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ITA Primo viaggio in 4: il ritorno!

Creato il 23 novembre 2012 da Valeskywalker @valeskywalker
DISCLAIMER PER LE LETTRICI AFFEZIONATE Quando vado via per qualche giorno, pare che una banda di elfi scatenati si diverta a mettere a soqquadro tutta la casa: i metri cubi di casino che sto ancora affrontando sono la ragione del ritardo nello scrivere della mia prima esperienza, a lungo aspettatata, con impazienza ( ferma qui dalla 38esima di gravidanza fino ai due mesi e mezzo di Alice, un record) e timore ( la mia schiena ce la fara'? svvero' di sonno arretrato sulle scale della metro mentre mi illudo di essere Hulk e cerco di salirle con la Viatrix, la Meraviglia e il Passeggione ?).
Primo viaggio in 4: il ritorno! 
(in corsivo i tips strategici e parafilosofici di una madre viaggiatrice con un sacco di sonno arretrato)

Eravamo li' in piedi pigiati nel "pianerottolo" del treno, quello spazietto fuori dalle carrozze dove quelli che sono di fretta o hanno i bagagli grandi si ammassano tutti alcuni minuti prima che il treno arrivi a destinazione.
Non che noi fossimo di fretta, ma siccome la Viatrix si era comportata benissimo girandosi e rigirandosi sul sedile bello spazioso del Tgv, non volevamo sfidare ulteriormente la sorte e concludere con un repentino pianto isterico di protesta un  viaggio rapido (3 ore e 40 con 1 cambio) e indolore (niente crisi di pianto o capricci: tra guardare il paesaggio fuori dai finestrini, giocare a incollare mini post it colorati sul finestrino medesimo, un mandarino, un panino e un paio di pintoni di latte, non ha nemmeno degnato di attenzione quei 3 giochi che avevo messo nello zaino per intrattenerla: la lavagnetta col pennarello d'acqua, le coppette impilabili e i pupazzetti da dito).
Percio' il Senator teneva con una mano la valigiona con tutto il necessario per noi quattro (ormai non abbandoniamo piu' la tecnica dei sacchettoni sottovuoto per comprimere i nostri vestiti in valigia), e con l'altra il Passeggione (3 kg piu' pesante del Volo, ma abbiamo scelto di portarci dietro questo perche' 1) si reclina tutto e quindi entrambe le bimbe possono dormirci dentro, 2) e' piu' scafandrato per il freddo) e la Viatrix dentro. A un paio di personeconvaligia di distanza, stavo io con addosso Meraviglia nel Mei Tai e la valigia a mano del Senator con dentro abito e necessario per il suo lavoro, che questa gita Parigina e' stata una inaspettata quanto felice combinazione tra i suoi impegni del venerdi' e il cadere del suo compleanno.
Un signore accanto a me chiede se puo' aiutarmi portandomi giu' la valigia quando scenderemo, tra pochi minuti. Si, grazie. Ha anche altri bagagli Madame? Si ma ci pensa mio marito. Un cenno di saluto tra i due. Ne avete solo due (indicando le bambine)? Per ora si, non oso immaginare come fanno a spostarsi quelli che ne hanno tre. Oh, Madame, fanno come si fa sempre da che si diventa genitori: si prende l'abitudine.
Ecco, questa frase e' il succo del post: se siete finiti qui tramite i meandri di google per avere un pat pat di incoraggiamento o qualche consiglio pratico su come affrontare un viaggio con due bambini piccoli (2 mesi e mezzo e 2 anni e un mese), sappiate che si, si puo' fare, che richiede una certa dose di resistenza fisica, di organizzazione, di improvvisazione (non si puo' prevedere mai tutto e non e' neanche sensato provarci, alla fine senno' che vacanza e') e tutto cio', una volta cominciata l'avventura, diventa naturale perche' ci si prende l'abitudine.
Se avete la volonta' di viaggiare, non sara' ne' un figlio ne' due ne' ulteriori a fermarvi, dipende solo da voi rendere il vostro viaggio compatibile con loro e rendere loro compatibili con il viaggiare: anche i bimbi, nelle loro capacita', prendono l'abitudine a essere spostati.
Raccolta questa perla di saggezza, siamo scesi e la nostra gita parigina e' iniziata.
I luoghi sono come le persone, ad alcuni piacciono e ad altri no. Io non ho un  buon karma con Londra, per esempio. Ma, come direbbero i francesi, j'adore Paris.
Per gli stessi motivi per cui amo Torino, la mia citta': l'atmosfera di quella luce lattea d'inverno che si fonde con quel tipo di architettura, tra palazzi, porticati e parchi e alberi dalle foglie ingiallite, le botteghe traboccanti di gourmandises, i negozi e le librerie di persone e non esclusivamente di networks tutti uguali nel mondo, i tavolini con le persone sedute davanti a un caffe' o a un vinello della casa con uguale nonchalance.
Pero' Parigi e' grande enne volte Torino, quindi tutti questi piaceri per gli occhi e per lo stomaco sono a loro volta enne volte piu' grandi.
