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Kledi Kadiu

Creato il 04 maggio 2012 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Grazie al suo indubbio talento è diventato un ballerino molto amato dal pubblico italiano e non solo. Cosa ha rappresentato per lei la notorietà?

La notorietà è venuta molto dopo la passione per la danza e le capacità artistiche.
Il talento viene prima di ogni cosa; la notorietà, invece, può venire oppure no…
Ma la gratificazione più grande è stata senza dubbio quella di concludere felicemente gli studi presso la Scuola del Teatro dell’Opera di Tirana e di dare così, dopo tanti sacrifici, una grande soddisfazione ai miei genitori, oltre che a me stesso. Credo che, in fondo, questo sia il sogno di ogni figlio.

La danza, a suo parere, è più arte o più tecnica?

Senz’ombra di dubbio è un’arte.
Come ha detto la grande Vittoria Ottolenghi prima di me, credo che la danza sia la forma d’arte che si avvicina di più all’amore, perché si esprime attraverso il corpo e l’anima. Ho sempre condiviso e trasmesso questo modo di concepire la danza.

Ha fondato la Kledi Dance a Roma. Cosa prova nell’essere un esempio per tanti giovani che vorrebbero la danza diventasse una professione?

Oggi come oggi sono proliferate scuole di danza ovunque: è innegabile che il boom dei programmi televisivi incentrati sul ballo hanno reso la danza una sorta di moda.
Credo però che il dovere di noi insegnanti sia proprio quello di far capire che la danza non è certo una moda passeggera.
Esiste un mondo valoriale e formativo che è trasmesso ogni giorno grazie a questa meravigliosa disciplina…non importa che si scelga la danza come professione o come passione, quello che conta davvero sono i valori tramandati: si tratta di un bagaglio immenso, che arricchisce la persona forgiandone il carattere, prima di ogni altra cosa.

E’ stato più volte coinvolto in Campagne UNICEF. Cosa la spinge a prestare il suo nome a queste iniziative umanitarie?

Da tre anni, insieme ad altri colleghi, sono uno dei volti dell’Unicef perché desidero dare a voce ai diritti delle persone che, per una qualsiasi ragione, non riescono ad affermarli. Ho avuto così tanto dalla vita che, ad un certo punto, è arrivato per me il momento di restituire qualcosa indietro… peraltro per me non si è mai trattato di un obbligo, ma solo un enorme piacere.

Come si legge dal suo sito personale http://www.kledi.it/ , è attualmente impegnato nella direzione artistica del concorso “Sfida tra talenti”. In cosa consiste precisamente questa iniziativa?

Si tratta del primo concorso nazionale che dà la possibilità a tutti i ragazzi non professionisti di età compresa tra i 5 e i 25 anni di cimentarsi in una gara di ballo. Sarà una competizione che tocca tutte le fasce d’età, divise per categorie. Per noi Maestri rappresenta anche l’occasione per verificare il livello generale delle Scuole di Danza che parteciperanno.
Anche se tutti i partecipanti al concorso lavoreranno sodo per esibirsi, solo in pochi riusciranno a vincere i premi messi in palio. Il premio più ambito sarà certamente il viaggio a Londra, per partecipare ad una manifestazione di danza molto prestigiosa; ci saranno comunque molti altri premi in palio, tra cui attestati di grande prestigio.
Una commissione di gara formata da dieci illustri colleghi giudicherà i ragazzi in gara.
Questa sarà anche la prima volta che un concorso di danza sarà trasmesso in streaming, per permettere a tutti di vedere l’esibizione del proprio amico o del proprio parente in diretta.
E’ un concorso che entrerà davvero nella casa di tutti.

Dal 2010 è uno dei volti di Rai5, il nuovo canale culturale della Rai prima con “Step – passi di danza”, poi con “Progetti di Danza”. Quali messaggi sulla danza cerca maggiormente di far passare ai suoi telespettatori?

