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Kriminal Tango: «Le Rififi». Colpo grosso

Creato il 07 dicembre 2011 da Nottecriminale9 @NotteCriminale
Leonardo Coen
 Kriminal Tango: «Le Rififi». Colpo grossoColonna sonora, “Le Rififi”. Nell’argot del milieu criminale di Parigi, rififi significa “colpo grosso”. 
Canta Magali Noel, voce leggermente roca e un poco stridula. Attrice amatissima da Fellini (vi ricordate la prosperosa tabaccaia di Amarcord?).
Magali fu conturbante protagonista di molte pellicole noir del cinema francese: spesso, in quei film in bianco e nero - ma più nero che bianco - lei faceva una brutta fine. 
La musica composta da Georges Auric è il tema dello stupendo film “Du Rififi chez les hommes” (1954) di Jules Dassin, capolavoro del polar francese. Auric, nato nel 1899, era stato un bambino prodigio e prima di aver compiuto vent’anni aveva scritto ed orchestrato musiche per numerosi balletti e produzioni teatrali. 
Frequentò il Conservatoire de Paris ed era diventato membro del gruppo formato da Erik Satie e Jean Cocteau. Insomma, un personaggio leggendario dell’arte e dello spettacolo francese (ed infatti spesso e volentieri fu ingaggiato dalle mayors di Hollywood). 
La trama di Rififi è presa paro paro dal celebre romanzo di Auguste Le Breton (1953): a casa ho ancora la prima edizione italiana (1956) uscita nella collana dei gialli Garzanti, quelli marchiati dal logo delle tre scimmiette che si tappano gli occhi, la bocca, le orecchie. Senza prefazione. Nudi e crudi. 
Il libro di Le Breton è il primo di una lunga serie di romanzi che hanno nel titolo sempre la parola “rififi”, quasi una griffe. L’autore non era stato uno stinco di santo, le agre circostanze della sua giovinezza (aveva perso il padre ad appena un anno, era scappato due volte dall’orfanotrofio, era stato dentro una casa di correzione) lo avevano ineluttabilmente fatto diventare un teppistello di quartiere. Ma probabilmente era più un atteggiamento che una vocazione: infatti si dannava per trovare lavoretti “onesti”. 
Solo, gli piaceva spendere il suo tempo vagabondando coi “duri”, coi malavitosi che incontrava nei bistrot, o nelle caves, o nelle bische. Ammirava le donne di malaffare, le prostitute che ne sapevano della vita più di ogni altro essere umano. 
Eroine sventurate. Lame di coltelli. Vendette. Kriminal Tango: «Le Rififi». Colpo grossoGuerra tra gang dei marsigliesi, italiani, nordafricani. 
Da loro impara la lingua secca ed essenziale dei fuorilegge, e tutte le tecniche per rubare, scassinare, per difendersi, per uccidere. 
Apprende le leggi che governano il mondo della delinquenza parigina, e comincia scrivere. E’ il cantore di una criminalità al suo culmine, il suo stile truce e realistico - in questo la lezione del maestro Simenon è basilare - non ha un filo di grasso nelle sue righe. Gli basta un colpo di penna, una battuta dattiloscritta per dare spessore alla scena, e profondità ai personaggi che vi si installano. 
Il paradosso è che Le Breton si è ispirato alla malavita, mentre i suoi libri hanno influenzato non soltanto il linguaggio e la letteratura degli anni Cinquanta, ma anche la stessa mala francese! Così è il film. 
Per dirla con il critico cinematografico Morando Morandini, 
«tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria, la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca Jean Servais». 
Insomma, un classico. Canta, Magali Noel, e nella sua voce c’è un po’ di Rive Gauche, di Juliette Gréco, peccato e destino baro: 
 “Mon homme est un type à la coule Toute la sainte journée y s' les roule Il a beaucoup d' philosophie Mais il aime trop le rififi”...”. 
Kriminal Tango: «Le Rififi». Colpo grossoIn Italia, ci prova Fred Buscaglione a ricantare Le Rififi. Con meno senso e più doppi sensi. 
 “Io ve lo dico sono un dritto a me nessuno fa dispetto lo sanno tutti che e' così perché mi garba il rififi La mia bambina lascia stare se t'interessa di camparese no t'agguanto e proprio qui ti faccio un colpo al rififi Lei s'intromette e vuol parlare le dico "fila bella lasciami fare". Poi se rincaso nella notte non sorride e sono botte sul momento li per li me la seduco al rififi. Ma gira al largo per piacere se t'interessa non sapere cos'e' il rififi non e' un problema ti dirò nessuna scuola le farò cos'è il rififi per me funziona a perfezione ci vuol coraggio e decisione perché il rififi non far il furbo non scherzar se no ti vado a dimostrar cos'è il rififi per me funziona a perfezione ci vuol coraggio e decisione perché il rififi non far il furbo non scherzar se no ti vado a dimostrar cos'è il rififi cos’è il rififi!!!”.Uhm. 
Di nuovo Magali:  “À peine un aut' gars m' fait du gringue  Qu'il pose la main sur son flingue  Redresse son galure et vas-yPour un p'tit coup de rififi J' voudrais m'en mêler mais du doigt  Il me montre la porte et me dit "Tire-toi"  Et quand il revient sans rien dire  Avec son méchant p'tit sourire  À mon tour ça n' fait pas un pli  Je suis bonne pour le rififi {Refrain:} Vous avez l'air d'entraver qu' dalle  À mon histoire, quand je vous parle du rififi  Ce n'est pas un mot ordinaire  Vous n' trouverez pas dans l' dictionnaire  Le rififi Il est à nous et faut voir comme  On le comprend chez les vrais hommes  Le rififi  Ne vous creusez donc plus l' cigare  C'est tout simplement la bagarre  Le rififi  Quand j'ai bien travaillé la s'maine  Dimanche au ciné y m'emmène  C' qu'on joue, c'est l' cadet d' ses soucis  Pourvu qu' y ait du rififi  En amour ce n'est pas un tendre  Les p'tits mots doux j' peux les attendre  Il dit toujours que les souris  Ça doit marcher au rififi  Et quand y s' laisse aller pour de vrai Rien que pour le principe, y beigne après  Mais quand il m'a bien corrigée Qu'auprès d' lui je suis allongée  Pour retourner au paradis  C'est moi qui d'mande du rififi {au Refrain}”. 
Vabbé, un’altra cosa... Per fortuna, c’è YouTube. Cercate Magali Noel e troverete le rififi, in qualche modo è un bel colpo...di vista (in calce uno squarcio). 
p.s.: Quanto alla trama del libro e del film, riassumo: due bande rivali si combattono sino all’ultimo sangue per mettere le mani sul bottino (250 milioni di franchi dell’epoca, una fortuna) di una gioielleria svaligiata con la tecnica del buco. Nel film, straordinaria l’ingegneria narrativa per dare suspense alla lunghissima scena dello scasso - una sequenza muta di quasi mezz’ora. Però i soldi porteranno male a tutti: nessuno degli scassinatori sopravviverà alla cupidigia e ai tradimenti.

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