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L’anno dei ritorni

Creato il 09 agosto 2010 da Basketcaffe @basketcaffe

hawkins_armani_jeansA volte si dice che a un giocatore fa bene cambiare aria, trovare nuovi stimoli, giocare in un nuovo sistema per crescere sia sul campo sia fuori, anche se la squadra precedente è stata quella che l’ha lanciato e l’ha fatto conoscere ai palcoscenici più importanti; il vecchio detto “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova“, poi, è sempre in funzione e in uno sport come il basket dove anche i minimi dettagli possono fare la differenza vale ancora di più. Ma spesso il cambiare squadra non porta un giovamento per la propria carriera, anzi, diventa quasi un ostacolo e si parla di “anno perso”, e allora via alla ricerca di un’altra squadra che possa far valorizzare il talento del giocatore, e spesso questa squadra è quella da cui si è andati via qualche anno prima. Il ritorno all’ovile è una cosa che anche nel basket piace.
Il mercato italiano di quest’anno ha dimostrato proprio questo aspetto, con tantissimi come-back anche di giocatori importanti e di talento.

I due più clamorosi passano senza dubbio da Siena: David Hawkins, infatti, lascia il Montepaschi dopo una sola stagione (in cui finalmente ha vinto qualcosa) per tornare all’Armani Jeans Milano lasciata solo 365 giorni fa; la squadra toscana era uscita dal contratto triennale del giocatore per cercare di rinegoziarne un altro a cifre meno importanti, ma “il falco” non ha accettato dichiarandosi ben felice di riabbracciare la maglia biancorossa dell’Armani Jeans (anche se l’anno scorso le dichiarazioni del giocatore sembravano diverse da quelle di quest’anno). Malelingue dicono che a Siena si fosse rotto qualcosa tra il giocatore e lo staff e che quindi la separazione non sia stata così dolorosa per i campioni d’Italia in carica, di sicuro anche il giocatore nel sistema di squadra senese non poteva mostrare tutto il suo talento da solista come invece potrà fare quest’anno.

L’altro cambio di maglia clamoroso riguarda Rimantas Kaukenas che dopo un anno di semi-inferno al Real Madrid, in cui era arrivato come stella assoluta ma si è trovato addirittura fuori dalle rotazioni di coach Messina nel momento caldo della stagione, ritorna nella squadra che l’ha consacrato a livello mondiale, ovvero appunto Siena. Il lituano ha firmato un contratto triennale, ed è questa forse la parte che ci si spiega meno perchè anche fisicamente l’ultimo anno è sembrato piuttosto in difficoltà; rimane ad ogni modo un giocatore espertissimo che in Italia potrà tornare a fare bene senza dubbio.

marques_green
Nella girandola dei playmaker che ha acceso il mercato italiano in queste settimane ci sono ben tre ritorni: il primo è quello di Marques Green torna a vestire la maglia dell’Air Avellino con cui si era lasciato molto bene e con cui aveva fatto grandissime facendolo conoscere a tutta Europa, tanto che il Fenerbahce non aveva avuto dubbi sul metterlo sotto contratto; l’esperienza turca però non è andata bene e tanto meno quella a Pesaro dell’ultima stagione. Ora il ritorno alla squadra che l’ha reso grande e con cui spera di bissare la vittoria della coppa Italia del 2007.
Il secondo è quello di Daniel Hackett nella sua Pesaro dov’è cresciuto prima di trasferirsi negli States dove ha frequentato la High-School (St. John Bosco High School) e il College (University of Southern California); il ritorno in Italia un anno fa con Treviso, ma l’esperienza è andata male anche per l’uso non sempre intelligentissimo da parte dei coach e per la sua crescita come giocatore che si è abbastanza bloccata. Ora la nuova opportunità con la Vuelle Pesaro per dimostrare di essere un giocatore degno di questi livelli.
Infine il terzo playmaker a fare il come-back è Massimo Bulleri che per la terza volta torna a giocare a Treviso. I 5 anni a Milano non sono andati benissimo e sono culminati con due prestiti, il primo alla Virtus Bologna e il secondo proprio alla Benetton, ora il ritorno definitivo con i biancoverdi di cui diventa anche il capitano.

Ci sono dei ritorni anche sulle panchine: Stefano Pillastrini riabbraccia Montegranaro, città di cui è cittadino onorario, dopo un anno speso a Bologna e due a Varese. Le quattro stagioni passate con la Sutor in cui sono arrivate due promozioni e una salvezza non sono state dimenticate e la dirigenza ha voluto puntare di nuovo su di lui per cercare di ripetere la grande annata scorsa, su di lui ma anche su Sharrod Ford, altro giocatore pentito di essersene andato e che dopo un anno a Bologna e un anno a metà tra San Pietroburgo e Ferrara cerca il nuovo riscatto.
Infine anche Carlo Recalcati ha deciso di tornare su una panchina della Serie A e andrà a sostituire proprio Pillastrini a Varese, quella Varese che lui aveva portato sul tetto d’Italia nel 1999 stagione in cui salutò per andare a togliersi soddisfazioni con Bologna, con Siena e con la Nazionale Italiana.

Insomma tempo di ritorni per la serie A, sperando che la minestra sia ancora buona anche se riscaldata.


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