paga” e le mostra attenzioni. In qualche caso, poi, si innesta anche l’avventuroso spirito della Mata Hari. Per dare un ulteriore parvenza di romanticismo e di eccitazione da romanzo Harmony, la bella di giorno costruisce le sue relazioni con uomini con cui condividere il brivido del reato. Può capitare, infatti, che il cliente/eroe sia un personaggio che ricavi a sua volta vantaggi dall’operato da spia della “bella di giorno”. Insomma, il loro piacere erotico viene esaltato come due malfattori uniti dal comune reato. Il fenomeno delle Belle di Giorno è diventato così comune che è nato perfino unsito di incontri erotici, con annunci personali di accompagnatrici, escort,
con foto e numeri di telefono gratis 
www. belledigiorno.com).   Esiste, poi, anche una particolare pianta la Hemerocallis i cui fiori vengono chiamati Belle di giorno. Il loro nome scientifico deriva dal greco e significabellezze di un solo giorno, ciò è dovuto al fatto che i fiori di queste piante sbocciano al mattino e durano solamente per una giornata. Le “belle di giorno” che conosciamo noi, invece, provano ad esserlo per sempre…

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