Cerco di diffondere la passione per l’approfondimento, grazie anche all’incontro con critici ed esperti nazionali e internazionali.
Con “Progetti di Danza” parliamo della vita artistica dei grandi protagonisti del mondo dello spettacolo, arricchendo sempre le notizie con un cospicuo bagaglio video. E’ una trasmissione che cerca di coinvolgere anche i semplici appassionati o curiosi di danza. Del resto, la danza viene trattata come punto di partenza per andare a esplorare tutto quello che ci ruota attorno: scenografia, coreografia, fotografia, musica….
Per arrivare a confezionare uno spettacolo di successo, si mettono in moto tantissime professioni e tantissimi talenti e noi amiamo dar luce anche al “back-stage”.

Ha lavorato anche nel mondo del cinema, prima con “Passo a due” (regia di Andrea Barzini e coreografie di Mauro Mosconi) poi con “La cura del gorilla” (regia di Carlo Sigon). Come sono nate queste esperienze cinematografiche e cosa le hanno trasmesso?

Sono esperienze molto positive che certamente hanno arricchito il mio bagaglio personale e artistico…anche se, devo ribadirlo, la mia vita rimane sempre e comunque legata alla danza.
Ammetto però che un ballerino è portato naturalmente a prestare grande attenzione all’espressività del viso e del corpo e quindi questo lo avvicina molto al mondo del cinema. Tra le mie esperienze davanti alla macchina da presa, ricordo anche la fiction di Rai Uno ”Ma chi l’avrebbe mai detto?”- titolo che peraltro mi si addice parecchio- con Ornella Muti e Katia Ricciarelli. E’ stata una bellissima esperienza e la fiction ha anche avuto un discreto successo.
Diciamo che anche queste esperienze fanno parte del mio bagaglio artistico e se si presentasse un’occasione nuova e interessante nel mondo del cinema la valuterei di certo con attenzione. Per natura comunque cerco sempre di ponderare accuratamente le mie scelte professionali.

Quali sono i film che le piace maggiormente andare a vedere al cinema?

Mi piacciono un po’ tutti i generi… Ultimamente ho visto il film “Diaz-Non pulire questo sangue” di Vicari.
L’ho trovato un film stupendo, non solo per la regia ma anche per il modo di trattare in maniera toccante temi di grande attualità.

Oltre alla danza, quali passioni le appartengono?

Assolutamente la tecnologia.
Da sempre sono appassionato del mondo Apple, di Facebook e di tutti i social network…Cerco di interagire con i miei fan e comunicare con loro, condividendo parte della mia vita attraverso questi strumenti tecnologici.

Il 5 Aprile 2012 il Presidente della Repubblica Di Albania Bamir Topi le ha consegnato il più grande titolo artistico, quello di “Grande Maestro” per la sua attività artistica e per aver contribuito alla divulgazione della danza a livello internazionale. Ci dica cosa ha rappresentato questo tributo per lei.

Non posso negare che sia stato uno dei giorni più belli della mia vita; ho provato grande soddisfazione perché il mio Paese mi ha assegnato il più grande riconoscimento, soprattutto in considerazione della mia giovane età.
Ho condiviso questo tributo con tutti i connazionali meno conosciuti di me che, in giro per il mondo, si distinguono per professionalità, ognuno nel proprio campo.

Infine, qual è un progetto futuro che si augura di realizzare al più presto?

Ci sono quattro progetti bellissimi in cantiere ma per scaramanzia non posso dire molto. Spero solo non rimangano fermi per questioni economiche… anche se io sono uno che non molla, quindi non mi darò per vinto fino a quando non saranno realizzati!
Per ora posso anticipare che sto lavorando insieme con altri tre amici ad un format televisivo inedito…saranno in tanti a tremare!

Per quanto concerne poi “Progetti di Danza” dal 19 maggio per due sabati consecutivi andranno in onda le repliche della scorsa stagione. E dal 7 giugno inizierò a girare in Italia e all’estero le puntate della terza edizione.

di Angela Laurino

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