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Jeffrey Swann e gli Stuttgarter Philharmoniker

Creato il 23 dicembre 2014 da Gianguido Mussomeli @mozart200657

jeffreyswannPer l’ ultimo concerto del 2014, gli Stuttgarter Philharmoniker hanno invitato come solista Jeffrey Swann, pianista statunitense ben conosciuto anche in italia dai tempi della sua affermazione nel primo Concorso “Dino Ciani”, alla Scala nel 1975.  Nato a Williams, in Arizona, nel 1951, Jeffrey Swann ha studiato prima alla Southern Methodist University di Dallas e poi alla Julliard School of Music di New York e si è affermato in campo internazionale con la vittoria nel concorso milanese, preceduta dal secondo premio nel Concours musical international Reine-Élisabeth-de-Belgique di Bruxelles nel 1972. Da allora, il pianista americano ha percorso una carriera internazionale di primo piano suonando in tutte le principali città europee e americane, con un repertorio assai ampio e variegato che include anche molte composizioni contemporanee, alcune delle quali eseguite in prima assoluta. Ho ascoltato diverse volte Jeffrey Swann in Italia e ho sempre apprezzato l’ originalità delle sue scelte interpretative oltre al suo modo di suonare, basato su una grande varietà e leggerezza di tocco e su un modo estremamente elegante di porgere il fraseggio. Uno di quei pianisti che in concerto raramente deludono e che ti fanno sempre ascoltare qualcosa di nuovo, cosa non sempre facilissima a verificarsi. Mi ha quindi fatto molto piacere riascoltarlo dal vivo, dopo diversi anni.

Per la sua esibizione alla Liederhalle, Swann ha scelto il Concerto in fa di Gershwin, nel quale ha potuto mettere in mostra tutta la raffinatezza delle sue scelte musicali. Una bella varietà dinamica e un’ incisiva sottolineatura delle complesse scansioni ritmiche previste in questo brano erano le caratteristiche principali di un’ esecuzione vivace, sciolta, elegante e molto ricercata nei colori e nel fraseggio, oltre che impeccabile dal punto di vista tecnico. Una prova di notevole livello, che mi ha confermato la classe tuttora intatta di un concertista che ho sempre stimato molto. Bello anche il fuori programma, “Feux d’ artifice”, ultimo brano del secondo libro dei Preludés di Debussy, le cui difficili scale in tempo rapido, accompagnate da note ribattute e seguite da una serie di glissandi, sono state rese da Swann con ottima sicurezza tecnica e un bellissimo gioco di colori variati con grande maestria.

Sul podio degli Stuttgarter Philharmoniker per questa serata era JoAnn Falletta, cinquantasettenne direttrice newyorkese allieva di Leonard Bernstein e Semyon Bychkov, che attualmente ricopre l’ incarico di Music Director presso la Virginia Symphony Orchestra e la Buffalo Philharmonic Orchestra. Nella parte orchestrale del Concerto di Gershwin, preceduto dalla breve fanfara sinfonica “Short ride in a fast machine” di John Adams, la musicista americana ha messo in mostra una bella sicurezza ritmica espressa tramite un gesto chiaro e pulito e un ottimo controllo delle sonorità orchestrali. Nella seconda parte, dedicata alla Quarta Sinfonia di Tschaikowsky, gli Stuttgarter Philharmoniker hanno assecondato molto bene le scelte interpretative di JoAnn Falletta con una prestazione molto ben riuscita sotto il profilo della qualità e pulizia di suono. Una bella esecuzione, molto coerente nelle scelte agogiche e ricca di fervore espressivo senza mai cadere in eccessi retorici a partire dal tono di giusta e sobria drammaticità sinfonica conferito dalla bacchetta al movimento iniziale. Bella la resa della linea melodica nell’ Andantino in modo di Canzona, molto pulito e omogeneo il terzo movimento nei pizzicati degli archi e giustamente grandiosa la resa del Finale, con gli ottoni in evidenza per precisione di intonazione e squillo. Gli Stuttgarter Philharmoniker hanno confermato di attraversare un buon momento di forma, anche se c’ è ancora da lavorare sulla rotondità ed espansione di suono della sezione archi. in ogni caso, una serata piacevole e assai apprezzata dal pubblico arrivato numeroso alla Liederhalle per questo appuntamento prenatalizio.



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