E mi piacciono anche Parigini: come i francesi quaggiu' nel settantaquattresimo, sono estremamente cortesi ed educati A vivere qui in Francia ormai non posso fare a meno della mia dose di 40 bonjours e merci quotidiani. Non tutte le fermate della metro sono dotate di ascensore, ma basta fermarsi un minuto davanti alle scale col passeggino o con un grosso bagaglio, e almeno un paio di volontari si materializzano sempre per aiutarti, di qualunque eta', estrazione etnica o sociale.  I camerieri sono rapidi nello spostare sedie e tavolini per far entrare il Passeggione dentro i luoghi piu' affollati, ne' loro ne' i nostri vicini di tavolo sono disturbati dall'eventuale pianto di un bambino e se provi a "scusarti" ti rispondono che non solo c'est pas grave, ma sono bambini, e' normale che piangano e tutti li abbiamo avuti o li avremo.
Poi si, magari sono freddi questi francesi rispetto a noi, ma come mi spiegava  Anna, che ho avuto il piacere di incontrare durante questa gita, i francesi fanno troppi figli  troppo presto per intendere la vita sociale dell'invitarsi a casa per cena che abbiamo noi italiani (e se lo fanno ti danno da mangiare le noix saint jacques che se non hai la papilla gustativa francese sanno solo di gomma e non riesci a sdilinquirti di ringraziamenti, quindi forse e' meglio che non ti invitino a cena :-) )
Fare i turisti con pargoli in una nazione dove le famiglie numerose sono tantissime, rende tutto piu' semplice, scatta quella comprensione e solidarieta' che ti fa rilassare e avere i tuoi piccoli momenti per fermarti ad apprezzare il viaggio, tra una operazione di cura della creatura e l'altra.
Dormire: in Francia, poiche' sono molte le famiglie numerose, non e' difficile trovare stanze da 4 o da 5. Gli Etap o Budget Hotels della catena Accor sono provvisti di family rooms a basso costo funzionali e carine. A Parigi e' un po' piu' complesso rimanere in un budget umano per una stanza "capiente" perche' gli spazi negli alberghi sono ristretti, quini una buona soluzione e' affittare un mini appartamento, che oltretutto avendo la cucina permette di produrre colazioni e pasti per la piccola prole secondo gli orari piu' adatti alla medesima e lasciando poi cosi' i genitori liberi di mangiare fuori all'orario che preferiscono.
Mangiare fuori: nonostante i ristoranti di Parigi diano l'aria di esser troppo affollati per entrare coi mezzi passegginici, i camerieri sono solitamente molto rapidi ed efficienti nel creare lo spazio adatto.
Anche a Parigi, come nel resto della Francia, tutti i ristoranti (vi segnalo questa catena di steak houses particolarmente children friendly, con i pastelli e i disegni da coloro gia' pronti nell'apparecchiatura del tavolo), pure quelli chiccosi che quando ti portano il piatto te lo raccontano tipo fantasia di maiale con pancetta sciogliinbocca caramellizata ai fichi e la sua salsa  al lime dell'Indonesia occidentale, hanno il menu per bimbi a prezzo simbolico e composto solitamente da bistecca o hamburger, patatine o altre verdure e gelato. Come soluzione alternativa, io trovo sempre comodo portarmi dietro un po' di grissini e una busta di prosciutto crudo a fette per eventuali pic nic improvvisati quando la Viatrix avverte il leggero languorino (si, ero io quella che arrotolava prosciutto sui grissini nell'ingresso del Museo d'Orsay) e poter cosi' poi andare a cercare un posto per mangiare con piu' calma: se la luna e' buona puo' persino capitare che nella fase digestiva del pranzo al sacco, si addormenti nel passeggino prima di arrivare a destinazione.
Se vi interessa la zona di Mont Martre, noi ci siamo trovati bene affittando l'appartamento Cezanne da questa agenzia che gestisce diversi mono bi e tri locali. Tutti gli appartamenti sono vicini alla fermata della metro Abbesses che ha un ascensore per salire e scendere dal primo piano sotterraneo alle banchine, quindi ci sono solo due rampe di scalini per uscire. Da Abbesses ci si muove verso il centro con la 12 che incrocia sia la 14 (Madeleine, Gare du Lyon) che la 1 (Concorde, George V etc)
A 10 minuti a piedi da Abbesses c'e' anche la comoda funicolare che porta su alla Chiesa del Sacro Cuore (stesso tipo di biglietto che si usa sulla metro) e permette ai turisti con passeggino o pargoletti di arrivare in cima a Mont Marte, visitare la Chiesa e osservare il panorama spettacolo, senza dover fare l'impresa di scalare il quartiere.
Abbiamo passato dei bellissimi momenti in questi giorni ma la mia cartolina mentale piu' bella e' la passeggiata di venerdi' sera dall'Arco di Trionfo in su, prima tra le luci dei lampioni e dei negozi, poi accompagnati dalle luci natalizie a partire dalla rotonda degli Champs Elysees fino alla piazza Concorde, tra una sfilza lunghissima di chalets natalizi, immersi nell'effluvio di vin chaud, waffles al cioccolato e caldarroste, con le musiche di Natale che trasformavano i nostri passi in saltelli e le persone che camminavano sorridendo felici accanto a noi, pure noi sorridenti e felici: il Senator che spingeva il Passeggione con dentro Meraviglia e io che tenevo nel Mei Tai sulla schiena la Viatrix, che mi tirava i capelli a mo' di briglia, scalciava nelle mie reni a suon di musica e soprattutto mi rendeva felice ad ogni passo col suono della sua risata di bimba.
ITA Primo viaggio in 4: il ritorno!


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