Magazine Diario personale

Io in:"Via Crucis..."

Da Silvia

I°Stazione:Via del praticello fiorito in Maggio,entro in macchina,mi guardo nello specchietto retrovisore e mi devo arrendere alla triste realtà,quella lì riflessa sono proprio io.
Le occhiaie sfiorano la zona narici,la pelle ha l'aspetto di un lenzuolo preso in bocca da una mastino e ciancicato con foga canina.
Il pallore è preoccupante,abbacina come neve al sole,i capelli appaiono come il pandoro sul termosifoni nei tempi d'oro.
II°Stazione:bretella Roma-L'aquila,mi pettino la chioma con spazzola ragno gialla-dentini smozzicati,i capelli reagiscono con un violento stato elettrico pericoloso per la salute(devono stare lontano dal mio autoveicolo i portatori di by-pass e pacemaker).
III°Stazione:Via Tiburtina,inizio a stendere il fondotinta ed il copriocchiaie di due toni sotto al mio,ovvero color porcellana-uova di Fabergè o tristi pierrot sui letti d'un tempo.
IV°Stazione:Via Tiburtina solo un pò più giù,picchietto la cipria impalpabile, ottima texture(ma che significa letteralmente?)e pennello il fard sugli zigomi sporgenti, finalmente un pò di colore,abbandono lo stato di rigor mortis con gioia e sollazzo.
V°Stazione:tangenziale est,metto il rossetto sulle labbra rinsecchite come pezzette sul bordo del lavandino e loro ringraziano,si distendono,sbadigliano,si colorano lucide e vezzose.
VI°-Stazione:tangenziale est,solo poco più ad est di prima,attacco gli occhi,sfumo con pennellino tracce scure attaccate alla rima palpebrale(bella questa eh?l'ho imparata negli anni novanta)ed al centro dell'arcata anch'essa palpebrale.
VII°Stazione:semaforo di via Livorno,giusto il tempo di usare il piega ciglia,gli automobilisti accanto alla mia macchina mi guardano inorriditi, come se stessi per cavarmi gli occhi con un denocciolatore per olive.
VIII°Stazione:Viale ventuno Aprile(ma dalla fila di automobili direi anche ventidue-ventitrè)è giunta l'ora del rimmel e della lotta contro il grumo che appesantisce lo sguardo,Dio ce ne scampi e liberi dal grumo.
IX°Stazione:Via Nomentana(qui potrebbe avvenire tranquillamente anche il trucco sposa e madre della sposa,tanto c'è tempo a iosa)inizia l'attacco al pelo sopraccigliare superfluo,mai nulla fu più superfluo di lui,via allo spinzettamento selvaggio pertanto.
X°Stazione:Via Nomentana altezza via Gorizia,tiro fuori il mio profumino da borsa e rinfresco collo,polsi e capelli(lo sò,uno strano vezzo ma tant'è).
XI°Stazione:Via degli Appennini, cerco il parcheggio disperatamente ed intanto tolgo il trucco in eccesso con veline leggere(non è vero,non ho mai posseduto veline leggere,pulisco guance e labbra,baciando e strusciandomi sui fogli dell'assicurazione,sul cid,sulla vecchia lista della spesa).
XII°Stazione:Variabie,dipende da dove parcheggio,sguardo d'insieme nello specchietto anterovisore,sprimacciamento capelli,sorrisi finti nel nulla.
Scendo dalla macchina e mi sento molto meglio rispetto alla lontana prima stazione,quasi...resuscitata oserei dire.
Perdonatemi ma dovete cercare di comprendermi,quando, per fare otto chilometri ci si impiega, un'ora abbondante ogni santa mattina(pari ad egual percorso nella campagna indiana, nel mese delle alluvioni,con trabiccolo autoctono),bisogna pur utilizzare il tempo in maniera fruttuosa,vi dò solo un consiglio da amica:evitatemi come la peste per le prime otto stazioni abbondanti,datemi retta.

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