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Ispettori di lavoro giallo cercasi

Creato il 09 marzo 2014 da Blogaccio @blogaccioBlog

panificio EddyDeFalcoEddy è andato via, ha deciso di togliere il disturbo e chiudere la Sua pizzeria. Ligi, indefessi, gli ispettori di Poletti hanno svolto il loro dovere di contrasto allo sfruttamento del lavoro nero, “fattore essenziale per accrescere la legalità nel nostro paese”. Eddy è andato via, ma il Suo dolore disperato, il Suo sacrificio estremo non hanno risolto il problema del lavoro nero in Campania come in Toscana, a Napoli come a Milano. La pizzeria di Eddy è chiusa ed ora il mercato è libero per i ristoranti cinesi che aprono ad ogni angolo delle nostre città senza controlli, senza ispezioni, esenti da tasse, senza regole e spesso senza igiene. Non gli è bastato infornare anche il pane, la pizzeria di Eddy rischia di non riaprire mai più. A nulla serviranno le due Fedi alle dita per reggere la concorrenza sleale della globalizzazione alla Sua piccola, dolce, fedele, provata ed inconsolabile moglie. Senza capitali per Lei ed i Suoi figli altri ispettori di lavoro nero sono già in agguato sull’uscio della panetteria di Eddy. Hanno direttive precise: contrastare il lavoro nero, ma lasciare indisturbati il lavoro giallo. Vengono, comprano, monopolizzano interi settori merceologici, non rispondono alle Leggi, non assumono italiani, annientano la concorrenza nostrana producendo senza regole e per loro non c’è mai Asl, Guardia di Finanza, ispettori del lavoro, nulla. Vivono e producono in casa nostra in regime franco. Eddy e la Sua famiglia sono esclusi, loro devono accrescere la legalità del paese pagando fino all’ultimo centesimo della loro vita. Perché i politici, i giornali, le forze sociali non denunciano i taciti accordi internazionali che permettono l’arrivo nei nostri porti di containers stracolmi di merce? Perché i politici, i giornali, le forze sociali non denunciano le banche che concedono mutui senza garanzie a pseudo-imprenditori d’oriente mentre strozzano chi prova ad industriarsi per lavorare? Perché si trasferiscono miliardi di euro di profitti in Cina impoverendo ancor di più la nostra economia senza che alcuno chieda di pagare dazio?
Fioriscono le Cina town in tutte le nostre città con ristoranti, ipermercati all’ingrosso, migliaia di negozi al dettaglio che nessuno controlla, che non rilasciano scontrini fiscali perché privi nella quasi totalità dei casi di registratori di cassa, che impiegano centinai di addetti in schiavitù e mai che ci sia un controllo serio, una chiusura definitiva, una espulsione con accompagnamento all’aeroporto. Dobbiamo denunciare i trattati internazionali che hanno distrutto il lavoro e l’economia e ridotto alla disperazione milioni d’italiani…


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