Se siete di quelli che “la dance degli anni ‘90”
era meglio, allora Kiesza fa a caso
vostro, ma se vi aspettate un puro album dance, forse resterete disorientati.
Diventata famosa con l’outsider Hideaway,
numero uno in Inghilterra, prepotentemente entrato anche nella classifica italiana
e rivelatosi tra i tormentoni della passata estate, Kiesza, classe 1989, arriva
adesso con l’album Sound of Woman.
Quattordici brani, tra dance e elettronica, che molto attingono da quel sound e
da quei sintetizzatori anni ’90 che tanta fortuna hanno fatto del singolo di
lancio, che ritroviamo in chiusura in una bellissima versione acustica.
Tra i pezzi di maggiore impatto di questo disco
d’esordio, Giant in my heart, sul
filone elettronico, pezzo al cui ascolto è impossibile non desiderare di
scatenarsi sul dancefloor, e No enemiesz.
Una voce pulita e potente come mostra la bella titletrack, ma anche il brano The Love, in cui l’artista si muove
quasi come una anonima vocalist, ma di cui senza dubbio continueremo a sentir
parlare, non solo per la musica, ma anche per la sua bellezza.
Ma nel disco trovano posto anche midtempo,
come Losin’ my mind, in coppia con Bass, o So Deep.
Omaggio a quell’epoca che la affascina il
pezzo dance What is love di Haddaway, che qui ritroviamo in una inedita
versione acustica, piano e voce, quasi a non voler misurarsi con un mito di cui
però desidera fortemente far parte.
Magazine Gossip
Kiesza, per tutti quelli che “la dance degli anni ’90 era meglio”
Creato il 16 ottobre 2014 da Marianocervone @marianocervone
Se siete di quelli che “la dance degli anni ‘90”
era meglio, allora Kiesza fa a caso
vostro, ma se vi aspettate un puro album dance, forse resterete disorientati.
Diventata famosa con l’outsider Hideaway,
numero uno in Inghilterra, prepotentemente entrato anche nella classifica italiana
e rivelatosi tra i tormentoni della passata estate, Kiesza, classe 1989, arriva
adesso con l’album Sound of Woman.
Quattordici brani, tra dance e elettronica, che molto attingono da quel sound e
da quei sintetizzatori anni ’90 che tanta fortuna hanno fatto del singolo di
lancio, che ritroviamo in chiusura in una bellissima versione acustica.
Tra i pezzi di maggiore impatto di questo disco
d’esordio, Giant in my heart, sul
filone elettronico, pezzo al cui ascolto è impossibile non desiderare di
scatenarsi sul dancefloor, e No enemiesz.
Una voce pulita e potente come mostra la bella titletrack, ma anche il brano The Love, in cui l’artista si muove
quasi come una anonima vocalist, ma di cui senza dubbio continueremo a sentir
parlare, non solo per la musica, ma anche per la sua bellezza.
Ma nel disco trovano posto anche midtempo,
come Losin’ my mind, in coppia con Bass, o So Deep.
Omaggio a quell’epoca che la affascina il
pezzo dance What is love di Haddaway, che qui ritroviamo in una inedita
versione acustica, piano e voce, quasi a non voler misurarsi con un mito di cui
però desidera fortemente far parte.
Potrebbero interessarti anche :
