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L’apparenza inganna: storia di frittate rigirate e di una venditrice di aria fritta…

Da Ilmondodipotolina
L’apparenza inganna: storia di frittate rigirate e di una venditrice di aria fritta…
Una tipetta bassina, minutina, pelle bianca, occhi da cerbiatto, sorriso da vecchietta rassicurante, capelli scuri, caschetto alla Biancaneve, con annesso cerchietto alquanto demodè, che fa tanto sfigata ma simpatica, milanese, quarant’anni, sposata, senza figli. Quando la incontrai per la prima volta mi ispirò subito simpatia. Mi tenne a colloquio per ben un’ora e mezza, parlando di tutto, fuorchè di lavoro…tornai a casa sicura di aver fatto centro, così come lei aveva piacevolmente colpito me, e mi augurai che la selezione per quel posto di lavoro fosse andata a buon fine, pregai perchè lei, avesse scelto me!
Due settimane dopo mi ritrovavo in un ufficio, con la mia scrivania di fronte alla sua, carica ed entusiasta di cominciare una nuova e gratificante avventura lavorativa con la più amabile delle colleghe!!!
Ma sotto quell’aspetto così rassicurante di lì a poco scoprii il vero volto dei Visitors: lingua tagliente e biforcuta, sorrisino sempre pronto e stampato in faccia anche quando ti comunica che - tu quest’anno le ferie le salti - perché lei è qui da più di tempo di te e ne ha diritto lei, simulatrice di cali di pressione improvvisi e sempre tempestivi proprio quando c’è da fare quel faldone di fotocopie…(ops…che coincidenza!), bravissima a restare ore e ore incollata al computer, salvo scoprire per caso, che il monitor era animato da emoticons e dall’altra parte c’erano sorelle, fratelli, marito, cognata in chat, ventiquattr’ore su ventiquattro!!!
Non parliamo poi delle riunioni con il Grande Capo…chiamate a rapporto entrambe, il mio lavoro si trasformava in “assistenza” pura e semplice alla più impegnata delle donne in azienda, “Fà parlare me” mi intimava prima di ogni riunione, salvo alla fine commentare davanti al Gran Capo:” ti ho visto silenziosa, qualcosa non va?”…
In quel periodo ho messo a dura prova il mio povero fegato, milza, stomaco e pancia; il culmine lo raggiunse quando una mattina, causa treno in ritardo, arrivai in ufficio dopo di lei: la trovai in lacrime, avvolta in una crisi isterica, tanto che Freud avrebbe potuto scriverci sopra trattati e trattati di psicologia “aliena”, attorniata dai colleghi degli uffici adiacenti al nostro e addirittura con accanto a sè il Gran Capo, che le aveva messo una mano sulla spalla per tentare di calmarla….
”Oddio, qua è morto qualcuno” questo è stato il mio primo pensiero…Quando ho chiesto cosa fosse successo mi hanno risposto che il suo pc aveva cancellato tutti i dati e non ci si capacitava come fosse accaduto. Quando il Gran Capo chiese chi possedeva la password del pc della mia collega lei rispose: “Solo Potolina, ma non credo che lei abbia interesse a boicottarmi”, sbattendo le ciglia, tenendo in mano quel fazzoletto asciutto, perché le lacrime chissà perché non scendevano, e accennando ad un ghigno malefico!!!
Passata la crisi isterica, accidentalmente, quando rimaniamo da sole ed aver commiatato i colleghi come si fa con i partecipanti ad un funerale, si ricorda che il giorno prima aveva fatto il back-up e aveva tutto salvato sui cd, ma, avendo ottenuto lo straordinario permesso di tornare a casa per farsi una tripla camomilla, mi ha chiesto di non riferire la “casuale” scoperta a nessuno…
Non meravigliarti, cara collega mia, se ho voluto cambiare lavoro solo dopo sei mesi di agonia passati accanto a te, non meravigliarti se ho cancellato il tuo numero di cellulare, se ti ho bloccata su Facebook e se quando ci siamo salutate quando tu mi hai detto” Sei la migliore collega che abbia mai avuto!” io non ti ho risposto e quando mi hai chiesto se sarei passata in futuro anche solo per un salutino io ti ho risposto alla maniera tua, con un ghigno malefico, sbattendo le ciglia : “ Certo, ovvio!”…sono passati quattro anni…mi stai ancora aspettando!!! Con tanto affetto, la tua collega preferita!

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