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Italia gramellina

Creato il 25 ottobre 2013 da Albertocapece

tramUna delle numerose leggende che circondano un momento saliente della chimica, racconta che August Kekulé von Stradonitz intuì la struttura ciclica del benzene durante un breve assopimento su un tram a cavalli. La cosa non deve stupire, anzi i colpi di genio sembrano essere comuni sui mezzi pubblici: giorni fa una ragazza in un tram affollato di Torino vedendo che un passeggero non riusciva ad obliterare il biglietto viene colta da una brillantissima intuizione, quella di farlo passare di mano in mano fino a raggiungere la macchinetta timbratrice.

Scena assolutamente normale per chi usa i mezzi pubblici, nondimeno la ragazza fiera di questa stupefacente folgorazione non resiste a raccontarla in uno status su Facebook passandolo come “esperimento antropologico”. E fin qui niente di male. I guai cominciano quando il padre, colmo di orgoglio per la sua Levi – Strauss in viaggio sui tristi tram, narra la scena in una lettera inviata alla Stampa e precisamente alla rubrica Lo specchio tempi, forse per sollecitare l’arrivo di un Pulitzer o forse per fornire un esempio di “pensiero selvaggio” di chi va in giro in auto e detesta i mezzi pubblici, notoriamente usati da incivili tutti da studiare per scoprire che in fondo sono buoni.

Magari non pensava che la lettera sarebbe caduta in mano a quell’infallibile ricercatore di banalità che risponde al nome di Massimo Gramellini: come un rabdomante ha scovato la lettera e l’ha ripresa pari pari nella sua rubrica come fosse una sua esperienza personale, arricchendola solo di una nota finale, di quelle che fanno tremare vene e polsi: “Chi vi ha raccontato la storia è tentato di appiccicarvi una morale che rovinerebbe l’effetto, ma per fortuna rinsavisce proprio all’ultima riga. Ogni tanto succede.” Certo fare pure la moralina dopo aver copiato senza vergogna e senza nemmeno citare sarebbe stato un po’ troppo persino per il curatore dello spazio culturale di “Casa Fazio”.

Mi piacerebbe sapere qual è l’ultima volta che Gramellini ha preso il tram, ammesso che qualche volta sia avvenuto, ma anche quando l’ha preso un tal Dario Salvelli che commentando su L’espresso l’ultima gramellinata invece di scovare il ridicolo di tutto questo, fa il fico e si slancia a rammentarci che l’episodio potrebbe essere stato a sua volta copiato da un dramma di Jean Tardieu, Les amants du metro. Illuminato da tanto sapere, ma sì, faccio anche io il fico e dirò che tutto questo rassomiglia a una commedia di Anonimo del Seicento dal titolo La merda che si rivolta nel badile.


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