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L’abruzzo regione con meno manager donna (1,9%)

Creato il 21 luglio 2010 da Sansalvoinpiazza

L’ABRUZZO REGIONE CON MENO MANAGER DONNA (1,9%)Le donne che decidono nelle aziende italiane sono solo il 6,9%, una percentuale sconfortante, soprattutto se paragonata alla realta’ degli altri Paesi avanzati, dove le top manager e le donne in prima linea raggiungono anche il 35% del totale. Di questa non lusinghiera classifica l’Abruzzo è poi addirittura il fanalino di coda, con le donne al vertice delle imprese regionali che rappresentano solo l’1,9% del totale, dietro alla Sicilia (2,5%), al Trentino – Alto Adige (2,7%) e alla Calabria (3,9%), che la precedono nelle ultime posizioni. La maglia rosa per presenza femminile ai vertici aziendali va al Piemonte (8,4%), seguito da Lazio e Toscana, a pari merito all’8,2%, mentre quarta è l’Umbria con il suo 8,1 per cento. E’ quanto emerge dalla ricerca “Donne: motore per lo sviluppo e la competitivita’” effettuata da Gea – Consulenti Associati e svolta su un campione di 1.800 medie e grandi aziende italiane per la Fondazione Bellisario, che assegna ogni anno il premio la “Mela d’Oro”, un prestigioso riconoscimento per le donne che si sono distinte nella professione, nel management e nella scienza, nell’economia e nel sociale. L’indagine, condotta dai senior partner di Gea-Consulenti Associati Enzo Losito Bellavigna e Tito Zavanella, la prima effettuata in Italia anche sul top management e la prima linea di management oltre che sui componenti dei Consigli di Amministrazione, fotografa il gender gap esistente nelle imprese italiane, partendo da parametri quantitativi per giungere a considerazioni qualitative. Lo scopo della ricerca è quello di individuare, attraverso un questionario somministrato a 6.000 manager di 24 diversi comparti dell’industria, il contributo distintivo apportato dalle professionalità manageriali femminili allo sviluppo delle imprese italiane, definire gli strumenti operativi e le soluzioni concrete per accelerare la crescita delle donne nelle aziende nei prossimi 3-5 anni e valutare le competenze negoziali delle manager. Sviluppo della leadership, saper influenzare le decisioni e gestire i conflitti sono infatti abilità indispensabili per ricoprire posizioni di vertice.


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